Consitalia: “Troppe domande senza risposta sulla vendita di Fontanarossa”
L’aeroporto di Catania potrebbe presto passare nelle mani di grandi gruppi internazionali. Tra i possibili interessati ci sarebbero fondi sovrani del Golfo Persico e la società pubblica spagnola Aena. Una vicenda enorme, che riguarda non soltanto il futuro dello scalo etneo, ma anche il ruolo strategico della Sicilia nei trasporti, nel turismo e nell’economia del Mediterraneo.
Secondo quanto emerso negli ultimi mesi, la procedura di privatizzazione sarebbe già partita e il termine per le manifestazioni di interesse è fissato al 3 giugno 2026.
Ma mentre istituzioni e soci pubblici parlano di “passo storico”, l’Associazione dei Consumatori d’Italia Consitalia invita alla prudenza e chiede massima trasparenza prima di cedere un’infrastruttura considerata strategica per milioni di cittadini siciliani.
Un aeroporto che vale oro
L’aeroporto di Fontanarossa ha superato i 12 milioni di passeggeri annui ed è oggi uno dei principali scali italiani. Per la Sicilia orientale rappresenta molto più di un semplice aeroporto: è la principale porta d’accesso per turismo, lavoro, commercio e collegamenti nazionali.
Per questo motivo Consitalia ritiene che la vendita non possa essere trattata come una normale operazione finanziaria.
Secondo l’associazione, il rischio concreto è che una struttura strategica costruita anche con risorse pubbliche finisca sotto il controllo di soggetti stranieri interessati soprattutto al profitto.
Dove finiranno i profitti?
Uno dei punti più delicati riguarda proprio la destinazione degli utili futuri.
Se dovesse vincere una società estera, i profitti generati dai viaggiatori siciliani potrebbero finire fuori dall’Italia. Nel caso della società spagnola Aena, ad esempio, parte degli utili potrebbe contribuire al sistema aeroportuale pubblico spagnolo.
Consitalia solleva quindi una domanda semplice ma centrale:
“Perché i ricavi prodotti dai cittadini e dal turismo siciliano dovrebbero finanziare altri sistemi aeroportuali europei invece di essere reinvestiti in Sicilia?”
Dubbi su valore reale e debiti
L’associazione evidenzia inoltre la mancanza di alcuni dati fondamentali:
- il reale valore economico della SAC;
- l’ammontare preciso dei debiti;
- le garanzie future per l’aeroporto di Comiso;
- i dettagli vincolanti sugli investimenti promessi.
Secondo Consitalia, senza una perizia indipendente pubblica e trasparente, esiste il rischio concreto che il patrimonio venga ceduto a valori inferiori rispetto al reale valore di mercato.
Il timore: più costi per cittadini e turisti
Anche se le tariffe aeroportuali sono regolamentate, l’associazione teme aumenti indiretti sui servizi:
- parcheggi più cari;
- rincari nei bar e nei negozi;
- maggiori costi per i servizi interni;
- gestione orientata esclusivamente ai profitti.
Secondo Consitalia, il rischio è che il cittadino diventi semplicemente “un consumatore da spremere” dentro un monopolio naturale.
E Comiso?
Altro nodo importante è l’aeroporto di Comiso.
Consitalia teme che, senza precise clausole contrattuali, il nuovo gestore possa concentrare investimenti e traffico solo su Catania, lasciando Comiso in una posizione marginale.
Per questo l’associazione chiede:
- garanzie occupazionali vere;
- investimenti obbligatori;
- penali severe in caso di mancati impegni;
- tutela del territorio siciliano nel lungo periodo.
“Servono trasparenza e controlli”
Consitalia conclude chiedendo:
- pubblicazione completa dei dati economici SAC;
- criteri pubblici e trasparenti per la gara;
- controllo indipendente sull’operazione;
- tutela degli interessi dei cittadini siciliani.
Secondo l’associazione, privatizzare non significa automaticamente sbagliare. Ma senza regole chiare, controlli seri e garanzie concrete, il rischio è che la Sicilia perda il controllo della propria principale infrastruttura strategica senza ottenere reali benefici per il territorio.
La posizione finale di Consitalia
“L’aeroporto di Catania non è soltanto un business. È una infrastruttura strategica per la Sicilia, per il turismo, per il lavoro e per il diritto alla mobilità dei cittadini. Prima di qualsiasi cessione servono trasparenza totale, garanzie pubbliche e tutela concreta degli interessi del territorio.”
