Calunnia e diffamazione: cosa sono e perché non vanno confuse

Calunnia e diffamazione: cosa sono e perché non vanno confuse

Nel linguaggio comune i termini calunnia e diffamazione vengono spesso usati come sinonimi, ma in realtà si tratta di due reati distinti, regolati da norme diverse del codice penale e con implicazioni differenti.

La calunnia (art. 368 c.p.) si verifica quando qualcuno, con piena consapevolezza della falsità di quanto afferma, accusa una persona di un reato che non ha commesso, presentando la denuncia o querela all’Autorità giudiziaria o ad altra Autorità che abbia l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria. È quindi un reato grave, perché non solo lede l’onore della persona accusata, ma interferisce direttamente con l’amministrazione della giustizia.

La diffamazione (art. 595 c.p.) invece si concretizza quando qualcuno, comunicando con più persone, offende la reputazione di una persona assente. Non serve un’accusa di reato: basta un’espressione offensiva o un’informazione lesiva della reputazione, diffusa pubblicamente, ad esempio tramite stampa, internet o social media.

La differenza sostanziale: nella calunnia c’è l’attribuzione di un reato falso e preciso, rivolta all’autorità competente; nella diffamazione, invece, c’è un’offesa all’onore o alla reputazione, comunicata a terzi, senza necessariamente accusare di un reato.


Il nostro giornale e le inchieste sulle aste immobiliari

Gli articoli pubblicati dal nostro giornale sulle anomalie delle aste immobiliari – come l’assenza di perizie, la ripetuta aggiudicazione a soggetti legati tra loro, o la gestione discutibile di alcuni procedimenti – non costituiscono né calunnia né diffamazione.
Si tratta di cronaca documentata, con fonti e dati oggettivi, che vuole essere uno stimolo per l’Autorità giudiziaria affinché verifichi i fatti e, se del caso, adotti i provvedimenti previsti dalla legge.

Non ci sono insulti, non ci sono accuse inventate, non c’è un intento di denigrazione: c’è solo il dovere di informare e il diritto dei cittadini a conoscere ciò che accade nella gestione di beni e procedure pubbliche.


In conclusione
Ringraziamo la magistratura libera e imparziale che, ne siamo certi, saprà valutare anche queste segnalazioni con il rigore e l’attenzione che meritano, facendo valere le dovute ragioni in nome della giustizia e della legalità.

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