CATANIA RETE GAS, CONSITALIA PASSA DALLE PAROLE AGLI ATTI

CATANIA RETE GAS, CONSITALIA PASSA DALLE PAROLE AGLI ATTI

Chiesti audizione urgente e accesso alla documentazione: «Adesso apriamo fatture, autorizzazioni e controlli. Se tutto è regolare sarà proprio la trasparenza a dimostrarlo»

CATANIA — Prima una segnalazione. Poi le domande. Adesso arrivano gli atti formali.

Sulla vicenda delle presunte spese per pranzi, catering ed eventi attribuite a Catania Rete Gas S.p.A., Consitalia – Associazione Consumatori ha deciso di chiedere che dalle indiscrezioni si passi finalmente ai documenti.

L’Associazione, costituita con atto pubblico il 24 novembre 2009  ha predisposto due iniziative: una richiesta urgente di audizione presso la competente Commissione consiliare del Comune di Catania e una articolata istanza di accesso documentale ai sensi della Legge n. 241/1990.

L’obiettivo dichiarato è semplice:

capire cosa sia realmente accaduto attraverso gli atti ufficiali.

Nessuna sentenza anticipata. Nessuna responsabilità data per acquisita.

Ma neppure silenzio.

LA DOMANDA È SEMPLICE: ESISTONO QUELLE SPESE?

La segnalazione circolata nelle scorse settimane contiene indicazioni sufficientemente dettagliate da consentire, almeno in linea teorica, verifiche documentali.

Si parla di presunti pranzi negli anni 2024 e 2025, servizi di catering, eventi aziendali e relative causali e autorizzazioni.

Sono circostanze tutte da verificare.

Ed è precisamente per verificarle che Consitalia ha chiesto di conoscere la documentazione.

Perché davanti a una fattura non esistono maggioranze e opposizioni.

O esiste oppure non esiste.

Un pagamento o è stato effettuato oppure non lo è stato.

Un’autorizzazione o è presente oppure manca.

Una causale o è stata indicata oppure non è stata indicata.

Ed è su questo terreno che l’Associazione intende portare la discussione.

CONSITALIA: «FATECI VEDERE LE CARTE»

L’istanza di accesso non si limita a una generica richiesta di informazioni.

Consitalia ha chiesto di poter acquisire, nei limiti consentiti dall’ordinamento, la documentazione riguardante gli episodi indicati nella segnalazione: fatture, ricevute, scontrini, note spese, autorizzazioni, documentazione sui catering, causali, procedure interne e atti relativi agli eventuali controlli effettuati.

Vengono inoltre richiesti gli atti eventualmente formati nell’ambito del controllo analogo esercitato dal Comune sulla propria partecipata.

Un passaggio particolarmente importante riguarda poi la richiesta di acquisire la segnalazione pervenuta agli uffici e di verificare l’eventuale esistenza di ulteriori comunicazioni riguardanti circostanze analoghe, nel rispetto naturalmente delle norme poste a tutela della riservatezza e degli eventuali segnalanti.

NON SOLO ACCESSO: CHIESTA ANCHE L’AUDIZIONE

Parallelamente, Consitalia ha chiesto di essere ascoltata dalla II Commissione consiliare permanente, competente anche in materia di aziende partecipate.

L’iniziativa segue quella già assunta dalle organizzazioni sindacali che hanno chiesto un’audizione sulla medesima vicenda.

La questione, dunque, non può più essere liquidata come una semplice voce circolata nei corridoi.

Ora esistono richieste formali.

Ed esistono soggetti rappresentativi di interessi collettivi che chiedono risposte.

UNA PRECISAZIONE CHE VALE PIÙ DI CENTO ACCUSE

Consitalia tiene però a fissare un principio.

Nessuno può essere considerato responsabile sulla base di una lettera.

La segnalazione non dimostra da sola che le spese indicate siano illegittime.

Potrebbe emergere che ogni pagamento sia stato perfettamente autorizzato, giustificato, contabilizzato e riconducibile alle finalità della società.

Se così fosse, Consitalia sarà la prima a prenderne atto.

Ma allora dovrebbe essere altrettanto semplice mostrarne la documentazione.

È proprio questa la forza dell’accesso agli atti: sostituire alle supposizioni i documenti.

LA QUESTIONE CHE INTERESSA ANCHE GLI ORGANI DI CONTROLLO

Da questo momento nasce però inevitabilmente una seconda questione.

