Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, commissariamento infinito e vendita SAC: cresce la protesta delle associazioni

Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, commissariamento infinito e vendita SAC: cresce la protesta delle associazioni

Federazione Armatori Siciliani: “Serve chiarezza su anni di proroghe, mancati rinnovi e scelte che incidono sul futuro economico della Sicilia orientale”

Si riaccende il dibattito sulla lunga gestione commissariale della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e sul ruolo centrale che l’ente camerale sta assumendo nella delicata vicenda della possibile privatizzazione della SAC, società che gestisce l’aeroporto di Fontanarossa.

Secondo la Federazione Armatori Siciliani, il protrarsi del commissariamento rappresenterebbe “una anomalia istituzionale senza precedenti”, che rischierebbe di compromettere i principi di rappresentanza democratica delle categorie produttive e la trasparenza nelle decisioni strategiche riguardanti il territorio siciliano.

“Un ente commissariato da troppo tempo”

La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia nasce dall’accorpamento degli enti camerali di Catania, Siracusa e Ragusa. Tuttavia, secondo numerose associazioni di categoria, il rinnovo ordinario degli organi camerali sarebbe stato più volte rinviato attraverso proroghe e gestioni commissariali straordinarie.

Per la Federazione Armatori Siciliani, tale situazione avrebbe prodotto:

  • una compressione della rappresentanza democratica delle imprese;
  • il mancato rinnovo del Consiglio camerale;
  • l’impossibilità di eleggere un nuovo presidente;
  • una concentrazione decisionale straordinaria in una fase considerata strategica per l’economia del territorio.

Secondo l’associazione, ciò porrebbe interrogativi sulla corretta applicazione:

  • dello Statuto della Regione Siciliana;
  • della normativa camerale nazionale;
  • dei principi di autonomia degli enti economici;
  • dei diritti di rappresentanza delle categorie produttive.

Il nodo aeroporto di Catania

La questione diventa ancora più delicata alla luce della possibile vendita della SAC e dell’aeroporto di Catania.

La Camera di Commercio, infatti, è tra i principali soci pubblici coinvolti nella vicenda. Ed è proprio su questo punto che la Federazione Armatori Siciliani chiede massima attenzione.

Secondo l’associazione:

“Decisioni così importanti sul principale aeroporto della Sicilia orientale non possono essere assunte in un contesto caratterizzato da una gestione commissariale prolungata e contestata da anni.”

La Federazione parla apertamente della necessità di verificare:

  • la piena legittimità degli atti adottati;
  • la correttezza delle procedure;
  • la trasparenza della governance;
  • l’assenza di eventuali condizionamenti politici o amministrativi.

Le richieste di verifica giuridica

Nel documento diffuso dagli Armatori Siciliani vengono richiamati diversi principi normativi e istituti giuridici che, secondo l’associazione, meriterebbero approfondimenti da parte degli organi competenti.

Tra questi:

  • i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione;
  • le norme del Codice Civile sulla corretta amministrazione degli enti;
  • le disposizioni sulla trasparenza amministrativa;
  • le tutele previste per i contribuenti e per le categorie economiche;
  • i principi di libera concorrenza e imparzialità nelle procedure pubbliche.

La Federazione richiama inoltre l’attenzione sulle possibili verifiche relative ai reati contro la pubblica amministrazione previsti dal Codice Penale, precisando tuttavia che ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata esclusivamente dalle autorità giudiziarie competenti e nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

Gli esposti del 2014 e il procedimento penale 6971/2014

Secondo quanto dichiarato dalla Federazione Armatori Siciliani, già nel 2014 sarebbero stati depositati esposti dettagliati presso la Procura della Repubblica di Catania da parte di un consigliere camerale vicino all’associazione.

Tali esposti avrebbero dato origine al procedimento penale n. 6971/2014, successivamente assegnato a diversi pubblici ministeri.

La Federazione sostiene oggi di non avere più avuto piena contezza degli sviluppi investigativi e chiede:

  • chiarezza sulla tracciabilità degli atti;
  • trasparenza sugli sviluppi procedimentali;
  • verifica delle segnalazioni storicamente avanzate.

“Regie visibili e invisibili”

Nel comunicato diffuso dagli Armatori Siciliani vengono utilizzate espressioni forti, parlando di:

“regie visibili e invisibili, interessi consolidati e dinamiche che nel tempo avrebbero condizionato le scelte economiche e istituzionali del territorio”.

L’associazione sottolinea tuttavia che tali valutazioni rappresentano posizioni politiche e associative che dovranno eventualmente trovare riscontro nelle sedi istituzionali e giudiziarie competenti.

L’appello alle associazioni di categoria

La Federazione Armatori Siciliani lancia infine un appello pubblico:

  • alle associazioni imprenditoriali;
  • agli ordini professionali;
  • ai sindacati;
  • ai rappresentanti delle imprese;
  • ai cittadini siciliani.

Secondo la Federazione:

“Non è più possibile restare in silenzio davanti ad una gestione commissariale che dura da troppi anni e davanti a decisioni strategiche che potrebbero cambiare il controllo economico delle principali infrastrutture della Sicilia orientale.”

La richiesta finale

Le associazioni chiedono:

  • il ripristino della piena rappresentanza democratica camerale;
  • il rinnovo immediato del Consiglio della Camera di Commercio;
  • trasparenza totale sulle procedure riguardanti SAC;
  • controlli indipendenti sugli atti amministrativi;
  • tutela degli interessi economici e sociali del territorio siciliano.

Per la Federazione Armatori Siciliani:

“Il futuro dell’aeroporto di Catania, della Camera di Commercio e dell’economia della Sicilia orientale non può essere deciso senza il coinvolgimento reale delle categorie produttive e senza piena trasparenza istituzionale.”

Condividilo: