OGNINA, LA GRANDE “FIERA” ALL’APERTO: MANGIA, BEVI, DIVERTITI… E POI LASCIA TUTTO A TERRA?

OGNINA, LA GRANDE “FIERA” ALL’APERTO: MANGIA, BEVI, DIVERTITI… E POI LASCIA TUTTO A TERRA?

Dal porticciolo all’area giochi accanto alla chiesetta, plastica, lattine, bottiglie e resti di cibo raccontano l’altra faccia delle serate ogninesi. E mentre a terra regna l’inciviltà, sul mare e sui fondali restano altre domande alle quali sarebbe opportuno dare finalmente risposta.

CATANIA – Benvenuti a Ognina.

Quella che un tempo era identificata soprattutto come una delle borgate marinare più caratteristiche di Catania oggi, specialmente nelle ore serali, sembra essersi trasformata in una gigantesca fiera permanente all’aperto.

Trattorie, ristoranti, bar, pescherie, camion dei panini, attività commerciali, passeggio, automobili, famiglie, ragazzi e bambini.

Poi il parco giochi, piazza Franco Battiato, le aree sotto il ponte e naturalmente il porticciolo.

Tutto concentrato in pochi metri.

Insomma, ad Ognina non manca quasi nulla.

Anzi, qualcosa manca: qualcuno che, alla fine della festa, si ricordi che lo spazio pubblico non è un gigantesco cestino dei rifiuti.

LA FOTO DEL GIORNO: IL “SOUVENIR” LASCIATO AI BAMBINI

Questa volta la nostra attenzione si concentra sull’area giochi realizzata nel 2024 lateralmente alla chiesetta di Ognina, a pochi passi dal porticciolo.

La fotografia che accompagna questa segnalazione necessita di ben pochi commenti.

Resti di cibo consumato, contenitori, plastica, lattine e bottiglie abbandonate.

Il tutto in prossimità di uno spazio destinato ai bambini.

Una sorta di originale percorso educativo: mentre i più piccoli imparano a utilizzare scivoli e giochi, qualche adulto insegna loro, con l’esempio, che dopo aver mangiato e bevuto si può tranquillamente lasciare tutto per terra.

Educazione civica applicata, versione Ognina 2026.

Forse il Comune potrebbe persino installare un nuovo cartello:

“Area giochi. I bambini possono giocare. Gli adulti possono lasciare i propri rifiuti dove capita.”

Naturalmente è una provocazione.

Ma osservando certe immagini viene da chiedersi fino a che punto la realtà abbia ormai superato la satira.

L’APPELLO AGLI INCIVILI? RISPARMIAMOCI LA FATICA

Potremmo scrivere il solito appello.

“Cari cittadini, rispettate l’ambiente.”

“Utilizzate i cestini.”

“Non abbandonate bottiglie e lattine.”

“Lasciate pulito per i bambini.”

Belle parole.

Il problema è che chi possiede un minimo di educazione queste cose le sa già.

E chi ritiene normale terminare il proprio pasto e lasciare a terra bottiglie, lattine, plastica e avanzi probabilmente non cambierà abitudini perché ha letto l’ennesimo appello sui giornali o sui social.

Quindi cambiamo domanda.

Non chiediamoci più soltanto perché esistano cittadini incivili.

Chiediamoci piuttosto:

cosa fanno le istituzioni quando l’inciviltà diventa prevedibile, sistematica e concentrata sempre negli stessi luoghi?

SE OGNINA È DIVENTATA UNA GRANDE AREA DELLA MOVIDA, VA GESTITA COME TALE

Questo è il punto.

Ognina richiama ogni giorno e soprattutto nelle ore serali un numero importante di persone.

Si mangia, si beve, si passeggia, si acquistano prodotti, si utilizzano gli spazi pubblici e si producono inevitabilmente rifiuti.

Non è una sorpresa.

Non occorre una commissione d’inchiesta per scoprire che dove centinaia o migliaia di persone consumano cibo e bevande aumentano bottiglie, bicchieri, lattine, involucri e avanzi.

E allora la pulizia non può essere pensata come quella di una strada scarsamente frequentata.

Servono cestini adeguati e sufficienti, svuotamenti commisurati alle presenze, pulizie programmate dopo le fasce di maggiore affluenza, controlli e sanzioni effettive contro chi abbandona rifiuti.

E, nelle zone dove il fenomeno è ricorrente, può essere valutato anche un sistema di videosorveglianza nel rispetto della normativa vigente.

Perché esiste una differenza enorme tra sporcizia occasionale e degrado prevedibile.

Quando sai che ogni sera una determinata area sarà affollata, non puoi stupirti la mattina successiva se aumenta la quantità di rifiuti.

E I CONTROLLI?

Qui arriva la domanda meno simpatica.

Se l’abbandono dei rifiuti avviene sistematicamente nelle stesse aree e negli stessi orari, quanti controlli vengono effettuati?

Quante sanzioni vengono elevate?

Qual è il piano di pulizia previsto per Ognina?

