La Federazione Armatori Siciliani annuncia che nella giornata di oggi verrà formalmente sospeso lo sciopero del comparto pesca, in coincidenza con la naturale scadenza del periodo di fermo precedentemente dichiarato.
Una sospensione che, tuttavia, non segna un ritorno alla normalità. “I pescherecci resteranno comunque fermi nei porti, non solo in Sicilia”, precisa la Federazione, sottolineando come la protesta entri ora in una fase diversa ma non meno determinata.
Per lunedì 20 aprile è stata già convocata un’assemblea degli armatori, chiamata a definire le nuove strategie di mobilitazione. Obiettivo dichiarato: “far sentire con forza la voce dei pescatori italiani, oggi quasi del tutto inascoltata”.
Nel mirino della protesta resta il costo del carburante, ritenuto ormai insostenibile per la sopravvivenza delle imprese del settore. La Federazione rivolge un appello diretto al Governo guidato da Giorgia Meloni:
“È necessario un intervento immediato e strutturale che tuteli le imprese di pesca marittima, introducendo un tetto massimo al prezzo del carburante tra i 40 e i 50 centesimi al litro. In un contesto assimilabile a un’economia di guerra, il prezzo del carburante defiscalizzato per la pesca non deve superare i 60-70 centesimi al litro”.
Attualmente, denunciano gli armatori, si registrano forniture a prezzi ben superiori, con punte che superano 1,20 euro al litro fino ad arrivare anche a 1,40 euro, livelli ritenuti incompatibili con la sostenibilità economica delle attività.
“La politica dei piccoli interventi e dei correttivi temporanei non è più sufficiente: sono solo palliativi. Non vogliamo più dichiarazioni, ma misure concrete”, prosegue la nota, richiamando anche le posizioni espresse in passato dall’attuale premier sul tema della riduzione del costo dei carburanti.
Intanto, tra le iniziative allo studio dell’assemblea degli armatori, prende corpo anche l’ipotesi di una protesta eclatante: il blocco dello Stretto di Messina nella giornata del 1° maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori.
Una mobilitazione che, se confermata, potrebbe avere un forte impatto simbolico e operativo, segnando un ulteriore irrigidimento del confronto tra il comparto pesca e il Governo.
La Federazione conclude ribadendo che “la sopravvivenza stessa della pesca italiana è oggi a rischio” e che senza risposte immediate “la protesta è destinata ad intensificarsi”.
