Il 25 aprile è passato, anche quest’anno, carico di polemiche, forse più di prima, mi fà pensare ad una figura storica del “ventennio” Nicola Bombacci.
Romagnolo, maestro elementare cacciato dalla scuola pubblica perché sovversivo , come Benito Mussolini, che con lui trascorse gli anni della contestazione e del carcere diventandone intimo amico.
Allontanandosi da Mussolini perché contro l’entrata dell’Italia nella prima Guerra Mondiale e successivamente per la fondazione del Fascismo.
Bombacci eletto alla Camera dei Deputati nel 1919 nelle liste dei socialisti era il capo della corrente dei Massimalisti i quali nel 1921 fecero la scissione di Livorno fondando il Partito Comunista , assieme a Gramsci, Togliatti, Tasca, lui ne divenne il primo segretario.
Pur essere il nemico n. 1 dei Fascisti che gli urlavano “con la tua barba faremo spazzolini per lucidare le scarpe a Mussolini” non fu mai aggredito fisicamente né in Parlamento né fuori tranne qualche incursione di facinorosi che gli misero sottosopra la casa. Sin da allora si mormorava che questo trattamento di favore era dovuto all’intercezzione dello stesso Mussolini.
Bombacci fu l’unico comunista Italiano ad essere ricevuto in forma privata da Lenin che gli diete finanziamenti per la causa comunista in Italia.
Dopo la conquista del potere di Mussolini Bombacci poco alla volta fu emarginato, pur rimanendo in parlamento, dai vertici del partito perché? Per la sua visione che aveva dei rapporti tra lo stato fascista e L’URSS, infatti fu Bombacci che ancora teneva i rapporti con l’URSS , quindi con i cordoni della borsa ha convincere Mussolini a riconoscere, prima nazione in Europa la Russia Comunista come nazione , ottenendo in cambio un accordo commerciale con la stessa. Questo non fu gradito dai vertici comunisti i quali nel 1928 lo misero alla porta per deviazionismo e indegnità politico morale.
Bombacci fu un precursore delle coop rosse , fu accusato anche di avere preso tangenti ma tutta la sua vita personale fu caratterizzata da debiti che il suo vecchio amico Mussolini pagava.
Negli anni trenta Bombacci, grazie a Mussolini fondò il giornale “La Verità” una testata odiata dai gerarchi fascisti come Starace che uscì fino al 1943, una giornale che non solo esaltava l’Autarchia , ma poneva le base di un pensiero politico di unificare le rivoluzioni Fasciste , Naziste, e dell’URSS, per poi sognare con la carta di Verona l’Unione delle Repubbliche Socialiste d’Europa
Dopo l’8 Settembre un po’ perché rimase a Roma , un po’ per convinzione decise di aderire alla Repubblica Sociale di Salò che per Bombacci era una repubblica del popolo divenendone Ministro del lavoro è girando per le fabbriche nel Nord per esaltarne , quella che lui vedeva , la rivoluzione.: memorabile fù il suo ultimo discorso il 15 Marzo del 1945 agli operai di Genova, fù lui a tentare un approccio con il Partito Socialista di pertini e Lombardi per arrendersi politicamente , ma come sappiamo la richiesta fu cestinata.
Per concludere la figura di Bombacci , messo nell’oblio, fu quella di un grande pensatore , rivoluzionario ma confusionario e sognatore al punto da non distinguere al realtà dai sogni.
La sua morte fucilato a Dongo con assieme ai gerarchi prigionieri fu caratterizzata da un cartello con scritto “ supertraditore
Bombacci il Comunista sognatore