Quanti cestini sono disponibili rispetto al numero di frequentatori?

Con quale frequenza vengono svuotati?

Esiste un servizio rafforzato durante i fine settimana e nei periodi di maggiore affluenza?

E soprattutto: chi verifica concretamente le condizioni dell’area giochi frequentata dai bambini?

Non chiediamo miracoli.

Chiediamo amministrazione.

Perché amministrare significa anche prevedere ciò che è perfettamente prevedibile.

OGNINA SOPRA IL MARE. E OGNINA SOTTO IL MARE

Ma c’è un’altra Ognina che non vediamo passeggiando.

È quella che si trova sotto la superficie del mare.

Da tempo vengono sollevate questioni riguardanti la presenza nei fondali dell’area portuale di manufatti e blocchi di cemento utilizzati o riconducibili ai cosiddetti “corpi morti” per gli ormeggi.

Anche su questo sarebbe opportuno fare finalmente chiarezza.

Quanti corpi morti sono presenti nei fondali?

Sono tutti censiti?

Chi li ha collocati?

Quali sono ancora utilizzati e quali eventualmente abbandonati?

Esiste una mappatura aggiornata?

Qual è il loro impatto sul fondale?

Domande semplici alle quali sarebbe interessante ottenere risposte altrettanto semplici.

E poi esiste una questione ancora più delicata.

Considerata la storia di Catania e della sua costa durante la Seconda guerra mondiale, sarebbe utile sapere se siano mai state effettuate verifiche sistematiche circa l’eventuale presenza, nell’area interessata, di residuati bellici sommersi.

Non affermiamo che vi siano ordigni nei fondali di Ognina: sarebbe necessario un accertamento tecnico per sostenerlo.

Chiediamo invece se il problema sia stato verificato, se esistano mappature, segnalazioni o precedenti accertamenti e, qualora emergessero elementi concreti, se siano necessari ulteriori controlli da parte delle autorità competenti.

Perché sulla sicurezza non servono leggende metropolitane.

Servono verifiche.

UNA BORGATA MARINARA NON È UN CENTRO COMMERCIALE SENZA TETTO

Ognina non può essere considerata soltanto in funzione di quante persone riesca ad attirare la sera.

Prima dei ristoranti, dei camion dei panini, delle automobili e del grande passeggio serale, esiste una borgata marinara.

Esistono un porto e il mare.

Esistono pescatori e operatori.

Esistono residenti.

Esistono bambini che utilizzano gli spazi pubblici.

Esiste un’identità storica che rischia progressivamente di essere soffocata da una fruizione del territorio priva di una programmazione adeguata.

Ben vengano ristoranti, attività commerciali, famiglie e visitatori.

Un quartiere vivo è una ricchezza.

Ma vivere un luogo non significa consumarlo.

PRIMA SI MANGIA IL PANINO. POI CHI PAGA IL CONTO?

Ed eccoci alla domanda finale.

Il cittadino arriva ad Ognina.

Parcheggia.

Mangia.

Beve.

Passeggia.

Porta i bambini al parco.

Magari prende un altro panino prima di tornare a casa.

Poi qualcuno lascia bottiglia, lattina e contenitore a terra.

Lui se ne va.

La mattina dopo resta Ognina.

E resta il conto.

Un conto pagato dalla collettività, dagli operatori addetti alla pulizia, dai residenti e soprattutto da chi vorrebbe vedere rispettato uno dei luoghi più caratteristici della costa catanese.

Per questo continuare semplicemente a dire “la gente è incivile” non basta più.

Sì, chi abbandona i rifiuti è responsabile del proprio comportamento.

Ma un’amministrazione pubblica deve organizzare servizi e controlli sapendo che, purtroppo, gli incivili esistono.

Altrimenti tanto vale affidarsi alla buona sorte.

OGNINA MERITA DI PIÙ

La fotografia dell’area giochi non racconta soltanto qualche bottiglia lasciata a terra.

Racconta un problema culturale e contemporaneamente un problema di gestione dello spazio pubblico.

Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale e agli uffici competenti di valutare un piano specifico per l’intera area di Ognina, dal porticciolo a piazza Franco Battiato e alle zone maggiormente interessate dalla frequentazione serale, che preveda pulizia rafforzata, più punti di raccolta, controlli e interventi mirati nei giorni e negli orari di maggiore presenza.

E chiediamo che attenzione venga dedicata anche al mare, verificando e censendo ciò che si trova sui fondali dell’area portuale e chiarendo definitivamente le questioni relative ai manufatti utilizzati per gli ormeggi e alle eventuali ulteriori criticità sommerse.

Perché Ognina non può avere due destini:

discarica sopra il mare e deposito dimenticato sotto il mare.

Ognina è una borgata marinara.

È un pezzo della storia di Catania.

Ed è forse arrivato il momento di ricordarselo non soltanto quando bisogna mangiare un piatto di pesce, prendere un panino o pubblicare una bella fotografia del porticciolo al tramonto.

Federazione Armatori Siciliani

Tutela del mare, delle marinerie e del territorio costiero

Condividilo: