Marciapiedi occupati, mezzi lasciati davanti ai portoni e conducenti che troppo spesso sembrano dimenticare le regole della strada. L’associazione dei consumatori chiede al Comune un piano straordinario di controlli con la Polizia Municipale e maggiori obblighi per le società di noleggio: «Non aspettiamo l’incidente grave per intervenire»
CATANIA – Dove si parcheggia un monopattino a Catania?
A giudicare da quello che quotidianamente è possibile osservare in diverse zone della città, la risposta sembrerebbe essere:
dove capita.
Sul marciapiede? Va bene.
Davanti a un portone? Perché no.
In prossimità di un attraversamento? Può succedere.
In una posizione che costringe pedoni, anziani, genitori con passeggini o persone con disabilità a modificare il proprio percorso?
Pazienza.
Naturalmente è una provocazione.
Ma quando un fenomeno diventa ripetitivo, diffuso e sotto gli occhi di tutti, continuare a considerarlo soltanto come il gesto maleducato di qualche utilizzatore rischia di diventare un alibi.
Per Consitalia – Associazione Consumatori d’Italia il momento degli appelli alla buona educazione è finito.
Adesso servono controlli, sanzioni, organizzazione e responsabilità precise.
IL MONOPATTINO FINISCE LA CORSA. IL PROBLEMA RESTA SUL MARCIAPIEDE
Il sistema del noleggio in sharing presenta un paradosso evidente.
L’utente prende il mezzo, raggiunge la propria destinazione, termina la corsa e se ne va.
Il monopattino, invece, rimane lì.
E se viene lasciato male, il problema diventa di tutti gli altri.
Un mezzo collocato in maniera irresponsabile sul marciapiede non rappresenta semplicemente un brutto spettacolo.
Può diventare un ostacolo per un anziano.
Per una persona non vedente.
Per chi utilizza una sedia a rotelle.
Per un genitore con il passeggino.
Per chi deve entrare o uscire da un edificio.
E allora una domanda deve essere posta alle società che gestiscono il servizio:
è sufficiente consentire all’utente di terminare il noleggio oppure bisogna anche assicurarsi che il mezzo sia stato lasciato correttamente?
CONSITALIA: «CHI GUADAGNA DAL NOLEGGIO DEVE CONTRIBUIRE A GOVERNARNE LE CONSEGUENZE»
Consitalia ritiene che il problema non possa essere scaricato esclusivamente sul Comune e neppure esclusivamente sugli utenti.
Le responsabilità devono essere affrontate a tutti i livelli.
Chi utilizza il monopattino deve rispettare le norme.
Il Comune deve organizzare e controllare l’utilizzo dello spazio pubblico.
La Polizia Municipale deve poter intervenire efficacemente sui comportamenti illeciti.
Ma anche gli operatori che mettono a disposizione flotte di monopattini sul territorio cittadino devono essere chiamati a fare la propria parte.
Non dovrebbe bastare una schermata sull’applicazione per considerare concluso ogni obbligo informativo.
Consitalia chiede che venga verificato quali informazioni siano effettivamente fornite agli utenti prima e durante il noleggio, quali sistemi impediscano o scoraggino la sosta irregolare e con quale rapidità vengano recuperati o riposizionati i mezzi segnalati come abbandonati o d’intralcio.
E SE IL NOLEGGIO NON POTESSE TERMINARE OVUNQUE?
È una delle questioni che l’Amministrazione dovrebbe affrontare con gli operatori.
Perché non individuare, soprattutto nelle aree più congestionate, spazi obbligatori o fortemente vincolati per la conclusione del noleggio, compatibilmente con la disciplina vigente e con le caratteristiche tecniche dei servizi?
Perché non rafforzare i sistemi che richiedono all’utilizzatore di documentare fotograficamente il corretto posizionamento del mezzo?
E quando il monopattino viene lasciato in maniera palesemente irregolare, perché il sistema dovrebbe considerare la corsa semplicemente conclusa senza conseguenze?
La tecnologia che permette di individuare, sbloccare e pagare un monopattino attraverso uno smartphone dovrebbe poter essere utilizzata anche per contribuire a impedire che quello stesso mezzo venga trasformato in un ostacolo sul marciapiede.
MA IL PARCHEGGIO SELVAGGIO È SOLTANTO METÀ DEL PROBLEMA
C’è infatti un’altra questione, probabilmente ancora più delicata.
Come vengono utilizzati questi mezzi?
Consitalia raccoglie e rilancia una preoccupazione facilmente riscontrabile nella vita quotidiana cittadina: comportamenti di guida che possono mettere in pericolo non soltanto pedoni e automobilisti, ma gli stessi conducenti dei monopattini.
Il monopattino non è un giocattolo.
È un mezzo che condivide spazi urbani con automobili, motocicli, autobus, biciclette e pedoni.
E quando viene utilizzato senza rispettare le regole, il rischio non riguarda soltanto chi lo conduce.
NON ASPETTIAMO IL PROSSIMO INCIDENTE
Troppo spesso le città scoprono i problemi dopo l’incidente.
Prima si tollera.
Poi si minimizza.
Poi accade qualcosa di grave.
A quel punto arrivano tavoli tecnici, riunioni, comunicati e promesse di controlli.
Consitalia chiede al Comune di Catania di invertire questa logica.
Se il problema è già visibile oggi, bisogna intervenire oggi.
Non dopo.
