Catania, appalti pubblici nel mirino: il nome di Giuseppe Capizzi e i legami con la riqualificazione delle piazze cittadine

Catania, appalti pubblici nel mirino: il nome di Giuseppe Capizzi e i legami con la riqualificazione delle piazze cittadine

Tornano a far discutere i collegamenti tra alcune imprese coinvolte in recenti appalti pubblici e figure già note alle cronache giudiziarie. A sollevare il caso è Sinistra Italiana, che in un comunicato stampa diffuso nelle scorse ore ha posto seri interrogativi sulla trasparenza dell’assegnazione dei lavori per la riqualificazione delle piazze Pietro Lupo e Angelo Majorana, nel cuore della città.

Secondo quanto riportato, i lavori — per un importo complessivo di 3,9 milioni di euro — sarebbero stati affidati a un Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI) guidato dal Consorzio Stabile Progettisti Costruttori, con la partecipazione, tra le altre, della S.C.S. Costruzioni Edili s.r.l., entrambe riconducibili alla famiglia Capizzi.

Il nome Capizzi e le inchieste giudiziarie

Il cognome Capizzi non è nuovo alle cronache giudiziarie.
Giuseppe Capizzi, oggi sindaco del comune di Maletto, è stato coinvolto negli ultimi anni in numerose inchieste giudiziarie di rilievo. Nel 2019 il suo nome appare nell’inchiesta “Rinascita Scott”, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, con l’accusa di traffico di influenze. Nel 2021 la Prefettura di Catania ha emesso nei confronti della società di famiglia un’informazione antimafia interdittiva, provvedimento poi confermato dal TAR nel gennaio 2022.

Successivamente, nel 2022, Capizzi è stato nuovamente indagato per corruzione dalla procura di Messina, ammettendo — secondo quanto riportato negli atti giudiziari — di aver versato tangenti a pubblici ufficiali e figure politiche. Nel luglio 2024 ha patteggiato una condanna a due anni (pena sospesa) per corruzione nell’ambito dell’appalto di risanamento del torrente Cataratti-Bisconte, in provincia di Messina.

Nonostante tali vicende, Capizzi ha intrapreso la carriera politica, risultando eletto sindaco di Maletto.
Nel maggio 2025 il suo nome ricompare in un’altra indagine, stavolta della Procura di Agrigento, denominata “banda degli appalti truccati”, che ipotizza un sistema di aggiudicazione illecita di lavori pubblici per il rifacimento della rete idrica agrigentina.

L’interrogativo politico: “Come è stato possibile?”

Alla luce di questo quadro, Sinistra Italiana Catania, tramite il segretario cittadino Marcello Failla, si chiede come sia stato possibile che società con simili precedenti possano oggi risultare affidatarie di appalti pubblici nel capoluogo etneo.

“Com’è possibile – scrive Failla – che persone e società con questi trascorsi giudiziari, tutti ravvicinati e ripetuti, abbiano potuto aggiudicarsi la gara d’appalto per la riqualificazione delle piazze Pietro Lupo e Angelo Majorana?”

Il partito annuncia inoltre la presentazione di una interrogazione parlamentare a firma dell’on. Elisabetta Piccolotti, componente della Commissione parlamentare antimafia, per fare piena luce su quella che viene definita “un’opaca vicenda che non può restare sepolta nelle silenziose stanze dell’amministrazione Trantino”.

Attesa per le risposte del Comune

Dal Comune di Catania, al momento, non è giunta alcuna replica ufficiale. L’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Trantino sarà chiamata a chiarire i criteri con cui è stata aggiudicata la gara e se, in sede di verifica antimafia, siano state esaminate tutte le condizioni previste dalla normativa vigente.

Il caso solleva interrogativi rilevanti sul tema della trasparenza amministrativa e della legalità negli appalti pubblici, soprattutto in una città come Catania, che da anni combatte contro la commistione tra interessi economici e rapporti opachi nel settore delle opere pubbliche.


www.metroct.it continuerà a seguire la vicenda, raccogliendo eventuali chiarimenti da parte del Comune e aggiornando i lettori sugli sviluppi giudiziari e politici del caso.

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