CATANIA RETE GAS NEGA L’ACCESSO A CONSITALIA: «NESSUN INTERESSE DIRETTO». L’ASSOCIAZIONE REPLICA: «E GLI UTENTI CHI LI RAPPRESENTA?»

CATANIA RETE GAS NEGA L’ACCESSO A CONSITALIA: «NESSUN INTERESSE DIRETTO». L’ASSOCIAZIONE REPLICA: «E GLI UTENTI CHI LI RAPPRESENTA?»

Duro scontro sulla trasparenza. CONSITALIA contesta il diniego ricevuto il 14 settembre e chiede il riesame delle istanze: «Non cercavamo informazioni per curiosità, ma nell’interesse dei cittadini e degli utenti del servizio. Dire che non abbiamo alcun interesse non chiude la questione»

CATANIA – Una risposta di poche righe rischia di aprire un confronto molto più ampio sul rapporto tra società partecipate, trasparenza e diritto dei cittadini a conoscere gli atti che riguardano servizi di interesse pubblico.

Al centro della vicenda c’è Catania Rete Gas S.p.A., società soggetta, come indicato nella sua stessa carta intestata, alla direzione e al controllo del Comune di Catania.

Con nota prot. n. 0001415/26/U del 14 settembre 2026, la società ha riscontrato tre precedenti istanze presentate da CONSITALIA – Associazione dei Consumatori d’Italia, protocollate ai nn. 2991/26/E e 2992/26/E del 24 agosto 2026 e 3045/26/E del 1° settembre 2026.

La posizione espressa dalla società è netta: secondo Catania Rete Gas, non sussisterebbe in capo all’associazione un interesse «diretto, concreto ed attuale» all’accesso agli atti.

Ed è proprio questa affermazione ad avere provocato la dura reazione dell’associazione dei consumatori.

CONSITALIA: «NON SIAMO DEI CURIOSI, RAPPRESENTIAMO GLI UTENTI»

CONSITALIA respinge la motivazione e pone una domanda molto semplice: se un’associazione dei consumatori viene interpellata da cittadini e utenti interessati dal servizio di distribuzione del gas, perché dovrebbe essere priva, in assoluto, di interesse rispetto agli atti specificamente richiesti?

L’associazione sostiene di non avere presentato le proprie richieste per esercitare una generica attività investigativa sulla società, ma nell’ambito della propria funzione di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti.

La questione, peraltro, non può essere liquidata soltanto sul piano delle dichiarazioni contrapposte.

L’articolo 22 della Legge n. 241/1990, nel definire i soggetti interessati all’accesso documentale, contempla infatti anche soggetti privati portatori di interessi pubblici o diffusi, purché sussista un interesse diretto, concreto e attuale collegato al documento del quale viene chiesto l’accesso.

Ed è precisamente su questo collegamento concreto che CONSITALIA chiede adesso una risposta approfondita.

«È TUTTO IN SOCIETÀ TRASPARENTE». MA DOVE SONO I SINGOLI DOCUMENTI?

C’è poi un secondo passaggio della risposta che l’associazione considera insufficiente.

Catania Rete Gas afferma che nella propria sezione “Società Trasparente” sarebbero pubblicate tutte le informazioni e i documenti di interesse dell’associazione.

CONSITALIA replica: quali, esattamente?

Se tutti gli atti richiesti sono realmente pubblicati, l’associazione chiede che vengano indicati documento per documento, specificando sezione, sottosezione e relativo collegamento per consentirne l’immediata consultazione.

Perché rinviare genericamente un cittadino o un’associazione a un’intera sezione di un sito istituzionale non risponde necessariamente alla domanda fondamentale:

gli specifici documenti richiesti sono pubblicati integralmente oppure no?

È questo che CONSITALIA vuole accertare.

C’È POI LA QUESTIONE DELL’ACCESSO CIVICO

Ma il confronto potrebbe andare oltre la Legge 241/1990.

