CICLONE HARRY, GLI ARMATORI: «I RISTORI ARRIVINO SUBITO, NON VOGLIAMO RITROVARCI A PARLARNE A RIDOSSO DELLE REGIONALI»

CICLONE HARRY, GLI ARMATORI: «I RISTORI ARRIVINO SUBITO, NON VOGLIAMO RITROVARCI A PARLARNE A RIDOSSO DELLE REGIONALI»

Federazione Armatori Siciliani chiede alla Regione tempi certi e pubblici sui pagamenti: «La graduatoria definitiva c’è già. Chi ha subito i danni deve essere risarcito adesso, senza lasciare spazio a sospetti o strumentalizzazioni politiche»

CATANIA – I soldi destinati alle imprese della pesca danneggiate dal Ciclone Harry devono arrivare ai beneficiari adesso, secondo tempi amministrativi certi e trasparenti.

È la posizione della Federazione Armatori Siciliani, che torna a chiedere alla Presidenza della Regione, all’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca Mediterranea e al Dipartimento regionale della Pesca di fornire informazioni precise sullo stato delle liquidazioni.

La questione nasce da un dato amministrativo preciso: il 22 luglio 2026 il Dipartimento regionale della Pesca Mediterranea ha pubblicato l’elenco definitivo delle istanze relative ai contributi destinati alle imprese colpite dagli eventi meteorologici del 19, 20 e 21 gennaio.

Da qui la domanda degli armatori:

quando arriveranno materialmente tutti i soldi alle imprese ammesse?

«NON VORREMMO ARRIVARE A RIDOSSO DELLE ELEZIONI REGIONALI»

La Federazione pone anche una questione di opportunità e trasparenza istituzionale.

«Non vorremmo – sottolinea la Federazione Armatori Siciliani – che somme destinate a risarcire danni subiti dalle imprese nel gennaio 2026 finissero per essere materialmente erogate con enorme ritardo, magari avvicinandosi alla successiva campagna per le elezioni regionali».

La Federazione precisa di non sostenere che esista oggi un disegno di questo tipo, né di attribuire intenzioni elettorali ad alcun esponente politico.

Proprio per evitare che in futuro possano sorgere dubbi o sospetti, secondo gli armatori la soluzione è estremamente semplice:

pagare tempestivamente ciò che è dovuto e rendere pubblici tempi e stato delle liquidazioni.

«Un ristoro per un danno subito non è un regalo della politica. Non appartiene a un presidente, a un assessore, a un partito o a una maggioranza. È una misura pubblica finanziata con risorse pubbliche e destinata a soggetti che hanno subito un danno».

IL CICLONE È ARRIVATO A GENNAIO

Il punto sul quale insiste la Federazione è soprattutto quello dei tempi.

Gli eventi meteorologici eccezionali si sono verificati nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026. L’avviso destinato alla pesca prevedeva originariamente una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro.

A giugno sono stati approvati gli elenchi provvisori delle domande e successivamente, il 22 luglio, quelli definitivi.

«Adesso – sostiene la Federazione – bisogna chiudere il cerchio. Il risultato di una misura di sostegno non è la pubblicazione di una graduatoria. Il risultato si raggiunge quando l’impresa beneficiaria riceve materialmente il denaro».

«PUBBLICATE LO STATO DEI PAGAMENTI»

Per questo la Federazione Armatori Siciliani chiede al Dipartimento regionale della Pesca di rendere noto un quadro aggiornato e facilmente verificabile:

quante imprese siano state ammesse, quante siano state già liquidate, quale importo sia stato complessivamente pagato, quante pratiche rimangano da liquidare e quale sia la data prevista per completare tutti i pagamenti.

È una richiesta che, secondo l’organizzazione degli armatori, consentirebbe anche di eliminare alla radice qualsiasi futura polemica politica.

DANNI, CARO GASOLIO E UNA CRISI CHE NON PUÒ ASPETTARE

Il problema dei ristori si inserisce inoltre in una situazione molto più ampia.

Le imprese della pesca siciliana stanno affrontando contemporaneamente le conseguenze degli eventi meteorologici, l’aumento dei costi di produzione e soprattutto la nuova emergenza legata al caro gasolio.

Secondo la Federazione, diverse imprese stanno già valutando se sia economicamente conveniente prendere il mare.

Per questo un ristoro dovuto da mesi assume oggi un valore ancora maggiore.

«Le imprese non possono finanziare con le proprie tasche i tempi della pubblica amministrazione».

«NESSUNO POTRÀ PRESENTARE QUESTI SOLDI COME UNA CONCESSIONE»

La Federazione pone anche un principio che ritiene fondamentale in vista delle future scadenze politiche.

I contributi riconosciuti a seguito del Ciclone Harry non devono essere confusi con una concessione discrezionale della politica.

«Quando arriveranno questi soldi – evidenziano gli armatori – deve essere chiaro che si tratta di risorse stanziate per compensare danni subiti dalle imprese. Nessuno dovrebbe poterli presentare domani come un favore fatto alla categoria».

Da qui la richiesta di completare le procedure il prima possibile, sulla base esclusiva delle graduatorie, dei requisiti e degli atti amministrativi.

FEDERAZIONE ARMATORI: «TRASPARENZA SIGNIFICA ANCHE VELOCITÀ»

La Federazione riconosce il lavoro amministrativo già svolto dagli uffici regionali, ma chiede adesso di conoscere la fase successiva.

Graduatoria definitiva, mandato di pagamento, liquidazione e accredito al beneficiario devono essere passaggi di un procedimento che abbia tempi conoscibili.

«La migliore risposta a qualsiasi sospetto di strumentalizzazione è la trasparenza. Se le somme sono disponibili e le imprese hanno diritto a riceverle, vengano pagate nel più breve tempo possibile».

LA RICHIESTA ALLA REGIONE

La Federazione Armatori Siciliani ha quindi chiesto un riscontro urgente alla Regione Siciliana e la convocazione della Consulta regionale della pesca per affrontare insieme l’emergenza carburante, i ristori del Ciclone Harry e le altre difficoltà che stanno investendo il comparto.

Il messaggio conclusivo degli armatori è netto:

«Il Ciclone Harry ha colpito nel gennaio 2026. Le imprese hanno subito i danni nel gennaio 2026. Non vogliamo che il tema dei ristori diventi domani materia da campagna elettorale. Chi ne ha diritto venga pagato adesso».

Perché, conclude la Federazione,

«UN RISTORO NON È UN REGALO DELLA POLITICA. È UNA RISPOSTA DOVUTA A CHI HA SUBITO UN DANNO.»

Condividilo: