L’Associazione dei Consumatori d’Italia Consitalia interviene con fermezza dopo la storica pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per l’attuale sistema di accesso ai dati bancari dei contribuenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Secondo la Corte di Strasburgo, il sistema italiano consentirebbe controlli troppo invasivi sui conti correnti senza adeguate garanzie preventive, senza limiti sufficientemente chiari e soprattutto senza un controllo giurisdizionale effettivo e indipendente. Una decisione destinata ad aprire un dibattito enorme sui diritti dei cittadini, delle imprese, delle associazioni e dei contribuenti italiani.
“Occorre verificare tutti gli accessi effettuati”
Consitalia chiede ufficialmente alla magistratura italiana, alle procure della Repubblica, alla Guardia di Finanza e al Garante per la Protezione dei Dati Personali di verificare:
- quante attività di accesso ai conti correnti siano state effettuate negli ultimi anni;
- con quali autorizzazioni;
- con quali motivazioni;
- in assenza o meno di procedimenti penali;
- se vi siano stati accessi sproporzionati o eccedenti;
- se i cittadini abbiano avuto reali strumenti di tutela e opposizione.
Secondo l’associazione dei consumatori, il pronunciamento della CEDU pone interrogativi gravissimi sulla tutela della privacy finanziaria dei cittadini italiani.
“Non è in discussione la lotta all’evasione fiscale – afferma Consitalia – ma il rispetto dello Stato di diritto. Nessuna autorità amministrativa può operare con discrezionalità illimitata sui dati sensibili dei cittadini senza adeguati contrappesi, controlli indipendenti e garanzie difensive.”
Le possibili violazioni evidenziate
La sentenza della Corte europea richiama il rispetto dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, relativo al diritto alla vita privata e familiare.
Secondo Consitalia, le criticità evidenziate potrebbero coinvolgere anche diversi principi costituzionali e norme italiane in materia di tutela dei diritti:
- articolo 2 della Costituzione: tutela dei diritti inviolabili della persona;
- articolo 15 della Costituzione: libertà e segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione;
- articolo 24 della Costituzione: diritto alla difesa;
- articolo 97 della Costituzione: buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.
Sul piano europeo e della protezione dati, vengono richiamati:
- il Regolamento UE 2016/679 (GDPR);
- il principio di proporzionalità;
- il principio di minimizzazione dei dati;
- il diritto alla trasparenza e all’informazione del soggetto controllato.
I possibili profili penali e procedurali da verificare
Consitalia precisa che eventuali responsabilità potranno essere accertate solo dalla magistratura, ma ritiene necessario verificare se, nei singoli casi, possano emergere ipotesi di:
- accesso abusivo a sistemi informatici o telematici (art. 615-ter c.p.), ove effettuato fuori dai limiti consentiti dalla legge;
- rivelazione o utilizzo illecito di segreti d’ufficio (art. 326 c.p.);
- trattamento illecito di dati personali;
- violazioni del diritto di difesa e del contraddittorio procedimentale.
Sul piano procedurale, l’associazione richiama inoltre:
- il principio del giusto procedimento amministrativo;
- il diritto al controllo giurisdizionale effettivo;
- le garanzie previste dal codice di procedura civile e dal codice di procedura penale in materia di acquisizione della prova e tutela della riservatezza.
“I cittadini non possono essere trattati come sospetti permanenti”
Secondo Consitalia, il rischio denunciato dalla Corte europea è quello di un sistema nel quale milioni di cittadini, imprese, professionisti e associazioni possano essere sottoposti a controlli invasivi senza sufficienti limiti normativi e senza la possibilità di una tutela immediata davanti a un giudice.
“La privacy economica e bancaria non può diventare terreno libero per accessi indiscriminati. In uno Stato democratico il fine della riscossione fiscale non può mai giustificare strumenti sproporzionati o privi di garanzie”, sottolinea l’associazione.
Consitalia annuncia inoltre la predisposizione di:
- sportelli di assistenza ai contribuenti;
- richieste di accesso agli atti;
- esposti istituzionali;
- iniziative a tutela di cittadini, associazioni e imprese che ritengano di avere subito controlli illegittimi o sproporzionati.
La sentenza della Corte europea rischia infatti di aprire un fronte enorme sul rapporto tra Fisco, privacy e diritti fondamentali dei cittadini italiani.