La segnalazione risulta essere stata portata all’attenzione di diversi livelli istituzionali.

Adesso intervengono anche un’organizzazione sindacale e un’associazione dei consumatori.

Qualcuno ha già verificato?

Il Comune ha chiesto spiegazioni alla propria partecipata?

Il controllo analogo ha acquisito documentazione?

Sono state controllate le fatture?

Sono state verificate le causali?

Sono state ricostruite le autorizzazioni?

Sono stati identificati, ove necessario ai fini della verifica, i partecipanti agli eventi?

Esistono relazioni interne?

E soprattutto: quale esito hanno avuto gli eventuali controlli?

Sono domande alle quali soltanto gli atti possono rispondere.

SE ESISTONO DOCUMENTI, ADESSO VANNO PRESERVATI

C’è poi un aspetto sul quale Consitalia richiama l’attenzione degli uffici competenti.

Dal momento in cui una vicenda diventa oggetto di richieste formali di accesso e di approfondimento istituzionale, è particolarmente importante garantire la corretta conservazione della documentazione amministrativa e contabile pertinente, secondo le regole applicabili.

Fatture.

Ordini.

Preventivi.

E-mail istituzionali rilevanti.

Autorizzazioni.

Note spese.

Mandati e documentazione di pagamento.

Verbali.

Relazioni.

Registrazioni contabili.

Non perché si debba presumere qualche alterazione.

Esattamente per il motivo contrario:

perché qualsiasi verifica futura deve poter ricostruire i fatti sulla base di documenti integri e tracciabili.

E SE QUALCUNO RITENESSE CHE POSSANO ESISTERE PROFILI ULTERIORI?

Non spetta a un’associazione dei consumatori stabilire se una vicenda amministrativa presenti anche profili di diversa natura.

E certamente non spetta a un giornale aprire fascicoli.

Ma quando vengono prospettate circostanze riguardanti l’impiego di risorse di una società interamente pubblica, è fisiologico domandarsi se gli organi istituzionalmente competenti ritengano necessario acquisire autonomamente la documentazione e svolgere gli approfondimenti previsti dalle rispettive attribuzioni.

Saranno loro, eventualmente, a stabilire se esista qualcosa da approfondire.

Oppure se non esista assolutamente nulla.

Entrambi gli esiti meritano rispetto.

Ciò che sarebbe difficile comprendere è un terzo scenario:

non controllare.

CONSITALIA: «NESSUNA CACCIA AL COLPEVOLE»

La posizione dell’Associazione rimane netta.

Non interessa costruire un colpevole.

Interessa ricostruire i fatti.

E proprio questa distinzione dovrebbe tranquillizzare chiunque abbia operato correttamente.

Se tutto è regolare, le carte potranno dimostrarlo.

Se qualcosa non torna, saranno gli organismi competenti a valutarlo.

IL COMUNE HA ADESSO UNA GRANDE OCCASIONE

Questa vicenda può diventare persino un’occasione positiva per Palazzo degli Elefanti.

Il Comune può dimostrare concretamente cosa significhi esercitare il controllo su una società partecipata.

Può acquisire gli atti.

Può verificare.

Può convocare i soggetti interessati.

Può rispondere alle organizzazioni sindacali.

Può rispondere a Consitalia.

E soprattutto può rispondere ai cittadini.

Perché una società pubblica non appartiene agli amministratori che temporaneamente la governano.

Appartiene, indirettamente, alla collettività.

ADESSO PARLANO LE CARTE

Consitalia attenderà quindi il riscontro alla richiesta di audizione e all’istanza di accesso agli atti.

E sarà interessante conoscere non soltanto quali documenti verranno consegnati, ma anche quali eventualmente non saranno disponibili e per quale ragione.

La vicenda, dunque, entra adesso in una fase diversa.

Meno indiscrezioni.

Meno chiacchiere.

Più protocolli.

Più documenti.

Più trasparenza.

E una domanda finale che Consitalia rivolge pubblicamente alle istituzioni, agli organismi di controllo e a chiunque abbia competenza sulla gestione delle risorse pubbliche:

se quelle spese sono tutte regolari, perché non verificarle fino all’ultimo centesimo e chiudere definitivamente ogni polemica?

E se invece dalle carte dovesse emergere qualcosa che non torna,

chi ha il dovere istituzionale di controllare faccia semplicemente il proprio lavoro.

Consitalia, per parte sua, ha deciso di fare il proprio.

Adesso aspettiamo che parlino le carte.

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