CARO GASOLIO, 100 PESCHERECCI PRONTI A MOBILITARSI NELLO STRETTO: LA FEDERAZIONE ARMATORI SICILIANI CHIAMA IN CAUSA IL PRESIDENTE DELL’ARS GALVAGNO

CARO GASOLIO, 100 PESCHERECCI PRONTI A MOBILITARSI NELLO STRETTO: LA FEDERAZIONE ARMATORI SICILIANI CHIAMA IN CAUSA IL PRESIDENTE DELL’ARS GALVAGNO

Appello urgente di Fabio Micalizzi al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana: «A maggio il suo intervento contribuì a scongiurare la protesta. Oggi chiediamo nuovamente il suo aiuto per evitare la mobilitazione del 22 ottobre».

CATANIA, 17 OTTOBRE 2026 – Mancano appena cinque giorni alla mobilitazione dei pescatori nello Stretto di Messina e la Federazione Armatori Siciliani tenta un’ultima strada istituzionale per scongiurare la protesta.

Il presidente Fabio Micalizzi ha indirizzato una lettera urgente al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, chiedendogli di intervenire presso il Governo Meloni e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per affrontare l’emergenza del caro gasolio.

La partecipazione di 100 motopescherecci provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria è stata confermata per la manifestazione del 22 ottobre, prevista dalle ore 5 alle ore 17 nello Stretto di Messina, secondo modalità da concordare con le autorità competenti.

GALVAGNO GIÀ DECISIVO NELLA PRECEDENTE PROTESTA

Nella lettera, la Federazione ricorda il ruolo svolto dal presidente Galvagno in occasione della precedente mobilitazione programmata per il 1° maggio 2026, quando il suo intervento istituzionale contribuì a scongiurare il blocco dello Stretto, favorendo l’apertura di un confronto con le istituzioni regionali.

«Non abbiamo dimenticato la disponibilità e l’attenzione dimostrate dal presidente Galvagno. Proprio per questo torniamo a rivolgerci a lui, confidando che possa contribuire ancora una volta a evitare una protesta che nessuno di noi vorrebbe mettere in atto», sottolinea Micalizzi.

DOPO IL VERTICE IN PREFETTURA, L’APPELLO ALL’ARS

L’iniziativa arriva dopo il recente incontro presso la Prefettura di Messina, durante il quale una delegazione della Federazione è stata ricevuta dal Prefetto, dal Questore e dal dirigente della DIGOS.

Secondo quanto riferito dalla Federazione, il Prefetto avrebbe manifestato la disponibilità a interessare direttamente Palazzo Chigi e il ministro Lollobrigida, rappresentando la necessità di convocare un tavolo nazionale straordinario sull’emergenza carburante.

La richiesta è quella di organizzare veri e propri Stati Generali della Pesca, coinvolgendo tutte le organizzazioni del comparto, comprese le sigle autonome che stanno promuovendo mobilitazioni in Sicilia, Calabria e nel resto d’Italia.

FONDI EUROPEI E CARO GASOLIO: «LE RISORSE DEVONO ARRIVARE ALLE IMPRESE»

La Federazione richiama inoltre l’attenzione sui circa 760 milioni di euro di risorse FEAMPA disponibili a livello europeo e sul distinto regime italiano di aiuti da 285 milioni di euro, autorizzato dalla Commissione europea per sostenere i settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

«Gli strumenti finanziari esistono. Vogliamo sapere quali risorse siano effettivamente disponibili per le imprese di pesca, quali siano già state erogate e quando gli armatori potranno beneficiare di misure capaci di ridurre concretamente il costo del gasolio», afferma Micalizzi.

«BASTA UN SEGNALE CONCRETO PER EVITARE LA PROTESTA»

La Federazione chiarisce che non pretende necessariamente lo svolgimento del tavolo nazionale prima del 22 ottobre.

Anche una convocazione ufficiale per una data successiva, purché accompagnata da impegni concreti e da un ordine del giorno sull’emergenza carburante, potrebbe consentire di valutare la sospensione della mobilitazione.

«Non chiediamo privilegi né promesse generiche. Chiediamo di poter continuare a lavorare, pagare gli equipaggi e garantire un futuro alle nostre imprese. Il Governo deve comprendere che il caro gasolio sta mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza del settore».

La Federazione auspica un riscontro dal presidente Galvagno entro il 20 ottobre, per consentire alle marinerie aderenti di assumere le necessarie decisioni organizzative.

Intanto resta confermata la partecipazione dei cento pescherecci alla mobilitazione del 22 ottobre, nel rispetto delle prescrizioni delle autorità marittime e delle norme sulla sicurezza della navigazione.

«Non vogliamo bloccare lo Stretto di Messina. Vogliamo evitare che il caro gasolio blocchi definitivamente la pesca italiana. Il presidente Galvagno ha già contribuito una volta a scongiurare la protesta: confidiamo che possa farlo nuovamente», conclude Fabio Micalizzi.

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