Vincenzo Marinello propone un prezzo protetto per la pesca professionale e un fondo fino a 80 milioni di euro l’anno. La soglia coincide con il limite superiore della fascia già chiesta dalla Federazione Armatori Siciliani al Governo Meloni per le fasi di crisi energetica.
CATANIA, 4 novembre 2026 — Quanto costerà il prossimo rifornimento? Per un’impresa della pesca professionale, la risposta può decidere se conviene uscire in mare. Su questo punto converge la proposta di Vincenzo Marinello, presidente della Società Cooperativa di Mutua Assistenza fra i Pescatori di Sciacca, con la richiesta già avanzata dalla Federazione Armatori Siciliani al Governo Meloni. Marinello propone di fissare per legge un costo protetto del gasolio di 70 centesimi al litro, attraverso un meccanismo nazionale di compensazione.
La richiesta della Federazione era già sul tavolo
Già a settembre la Federazione, organizzazione datoriale delle PMI della pesca marittima professionale, aveva indicato due soglie per il costo effettivo del carburante: 40–50 centesimi al litro in condizioni ordinarie e 60–70 centesimi nelle fasi eccezionali di crisi energetica. Il 23 ottobre ha ribadito al Governo la richiesta di intervenire sul costo del gasolio, sottolineando che i ristori sulle spese già sostenute lasciano le imprese esposte al prezzo del rifornimento successivo. La proposta di Sciacca conferma quella priorità e aggiunge un meccanismo concreto da discutere.
Come funzionerebbe il «Price Cap Pesca»
Il modello proposto da Marinello prevede che lo Stato compensi la differenza tra il prezzo effettivamente sostenuto e la soglia protetta, per il gasolio acquistato e utilizzato nella pesca professionale. Con un prezzo di 1,20 euro al litro, la compensazione sarebbe fino a 50 centesimi. Per un rifornimento ammissibile di 3.000 litri, la spesa passerebbe da 3.600 a 2.100 euro se la differenza fosse coperta integralmente. Il beneficio dipenderebbe dalle risorse disponibili e dalle condizioni di accesso alla misura.
Marinello propone un fondo presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), con una dotazione massima di 80 milioni di euro l’anno, da finanziare anche attraverso un contributo straordinario del 40% sugli extraprofitti delle imprese petrolifere e della raffinazione. La proposta prevede inoltre controlli sulla formazione dei prezzi, una clausola per evitare che il prelievo si scarichi sul carburante e disposizioni per le regioni insulari, con particolare attenzione alla Sicilia. Fondo, aliquota e modalità di compensazione appartengono alla proposta di Marinello. La convergenza con la Federazione riguarda l’obiettivo di rendere sostenibile e prevedibile il costo effettivo del gasolio.
Al Governo servono risposte su copertura e tempi
Con una compensazione di 50 centesimi al litro, 80 milioni coprirebbero teoricamente 160 milioni di litri. Se il prezzo aumentasse, a parità di risorse si potrebbero coprire meno litri. Per capire se il prezzo protetto possa funzionare per tutte le imprese ammissibili, occorre quindi conoscere i consumi del comparto, la copertura finanziaria, i criteri di riparto e le condizioni richieste dalla normativa europea. Un altro punto riguarda la liquidità: sapere quando arriverà la compensazione è decisivo per le imprese che devono pagare subito il rifornimento.
La proposta di Sciacca offre al Governo Meloni una base concreta per il confronto con le marinerie. La Federazione Armatori Siciliani chiede che MASAF e Ministero dell’Economia rispondano con dati e tempi verificabili: quanti litri si possono coprire, quanto pagherebbe effettivamente un’impresa e quando potrebbe contare sulla compensazione. È su queste cifre che un armatore può programmare la prossima uscita in mare.
