CONSITALIA raccoglie la denuncia del cittadino e annuncia un’iniziativa nei confronti dei Ministri della Giustizia e dell’Interno: «Serve fare chiarezza sul funzionamento delle esecuzioni immobiliari e garantire una tutela effettiva a chi perde casa e patrimonio»
CATANIA – Ventisei tra denunce, esposti, memorie, richieste di avocazione e segnalazioni indirizzate anche agli organi di autogoverno della magistratura. È il lungo percorso che un ex imprenditore siciliano afferma di avere intrapreso dopo essere finito nel complesso meccanismo delle procedure esecutive e delle vendite immobiliari all’asta.
Una vicenda sulla quale l’uomo chiede da tempo che venga fatta piena luce e che è stata adesso portata anche all’attenzione dell’associazione dei consumatori CONSITALIA.
L’ex imprenditore descrive una sensazione di profonda impotenza: quella di un cittadino che continua a bussare alle porte delle istituzioni senza riuscire, a suo dire, a ottenere risposte proporzionate alla gravità delle questioni sollevate.
«Ho presentato ben 26 atti tra denunce, esposti, integrazioni, richieste di avocazione e segnalazioni», sostiene l’interessato. «Non pretendo che mi venga data ragione perché lo chiedo io. Pretendo semplicemente che i fatti denunciati vengano verificati fino in fondo e che, quando una richiesta viene respinta, il cittadino possa comprendere chiaramente perché».
«QUANDO IL CITTADINO SEGNALA UN MAGISTRATO DEVE POTER AVERE FIDUCIA NEI CONTROLLI»
Tra gli aspetti che alimentano maggiormente il malcontento dell’ex imprenditore vi è la percezione che le segnalazioni riguardanti l’operato di appartenenti all’ordine giudiziario difficilmente producano conseguenze visibili all’esterno.
L’interessato arriva a formulare una considerazione particolarmente amara: a suo giudizio, talvolta il cittadino ha persino la sensazione che, dopo contestazioni e segnalazioni, la carriera dei magistrati interessati prosegua senza che sia possibile comprendere se le doglianze presentate siano state effettivamente approfondite.
Una percezione, è necessario precisarlo, che non equivale alla prova dell’esistenza di favoritismi o irregolarità, ma che pone comunque un problema istituzionale: quello della fiducia del cittadino nei meccanismi di controllo.
Ed è proprio su questo punto che CONSITALIA ritiene necessario chiedere maggiore trasparenza.
«Nessuno può mettere in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura», osserva l’associazione, «ma autonomia e indipendenza non possono essere percepite dal cittadino come assenza di controllo. Se vengono presentate denunce circostanziate, devono essere esaminate e deve essere possibile comprendere quale percorso abbiano seguito».
IL NODO DELLE ASTE IMMOBILIARI
La vicenda individuale diventa per CONSITALIA l’occasione per porre una questione più ampia sul sistema delle esecuzioni immobiliari.
L’associazione afferma di ricevere segnalazioni di cittadini che lamentano immobili finiti all’asta dopo anni di procedure, progressivi ribassi del prezzo, difficoltà nel far valere le proprie contestazioni e una sensazione di sproporzione tra il debito originario e le conseguenze economiche e familiari della vendita forzata.
Da qui una domanda che CONSITALIA intende portare sul tavolo delle istituzioni:
il sistema delle esecuzioni immobiliari garantisce oggi un equilibrio effettivo tra il diritto del creditore a recuperare quanto dovuto e il diritto del debitore a non subire una liquidazione ingiustificatamente penalizzante del proprio patrimonio?
«Secondo quanto ci viene denunciato da diversi cittadini», afferma CONSITALIA, «troppo spesso gli uffici giudiziari vengono percepiti quasi esclusivamente come luoghi nei quali si procede alla vendita degli immobili, mentre il cittadino fatica a vedere riconosciute e approfondite le proprie contestazioni».
L’associazione sottolinea che si tratta di segnalazioni e percezioni degli utenti che devono essere verificate caso per caso, senza generalizzazioni nei confronti della magistratura e dei professionisti che operano correttamente.
Ma proprio il ripetersi di determinate doglianze, secondo CONSITALIA, rende opportuno un approfondimento istituzionale.
IL RISCHIO DELLE VENDITE A PREZZI FORTEMENTE RIBASSATI
Un altro tema riguarda le vendite che, dopo aste deserte e successivi ribassi, possono concludersi a valori considerevolmente inferiori alle aspettative del debitore.
È uno degli aspetti che più alimentano il senso di ingiustizia raccontato dagli utenti: vedere un bene costruito o acquistato con i sacrifici di una vita progressivamente svalutarsi nel corso della procedura esecutiva.
CONSITALIA chiede quindi di verificare con attenzione, nei singoli procedimenti contestati, l’attualità delle stime, la correttezza delle procedure, il rispetto delle garanzie processuali e la congruità delle condizioni attraverso le quali si arriva alla vendita.
Parlare di “prezzo vile”, precisa l’associazione, non significa automaticamente sostenere l’illegittimità di una vendita: significa chiedere che, quando il divario rispetto al valore attribuito dal proprietario o alle precedenti valutazioni appare particolarmente elevato, ogni passaggio della procedura sia pienamente verificabile.
CONSITALIA: «C’È ANCHE UN PROBLEMA DI DIFESA DEI DEBITORI»
L’associazione pone però l’attenzione anche su un tema spesso trascurato: la qualità dell’assistenza legale ricevuta dal cittadino indebitato.
Secondo alcune segnalazioni raccolte da CONSITALIA, non sempre chi rischia di perdere la propria abitazione viene informato tempestivamente di tutti gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione per affrontare una situazione di grave indebitamento.
Tra questi rientrano, quando ne sussistano i presupposti, gli strumenti oggi previsti dalla disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento.
«Una famiglia o un piccolo imprenditore in difficoltà», sostiene l’associazione, «dovrebbe conoscere tempestivamente tutte le alternative legittimamente percorribili. Intervenire quando l’immobile è ormai prossimo alla vendita può essere troppo tardi».
CONSITALIA richiama inoltre l’attenzione sulla complessità delle controversie nelle quali intervengono cessioni del credito, cartolarizzazioni e soggetti che acquistano o gestiscono portafogli di crediti deteriorati.
Sono materie altamente specialistiche, nelle quali, secondo l’associazione, la difesa dovrebbe verificare attentamente titolarità del credito, documentazione delle cessioni, legittimazione del soggetto procedente e ogni altra eccezione concretamente consentita dalla legge.
Non si tratta di sostenere che le società di cartolarizzazione operino illegittimamente, ma di assicurare che il debitore disponga di una difesa tecnicamente adeguata davanti a operatori finanziari altamente strutturati.
CONSITALIA SCRIVERÀ AI MINISTRI DELLA GIUSTIZIA E DELL’INTERNO
Dopo avere ricevuto la documentazione dell’ex imprenditore, CONSITALIA annuncia adesso una nuova iniziativa istituzionale.
L’associazione intende sottoporre il caso, insieme alle problematiche di carattere generale emerse dalle segnalazioni ricevute, all’attenzione del Ministro della Giustizia e del Ministro dell’Interno, nel rigoroso rispetto dell’autonomia della magistratura.
La richiesta non sarà quella di intervenire sul merito di singoli procedimenti giudiziari, ma di valutare, nell’ambito delle rispettive competenze, se esistano criticità sistemiche meritevoli di approfondimento e se siano necessari maggiori strumenti di trasparenza e tutela per i cittadini coinvolti nelle procedure esecutive.
CONSITALIA ritiene inoltre necessario approfondire il funzionamento dei controlli sulle attività dei diversi professionisti coinvolti nelle procedure e verificare se gli strumenti di prevenzione del sovraindebitamento siano realmente conosciuti e accessibili ai cittadini prima che la situazione diventi irreversibile.
«NON CHIEDIAMO PRIVILEGI, CHIEDIAMO CHE LE DENUNCE VENGANO VERIFICATE»
Il messaggio dell’ex imprenditore resta, alla fine, estremamente semplice.
«Non chiedo privilegi e non chiedo che qualcuno stabilisca a priori che io abbia ragione. Chiedo che dopo 26 iniziative formali qualcuno esamini complessivamente ciò che ho denunciato e mi dica, con atti e motivazioni, dove ho ragione e dove eventualmente sbaglio».
Ed è su questa richiesta che CONSITALIA intende accendere i riflettori.
Perché dietro ogni procedura esecutiva non ci sono soltanto numeri di ruolo, crediti, perizie e verbali d’asta.
Ci sono abitazioni, imprese, famiglie e patrimoni costruiti in anni di lavoro.
La legalità della riscossione del credito deve essere garantita. Ma altrettanto deve esserlo il diritto del cittadino a una difesa effettiva, a procedure trasparenti e a istituzioni capaci di ascoltare e verificare le sue denunce.
Le circostanze relative ai singoli procedimenti richiamati nell’articolo rappresentano contestazioni e segnalazioni dell’interessato e, ove non definitivamente accertate dall’autorità giudiziaria, devono intendersi come tali. Restano ferme la presunzione di innocenza, l’autonomia della magistratura e le competenze degli organi giudiziari chiamati a verificare i fatti.