La disciplina della trasparenza contenuta nel D.Lgs. 33/2013 prevede infatti differenti strumenti di accesso, compreso l’accesso civico generalizzato, nell’ambito soggettivo stabilito dalla stessa normativa.

Per le società in controllo pubblico, la disciplina sulla trasparenza trova applicazione secondo i criteri e i limiti previsti dalla legge.

E qui nasce un’altra domanda che CONSITALIA intende porre formalmente:

le tre richieste sono state valutate esclusivamente come accesso documentale ex Legge 241/1990 oppure è stata considerata anche l’eventuale applicabilità della disciplina sull’accesso civico?

Una distinzione tutt’altro che secondaria, perché i presupposti dei diversi istituti non coincidono.

UNA SOCIETÀ PUBBLICA NON DOVREBBE TEMERE LE DOMANDE DEGLI UTENTI

La vicenda assume quindi una dimensione che supera la singola richiesta documentale.

Il tema è quello della trasparenza delle società controllate dagli enti pubblici e del rapporto che queste devono mantenere con cittadini, utenti e associazioni che ne rappresentano gli interessi.

CONSITALIA non chiede privilegi.

Chiede risposte.

Se un documento è accessibile, venga consegnato.

Se è già pubblico, venga indicato precisamente dove reperirlo.

Se non è accessibile, venga spiegato quale limite normativo ne impedisca l’ostensione.

Se una parte può essere resa disponibile oscurando dati riservati, si valuti l’accesso parziale.

Quello che l’associazione dichiara di non voler accettare è una risposta generale che chiuda l’intera questione sostenendo semplicemente l’assenza di interesse.

CONSITALIA CHIEDE IL RIESAME E CHIAMA IN CAUSA ANCHE IL COMUNE

L’associazione ha pertanto deciso di contestare formalmente il riscontro del 14 settembre e di chiedere a Catania Rete Gas un riesame analitico delle tre istanze.

La nuova comunicazione sarà portata anche all’attenzione del Comune di Catania, nella sua qualità rispetto alla società, affinché valuti quanto accaduto nell’ambito delle proprie competenze.

CONSITALIA intende inoltre richiamare la disciplina sulla trasparenza e valutare, qualora il diniego venga confermato, gli strumenti di riesame e tutela concretamente applicabili.

Il messaggio politico-associativo che emerge dalla vicenda è netto:

le società che gestiscono servizi di interesse pubblico non possono considerare le richieste documentali provenienti dai cittadini e dalle loro associazioni come un fastidio da liquidare con poche righe.

Naturalmente esistono dati riservati, segreti tutelati dalla legge e limiti precisi all’accesso. Ed è corretto che vengano rispettati.

Ma proprio per questo un eventuale diniego dovrebbe spiegare con precisione quale documento non possa essere consegnato e per quale ragione.

«SE NON ABBIAMO INTERESSE NOI, CHI DOVREBBE AVERLO?»

CONSITALIA sintetizza così la propria posizione:

«Rappresentiamo cittadini e utenti che chiedono chiarimenti su un servizio che li riguarda direttamente. Non abbiamo chiesto di curiosare negli affari privati di qualcuno. Abbiamo chiesto documenti e informazioni nell’ambito della tutela degli utenti. Se Catania Rete Gas ritiene che non siano accessibili, ci dica atto per atto perché. Se invece sono già pubblicati, ci indichi esattamente dove trovarli.»

E la domanda con cui l’associazione intende portare il caso all’attenzione dell’opinione pubblica è ancora più semplice:

se persino un’associazione dei consumatori che rappresenta utenti del servizio viene considerata priva di qualsiasi interesse, quale spazio concreto rimane per il controllo, la partecipazione e la trasparenza dei cittadini?

La risposta, adesso, spetta a Catania Rete Gas e, sul piano dei rapporti societari e istituzionali, agli enti competenti.

CONSITALIA annuncia che non considera chiusa la vicenda e attende un nuovo riscontro, questa volta analitico, documentato e puntuale.

Condividilo: