La denuncia di Sinistra Italiana: il Comune avrebbe rinunciato a importanti finanziamenti europei destinati alla realizzazione di nuove piste ciclabili. Intanto Catania continua a fare i conti con traffico, smog e carenza di verde pubblico. Il partito chiede chiarezza sulle responsabilità politiche e amministrative.
CATANIA – Una città soffocata dal traffico, con livelli preoccupanti di inquinamento atmosferico e una mobilità urbana ancora fortemente dipendente dalle automobili. E proprio mentre sarebbe necessario investire in trasporti sostenibili, arriva una denuncia politica destinata a sollevare polemiche: il Comune di Catania avrebbe rinunciato a 8,2 milioni di euro di finanziamenti destinati alla mobilità sostenibile.
A sollevare il caso è Sinistra Italiana – Catania, che attraverso un duro comunicato stampa punta il dito contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Trantino.
La domanda posta dal partito è tanto semplice quanto significativa: «Chi paga questa scelta?»
Catania tra le città più inquinate: 46 superamenti dei limiti PM10 nel 2024
Secondo quanto riportato nel comunicato, il rapporto Mal’Aria di città 2025 di Legambiente colloca Catania ai vertici nazionali per criticità legate all’inquinamento atmosferico.
Il documento richiama in particolare i 46 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10 registrati nel 2024, dato che evidenzia una situazione preoccupante per la salute pubblica.
A rendere ancora più delicato il quadro contribuiscono, secondo Sinistra Italiana, l’elevato numero di automobili in circolazione, la congestione delle principali arterie stradali e la limitata disponibilità di verde pubblico.
Il problema rischia di diventare ancora più urgente con l’avvicinarsi del 2030, quando entreranno in applicazione i nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria, più rigorosi rispetto agli attuali.
Secondo i dati richiamati dal partito, Catania dovrebbe ridurre sensibilmente le concentrazioni di polveri sottili per adeguarsi ai nuovi parametri.
Otto milioni di euro per le piste ciclabili: perché rinunciare?
È proprio in questo contesto che emerge la contestazione più pesante contenuta nel comunicato.
Sinistra Italiana sostiene che l’amministrazione comunale avrebbe rinunciato a 8,2 milioni di euro di finanziamenti comunitari destinati al progetto denominato Rete della mobilità dolce per la sostenibilità urbana.
Risorse che avrebbero potuto contribuire alla realizzazione di nuovi collegamenti ciclabili, favorendo modalità alternative di spostamento e riducendo la dipendenza dall’automobile.
Secondo il partito, la decisione sarebbe stata assunta senza un adeguato confronto pubblico, senza un passaggio in Consiglio comunale e senza un coinvolgimento della cittadinanza.
Circostanze sulle quali appare necessario un chiarimento ufficiale da parte dell’amministrazione.
Perché rinunciare a risorse destinate a migliorare la mobilità cittadina? Quali difficoltà tecniche, amministrative o progettuali avrebbero determinato questa scelta? E soprattutto, esiste ancora la possibilità di recuperare i finanziamenti?
Domande alle quali i cittadini hanno diritto di ricevere risposte documentate.
Il caso della pista ciclabile di via Dusmet
Nel comunicato viene richiamata anche la controversa realizzazione della pista ciclabile di via Dusmet, indicata come esempio delle difficoltà progettuali che avrebbero caratterizzato alcuni interventi sulla mobilità urbana.
Sinistra Italiana contesta in particolare le intersezioni tra il percorso ciclabile e la viabilità automobilistica, che avrebbero reso necessaria l’installazione di due impianti semaforici, contribuendo, secondo il partito, a rallentare ulteriormente il traffico.
Viene inoltre sollevato un interrogativo sui costi aggiuntivi della realizzazione sopraelevata di parte dell’infrastruttura.
Si tratta di aspetti che meriterebbero un approfondimento tecnico, anche attraverso la pubblicazione dei costi complessivi, delle varianti progettuali e delle valutazioni effettuate dagli uffici competenti.
Meno investimenti, meno lavoro e meno opportunità per la città
La vicenda non riguarderebbe soltanto la mobilità.
Secondo Sinistra Italiana, la mancata utilizzazione degli 8,2 milioni di euro comporterebbe anche la perdita di importanti opportunità economiche e occupazionali per il territorio.
La realizzazione di infrastrutture ciclabili, infatti, avrebbe potuto generare attività per imprese, tecnici, progettisti e lavoratori impegnati nei cantieri.
Una questione che assume particolare rilevanza in una città nella quale la necessità di investimenti pubblici, riqualificazione urbana e nuove opportunità lavorative resta particolarmente sentita.
Naturalmente, per quantificare l’effettiva perdita occupazionale e finanziaria, sarà necessario conoscere lo stato dei progetti, le condizioni dei finanziamenti e gli eventuali impegni di spesa già assunti.
Sinistra Italiana: «Serve un piano serio contro traffico e inquinamento»
La posizione del partito è netta: Catania avrebbe bisogno di una strategia complessiva per ridurre il traffico automobilistico e migliorare la qualità dell’aria.
Non sarebbero sufficienti interventi isolati o piste ciclabili prive di collegamenti funzionali.
Occorrerebbe invece una rete di mobilità alternativa realmente utilizzabile, integrata con il trasporto pubblico e progettata tenendo conto delle esigenze di residenti, lavoratori, commercianti e automobilisti.
Il comunicato si conclude con un interrogativo rivolto direttamente all’amministrazione comunale: chi dovrà assumersi la responsabilità delle conseguenze di scelte che, secondo Sinistra Italiana, rischiano di aggravare una situazione ambientale già critica?
Trasparenza e responsabilità: adesso il Comune chiarisca
Al di là delle appartenenze politiche, la vicenda solleva una questione di interesse generale.
Se la rinuncia agli 8,2 milioni di euro venisse confermata, sarebbe necessario conoscere le ragioni della decisione, gli atti amministrativi che l’hanno determinata e le eventuali alternative individuate dal Comune.
I finanziamenti pubblici rappresentano opportunità importanti per lo sviluppo delle città, ma devono essere accompagnati da progettazioni efficaci, sostenibili e realmente utili alla collettività.
Allo stesso tempo, la qualità dell’aria non può essere considerata una questione secondaria: riguarda direttamente la salute dei cittadini, la vivibilità dei quartieri e il futuro delle nuove generazioni.
L’amministrazione comunale è quindi chiamata a chiarire pubblicamente tre questioni fondamentali: i finanziamenti sono stati definitivamente perduti? Per quali ragioni? Quali interventi alternativi sono previsti per migliorare la mobilità e contrastare l’inquinamento?
Perché, quando sono in gioco milioni di euro di risorse pubbliche e la salute di un’intera comunità, la trasparenza non dovrebbe essere una concessione politica, ma un preciso dovere istituzionale.
La redazione resta disponibile a pubblicare eventuali chiarimenti e repliche dell’amministrazione comunale di Catania.
Fonte: comunicato stampa Sinistra Italiana – Catania.
