PESCA SICILIANA, OTTOBRE DI PROTESTA: IL 7 MARINERIE IN PIAZZA A PALERMO, L’8 CONFRONTO IN PREFETTURA A MESSINA. IL 22 CENTO PESCHERECCI PRONTI NELLO STRETTO

PESCA SICILIANA, OTTOBRE DI PROTESTA: IL 7 MARINERIE IN PIAZZA A PALERMO, L’8 CONFRONTO IN PREFETTURA A MESSINA. IL 22 CENTO PESCHERECCI PRONTI NELLO STRETTO

Dalla protesta davanti alla Regione al confronto istituzionale di Messina. La Federazione Armatori Siciliani conferma per il 22 ottobre la mobilitazione nello Stretto: annunciata la partecipazione di circa 100 pescherecci per formare simbolicamente un “ponte” tra Sicilia e Calabria.

La pesca siciliana entra in una fase decisiva della mobilitazione. Tre le date al centro dell’attenzione: 7, 8 e 22 ottobre.

Il 7 ottobre a Palermo diverse marinerie siciliane saranno protagoniste della manifestazione di protesta davanti alla Regione Siciliana, iniziativa confermata da Calogero Bono nel corso dell’assemblea tenutasi lunedì 5 ottobre presso la Consulta regionale della pesca.

Il giorno successivo, 8 ottobre, l’attenzione si sposterà a Messina, dove la Federazione Armatori Siciliani ha confermato l’incontro con la Prefettura, passaggio istituzionale particolarmente importante in vista della manifestazione programmata per il 22 ottobre nello Stretto di Messina.

Una mobilitazione che, allo stato attuale, resta confermata e che nelle intenzioni degli organizzatori dovrebbe vedere la partecipazione di circa 100 pescherecci, chiamati a realizzare simbolicamente un grande “ponte sul mare” tra Sicilia e Calabria, per richiamare l’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali sulla crisi economica che sta investendo il settore.

La mobilitazione arriva dopo la PEC trasmessa il 30 settembre all’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea dal coordinamento delle marinerie di Sciacca, Licata, Porto Empedocle, Portopalo di Capo Passero, Scoglitti, Trapani e Pozzallo, insieme alle altre realtà che stanno aderendo all’iniziativa.

Nel documento le marinerie hanno rappresentato una situazione economica e sociale definita ormai insostenibile, aggravata dall’aumento dei costi di gestione e, soprattutto, dal caro carburante.

Lunedì 5 ottobre, presso la sede dell’Assessorato regionale, si è inoltre svolta un’assemblea nell’ambito della Consulta regionale della pesca, con la partecipazione di rappresentanti delle marinerie siciliane e con l’assessore regionale Luca Sammartino collegato da remoto.

Durante il confronto sono state ribadite le difficoltà che stanno attraversando armatori, imprese ed equipaggi e la necessità di individuare risposte economiche immediate.

Tra le richieste formulate dal coordinamento figurano il rafforzamento del Fondo regionale di solidarietà della pesca e dell’acquacoltura, l’utilizzo delle risorse del PN FEAMPA 2021-2027, interventi a sostegno delle imprese e degli equipaggi e l’immediata attivazione dei prestiti agevolati destinati alle imprese di pesca.

Sul piano nazionale vengono inoltre richiesti la proroga del credito d’imposta fino al 31 dicembre 2026, la revisione dei criteri per l’accesso ai ristori, un tavolo tecnico sul sistema del logbook, la sospensione temporanea di mutui, finanziamenti, leasing e versamenti fiscali e contributivi, nonché il ripristino degli sgravi previsti per il settore.

Federazione Armatori Siciliani: confermata la mobilitazione del 22 ottobre

In questo scenario si inserisce l’iniziativa della Federazione Armatori Siciliani, che conferma l’appuntamento dell’8 ottobre con la Prefettura di Messina e, allo stato attuale, anche la grande mobilitazione programmata per il 22 ottobre nello Stretto di Messina.

L’obiettivo dichiarato è portare all’attenzione del Governo regionale e nazionale una crisi che, secondo gli operatori, non può più essere affrontata esclusivamente attraverso interventi temporanei.

La presenza annunciata di circa 100 pescherecci vuole trasformare lo Stretto in un luogo simbolico della protesta: una flotta disposta sul mare per rappresentare idealmente un “ponte tra la Sicilia e la Calabria” e unire le marinerie nella richiesta di interventi urgenti.

Il calendario è quindi tracciato: 7 ottobre Palermo, 8 ottobre Messina, 22 ottobre Stretto di Messina.

Tre appuntamenti diversi ma collegati da una stessa richiesta: misure economiche immediate per consentire alle imprese di pesca di continuare a lavorare e tutelare migliaia di famiglie che vivono direttamente e indirettamente del mare.

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