La Federazione Armatori Siciliani conferma la partecipazione di cento motopescherecci alla protesta del 22 ottobre. Il Prefetto Di Stani disponibile a interessare Palazzo Chigi e il ministro Lollobrigida. Micalizzi: «Non vogliamo bloccare lo Stretto, vogliamo continuare a lavorare. Il Governo può ancora evitare la protesta».
MESSINA, 14 OTTOBRE 2026 – Non più soltanto un annuncio, ma la conferma della partecipazione di cento pescherecci provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria alla grande mobilitazione del 22 ottobre nello Stretto di Messina contro il caro gasolio.
È quanto emerso nel corso dell’importante incontro istituzionale svoltosi oggi, alle ore 17, presso la Prefettura di Messina, dove una delegazione della Federazione Armatori Siciliani, guidata dal presidente Fabio Micalizzi, è stata ricevuta dal Prefetto Cosima Di Stani, alla presenza del Questore e del dirigente della DIGOS.
Un confronto che potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per scongiurare la protesta e aprire finalmente un dialogo diretto tra le marinerie e il Governo nazionale.
IL PREFETTO PRONTO A INTERESSARE IL GOVERNO MELONI
Nel corso dell’incontro, il Prefetto Di Stani ha manifestato, secondo quanto riferito dalla delegazione, la propria disponibilità a farsi portavoce delle richieste della categoria presso la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
La richiesta avanzata dalla Federazione è chiara: convocare urgentemente a Roma gli Stati Generali della Pesca, attraverso un tavolo nazionale straordinario aperto a tutte le organizzazioni del settore, comprese quelle autonome e non rappresentate negli organismi istituzionali.
«Oggi a protestare sono soprattutto le marinerie e le organizzazioni autonome, dalla Sicilia alla Calabria e in altre regioni italiane. Il Governo deve ascoltare anche chi ogni giorno affronta direttamente le conseguenze di questa crisi», ha dichiarato Micalizzi.
CENTO PESCHERECCI CONFERMATI: MOBILITAZIONE DALLE 5 ALLE 17
Durante il vertice, il Prefetto e il Questore hanno chiesto chiarimenti sulle modalità organizzative della manifestazione.
La Federazione ha confermato la partecipazione di 100 motopescherecci, provenienti dalle marinerie siciliane e calabresi, illustrando l’intenzione di svolgere la protesta il 22 ottobre, dalle ore 5 alle ore 17, in uno specchio d’acqua dello Stretto di Messina.
Entro il 19 ottobre sarà trasmessa alle autorità una relazione dettagliata sulle modalità organizzative, possibilmente accompagnata dall’elenco delle imbarcazioni e dei marittimi partecipanti.
La Federazione ha assicurato la massima collaborazione con Prefettura, Questura, DIGOS e autorità marittime, ribadendo la volontà di rispettare le disposizioni sulla sicurezza della navigazione e le prescrizioni delle autorità competenti.
SEGNALATI TIMORI PER POSSIBILI INFILTRAZIONI
Nel corso dell’incontro, il coordinatore regionale delle marinerie, architetto Sebastiano Caruso, ha segnalato alle autorità la preoccupazione per possibili infiltrazioni di soggetti estranei all’organizzazione della manifestazione.
Il presidente Micalizzi ha confermato che, qualora emergessero elementi concreti, la Federazione provvederà a informare tempestivamente l’autorità giudiziaria.
«Vogliamo una manifestazione pacifica, responsabile e rispettosa delle regole. Collaboreremo pienamente con le istituzioni e con le forze dell’ordine per garantire la sicurezza di tutti».
«IL GOVERNO PUÒ ANCORA EVITARE LA PROTESTA»
Nonostante la conferma della partecipazione dei cento pescherecci, la Federazione lascia aperta la strada del dialogo.
La convocazione ufficiale di un tavolo nazionale sull’emergenza caro gasolio, con una data certa anche successiva al 22 ottobre, potrebbe rappresentare il segnale necessario per valutare la sospensione della mobilitazione.
«Non pretendiamo che tutti i problemi vengano risolti in pochi giorni. Chiediamo però un impegno serio e concreto del Governo, con la convocazione di tutte le rappresentanze della pesca, comprese quelle autonome», ha sottolineato Micalizzi.
La Federazione ribadisce inoltre la necessità di accelerare l’attuazione degli strumenti finanziari europei già previsti per sostenere le imprese colpite dall’aumento dei costi energetici.
MICALIZZI: «NON VOGLIAMO BLOCCARE LO STRETTO, VOGLIAMO SALVARE LE NOSTRE IMPRESE»
«Gli armatori non chiedono privilegi. Chiedono soltanto di poter continuare a lavorare, pagare gli equipaggi e garantire un futuro alle proprie famiglie.
Il caro gasolio sta rendendo economicamente insostenibile l’attività di pesca. Non possiamo continuare ad assistere a incontri e dichiarazioni senza che arrivino risposte adeguate».
Il presidente della Federazione ha infine espresso apprezzamento per la disponibilità manifestata dalle autorità presenti al vertice.
«Ringraziamo il Prefetto Di Stani, il Questore e il dirigente della DIGOS per l’attenzione dimostrata. Adesso attendiamo che questo confronto produca risultati concreti.
Cento pescherecci hanno confermato la partecipazione alla mobilitazione del 22 ottobre. Ma se il Governo darà un segnale serio e verificabile, saremo i primi a valutare la sospensione della protesta.
Non vogliamo bloccare lo Stretto di Messina. Vogliamo evitare che sia il caro gasolio a bloccare definitivamente la pesca italiana».