UNA SQUADRA DELLA POLIZIA MUNICIPALE DEDICATA AI CONTROLLI
Tra le proposte avanzate da Consitalia vi è l’organizzazione di servizi mirati della Polizia Municipale, anche attraverso campagne periodiche concentrate nelle zone e nelle fasce orarie dove vengono riscontrate maggiormente le violazioni.
L’obiettivo non dovrebbe essere quello di fare “cassa”.
Dovrebbe essere quello di modificare comportamenti che possono diventare pericolosi.
Controllare il rispetto delle norme di circolazione.
Contrastare la sosta irregolare.
Verificare i comportamenti maggiormente rischiosi.
Individuare i mezzi che costituiscono intralcio.
E soprattutto rendere percepibile una cosa che oggi, troppo spesso, sembra mancare:
la possibilità concreta di essere controllati.
Perché una regola che esiste soltanto sulla carta perde rapidamente buona parte della propria funzione deterrente.
CONSITALIA CHIEDE I NUMERI
E proprio per comprendere se il sistema attuale funzioni davvero, Consitalia ritiene necessario che l’Amministrazione renda disponibili dati chiari.
Quanti monopattini in sharing sono autorizzati a circolare sul territorio comunale?
Quanti operatori gestiscono il servizio?
Quante violazioni relative ai monopattini sono state accertate?
Quante sanzioni sono state elevate?
Quanti mezzi sono stati rimossi perché lasciati in condizioni di intralcio o pericolo?
Quante segnalazioni sono pervenute dai cittadini?
Quali obblighi gravano sugli operatori per il recupero e il corretto riposizionamento dei mezzi?
Quali controlli vengono effettuati sul rispetto di tali obblighi?
I numeri permetterebbero di capire se Catania abbia soltanto nuove regole oppure anche un sistema capace di farle rispettare.
E LE SOCIETÀ DI SHARING?
C’è poi un principio sul quale Consitalia intende aprire un confronto.
Se un operatore economico utilizza stabilmente lo spazio urbano per offrire un servizio commerciale attraverso decine o centinaia di mezzi, quell’attività produce anche conseguenze sulla città.
Non può esistere soltanto il rapporto:
società → cliente → pagamento.
Esiste anche:
società → territorio → responsabilità.
Consitalia chiede quindi all’Amministrazione di valutare, nei limiti consentiti dalla normativa e dagli atti che regolano il servizio, requisiti più stringenti per gli operatori: tempi certi di intervento sui mezzi segnalati, maggiore informazione agli utenti, sistemi efficaci contro la sosta irregolare e verifiche periodiche sul comportamento delle flotte.
IL DIRITTO ALLA MOBILITÀ NON PUÒ CANCELLARE IL DIRITTO AL MARCIAPIEDE
Consitalia non conduce una battaglia contro i monopattini.
La mobilità sostenibile è una componente importante delle città moderne e i sistemi di micromobilità possono rappresentare una valida alternativa all’automobile per determinati spostamenti.
Ma mobilità sostenibile non significa mobilità senza regole.
Il diritto di una persona a spostarsi velocemente non può cancellare il diritto di un’altra a camminare sul marciapiede.
La comodità di lasciare un monopattino non può prevalere sull’accessibilità di una persona con disabilità.
E la modernità di un’applicazione non può trasformare lo spazio pubblico in un parcheggio diffuso senza ordine.
LA DOMANDA AL COMUNE: LE NUOVE REGOLE STANNO FUNZIONANDO?
È questa, alla fine, la domanda che Consitalia rivolge all’Amministrazione comunale di Catania.
Le misure adottate stanno realmente funzionando?
Se la risposta è sì, si rendano pubblici i risultati.
Se la risposta è no, si abbia il coraggio di modificarle e rafforzarle.
Perché davanti a monopattini lasciati sui marciapiedi, davanti ai portoni o comunque in posizioni di intralcio, dire semplicemente che “esistono delle regole” serve a poco.
Le regole hanno senso quando vengono conosciute, controllate e fatte rispettare.
CONSITALIA: «CATANIA NON PUÒ DIVENTARE UN PARCHEGGIO A CIELO APERTO»
Consitalia chiede pertanto all’Amministrazione comunale di aprire un confronto urgente sul fenomeno e di valutare un piano straordinario di controllo sulla micromobilità, coinvolgendo Polizia Municipale, uffici competenti e operatori del noleggio.
L’associazione chiede inoltre una verifica delle condizioni imposte alle società di sharing e delle modalità attraverso le quali viene assicurato il corretto posizionamento dei mezzi al termine di ogni utilizzo.
Il messaggio è semplice:
non bisogna vietare ciò che può essere regolato. Ma bisogna avere il coraggio di regolarlo davvero.
Perché Catania non può trasformarsi in un gigantesco parcheggio libero nel quale il monopattino viene preso dove serve e abbandonato dove conviene.
E soprattutto non possiamo aspettare che un comportamento pericoloso produca conseguenze gravi per scoprire che forse qualche controllo in più sarebbe stato necessario.
IL MONOPATTINO È “SMART”. ADESSO PROVIAMO A RENDERE SMART ANCHE LE REGOLE.
Più controlli.
Più responsabilità per chi utilizza i mezzi.
Più obblighi e verifiche per chi li mette a noleggio.
Più tutela per pedoni, persone con disabilità e utenti della strada.
E meno monopattini abbandonati dove capita.
Consitalia – Associazione Consumatori d’Italia
La mobilità sostenibile è un diritto. La sicurezza e il rispetto degli spazi pubblici lo sono altrettanto.
