SCUOLE E CALDO ESTREMO, SINISTRA ITALIANA: «AULE DA CLIMATIZZARE E PIANO PROVINCIALE PER CATANIA»

SCUOLE E CALDO ESTREMO, SINISTRA ITALIANA: «AULE DA CLIMATIZZARE E PIANO PROVINCIALE PER CATANIA»

Con l’avvicinarsi della riapertura degli istituti scolastici, Sinistra Italiana scrive al Comune, alla Città Metropolitana e all’Ufficio Scolastico Regionale: «Il rischio microclimatico non può più essere ignorato. Servono interventi strutturali e un protocollo per le giornate di caldo estremo»

CATANIA – A pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico torna al centro dell’attenzione il problema delle temperature elevate all’interno degli edifici scolastici di Catania e della provincia.

A sollevare la questione è Sinistra Italiana, che ha inviato una lettera al sindaco di Catania, al sindaco metropolitano e all’Ufficio Scolastico Regionale chiedendo interventi per adeguare le scuole alle conseguenze dell’aumento delle temperature.

Il punto di partenza è semplice: a metà settembre migliaia di studenti, docenti e operatori scolastici torneranno nelle aule mentre le temperature esterne possono essere ancora particolarmente elevate.

Secondo Sinistra Italiana, molti edifici scolastici non sarebbero oggi adeguatamente attrezzati per fronteggiare queste condizioni e la presenza contemporanea di decine di persone in aule scarsamente ventilate rischierebbe di determinare situazioni di forte disagio termico.

«IL CALDO NELLE SCUOLE NON PUÒ PIÙ ESSERE CONSIDERATO UN’EMERGENZA OCCASIONALE»

Il tema posto dal partito non riguarda soltanto il comfort degli studenti, ma investe direttamente la salute e la sicurezza di chi trascorre diverse ore al giorno negli edifici scolastici.

Nel comunicato viene richiamato il D.Lgs. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’Allegato IV, occupandosi del microclima, stabilisce infatti che la temperatura nei locali di lavoro debba risultare adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenendo conto anche dell’umidità e del movimento dell’aria.

Sinistra Italiana richiama inoltre le indicazioni dell’INAIL sulla necessità di considerare, nella valutazione del microclima, diversi fattori quali temperatura, umidità, temperatura radiante e velocità dell’aria.

Da qui la richiesta di non affrontare più il caldo nelle scuole come un fenomeno eccezionale o limitato a pochi giorni dell’anno.

L’aumento delle temperature, sostiene il partito, impone infatti una programmazione strutturale da parte degli enti competenti.

QUATTRO RICHIESTE PER LE SCUOLE DI CATANIA E PROVINCIA

Sono quattro, in particolare, gli interventi indicati nel documento.

In primo luogo viene chiesta la climatizzazione delle aule scolastiche, ritenuta necessaria per prevenire situazioni potenzialmente pregiudizievoli per la salute di studenti e personale.

La seconda richiesta riguarda una valutazione del rischio microclimatico in tutti gli edifici scolastici, prendendo in considerazione non soltanto la temperatura, ma anche umidità, ventilazione e irraggiamento solare.

Per gli istituti che alla riapertura dovessero presentare condizioni di caldo eccessivo viene poi sollecitata l’adozione immediata di soluzioni organizzative e tecniche adeguate.

Infine Sinistra Italiana propone la definizione di un vero e proprio protocollo provinciale per le giornate caratterizzate da caldo estremo, con indicazioni preventive rivolte ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale e alle famiglie.

LA RICHIESTA: UN PIANO PROVINCIALE CONTRO L’AUMENTO DELLE TEMPERATURE

L’obiettivo più ampio è arrivare alla predisposizione di un piano provinciale per mitigare gli effetti dell’aumento delle temperature nelle scuole di Catania e provincia.

Secondo Sinistra Italiana, occorre cambiare l’approccio con cui le istituzioni affrontano il fenomeno: il rischio derivante dalle alte temperature dovrebbe essere preventivamente riconosciuto, misurato e valutato, per poi programmare gli interventi necessari.

La questione assume particolare rilievo anche alla luce delle caratteristiche di numerosi edifici scolastici, spesso costruiti in periodi nei quali il problema delle temperature estreme e della climatizzazione estiva non rappresentava una delle principali variabili della progettazione.

Oggi, invece, periodi prolungati di caldo intenso possono coincidere sia con le ultime settimane dell’anno scolastico sia con la ripresa delle lezioni a settembre.

NON SOLO CONDIZIONATORI: SERVE UNA STRATEGIA SUGLI EDIFICI SCOLASTICI

La richiesta di climatizzare le aule apre inevitabilmente anche un’altra questione: quella delle risorse economiche, dell’efficienza energetica degli edifici e della capacità degli impianti elettrici di sostenere una climatizzazione diffusa.

Un piano strutturale potrebbe quindi richiedere interventi più ampi: schermature solari, isolamento degli edifici, ventilazione, riqualificazione energetica, incremento delle aree verdi e delle zone d’ombra e, dove necessario, installazione di sistemi di climatizzazione efficienti.

Si tratta di stabilire, soprattutto, chi debba intervenire, con quali risorse e secondo quali priorità, distinguendo le competenze relative agli edifici scolastici e programmando gli interventi sulla base delle condizioni effettivamente rilevate nei singoli istituti.

LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE DIVENTA IL PRIMO BANCO DI PROVA

Con settembre ormai iniziato, la richiesta avanzata da Sinistra Italiana pone dunque un problema che potrebbe diventare sempre più ricorrente negli anni a venire.

Non si tratta soltanto di decidere se installare o meno dei climatizzatori, ma di comprendere se gli edifici scolastici siano ancora adeguati alle mutate condizioni climatiche e quali misure debbano essere adottate per garantire condizioni accettabili durante le giornate più calde.

«I giovani catanesi, i loro docenti e tutti gli operatori scolastici – è il senso dell’appello – devono poter studiare e lavorare in ambienti dignitosi, sicuri e salubri».

Adesso la parola passa al Comune di Catania, alla Città Metropolitana e agli organismi scolastici competenti, dai quali si attende di conoscere se esista già una ricognizione sulle temperature e sulle condizioni microclimatiche degli istituti e quali interventi siano programmati in vista dell’imminente riapertura.

Una questione sulla quale, considerato l’andamento delle temperature degli ultimi anni, difficilmente sarà possibile continuare a intervenire soltanto quando l’emergenza è già arrivata.

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