CATANIA, ASTE GIUDIZIARIE SOTTO I RIFLETTORI: CONSITALIA CHIEDE TRASPARENZA

CATANIA, ASTE GIUDIZIARIE SOTTO I RIFLETTORI: CONSITALIA CHIEDE TRASPARENZA

«Professionisti, vecchie perizie e immobili appetibili: servono risposte per fugare i dubbi che stanno crescendo attorno al sistema delle esecuzioni immobiliari»

CATANIA – Consitalia accende nuovamente i riflettori sul sistema delle aste giudiziarie immobiliari catanesi, dopo avere preso in carico il caso di un cittadino coinvolto in una procedura esecutiva durata molti anni e culminata nell’aggiudicazione dell’immobile nel 2024.

Per tutelare la riservatezza dell’interessato, l’associazione non rende pubblico né il suo nominativo né il numero della procedura.

Il caso, secondo Consitalia, pone però interrogativi di interesse generale che vanno ben oltre la singola vicenda: chi controlla concretamente la regolarità degli incarichi affidati ai professionisti? Quali perizie vengono utilizzate per determinare il valore degli immobili? Come vengono gestite procedure rimaste ferme per anni? E quali verifiche vengono effettuate quando gli stessi professionisti operano per periodi particolarmente lunghi nel settore delle vendite giudiziarie?

Dodici aste deserte, poi una lunga pausa e l’aggiudicazione

La vicenda esaminata dall’associazione presenta una cronologia particolare.

Secondo la documentazione indicata nell’istanza presentata dal cittadino, si sarebbero succeduti dodici esperimenti di vendita senza aggiudicazione, l’ultimo dei quali nel dicembre 2017. Il successivo esperimento sarebbe stato celebrato soltanto nel maggio 2024, dopo un intervallo di circa sei anni e cinque mesi, concludendosi questa volta con l’aggiudicazione dell’immobile. Markdown incollato

Consitalia precisa che il semplice trascorrere del tempo non dimostra di per sé alcuna irregolarità.

È però proprio per comprendere cosa sia accaduto durante quel lungo periodo che è stato chiesto agli uffici competenti di rendere conoscibili i provvedimenti intervenuti tra l’ultima asta deserta del 2017 e la ripresa delle operazioni conclusasi con la vendita del 2024. Markdown incollato

Il nodo delle perizie: valutazioni del 2006 per una vendita del 2024?

Uno degli aspetti che Consitalia ritiene meritevoli di chiarimento riguarda la valutazione dell’immobile.

Nell’istanza viene rappresentato che, secondo la documentazione conosciuta dal cittadino, le valutazioni presenti nella procedura sarebbero riconducibili a due perizie risalenti al 2006, quindi redatte circa diciotto anni prima dell’asta conclusasi nel 2024.

Ma c’è di più.

Le due perizie, secondo quanto rappresentato nell’istanza, non sarebbero state originariamente redatte nell’ambito della stessa procedura esecutiva, bensì nell’ambito di altre procedure, e presenterebbero risultanze non coincidenti. Proprio per questo è stato chiesto agli uffici di chiarire ufficialmente quale valutazione sia stata utilizzata e se, prima della vendita del 2024, sia intervenuta una nuova stima, rivalutazione o verifica estimativa. Markdown incollato

Consitalia sottolinea che non viene affermato che una perizia risalente nel tempo sia automaticamente inutilizzabile.

La domanda posta è molto più semplice:

qual è stata esattamente la base estimativa utilizzata per vendere l’immobile nel 2024?

Chi erano i professionisti incaricati e possedevano i requisiti previsti?

Il cittadino ha inoltre chiesto alla Presidenza del Tribunale e al Comitato competente di verificare ufficialmente la posizione di due professionisti che si sono succeduti nella procedura, chiedendo di conoscere le date di iscrizione negli elenchi professionali, eventuali rinnovi, sospensioni o cancellazioni e soprattutto quale disciplina fosse applicabile alle date dei rispettivi incarichi.

L’istanza non sostiene che i professionisti fossero privi dei requisiti.

Chiede esattamente il contrario: che siano gli uffici competenti ad attestare ufficialmente se quei requisiti esistessero e quale elenco fosse applicabile ratione temporis. Markdown incollato

È stata chiesta anche copia dei provvedimenti di nomina, conferma, proroga e sostituzione. Markdown incollato

Consitalia: «Se tutto è regolare, perché non mettere i documenti sul tavolo?»

Per l’associazione dei consumatori il punto centrale non deve diventare una contrapposizione tra cittadini e magistratura.

Il tema è la trasparenza.

Quando un cittadino perde un immobile attraverso un procedimento esecutivo durato molti anni, sostiene Consitalia, deve poter conoscere con precisione quali professionisti siano stati incaricati, quali provvedimenti abbiano ricevuto, quali valutazioni economiche siano state utilizzate e attraverso quali atti sia stato determinato il prezzo finale.

L’istanza presentata chiedeva infatti un riscontro scritto e, qualora determinati documenti non fossero ostensibili, una comunicazione motivata dell’eventuale diniego, differimento o limitazione. Markdown incollato

Ad oggi, secondo quanto riferito a Consitalia dall’interessato, dalla Presidenza del Tribunale non sarebbe ancora pervenuto il riscontro richiesto.

«Nell’opinione pubblica cresce una preoccupazione che non può essere liquidata con il silenzio»

Consitalia registra inoltre un problema più ampio.

Tra cittadini che hanno vissuto procedure esecutive si starebbe consolidando una forte percezione di opacità e il sospetto che attorno alle aste degli immobili economicamente più interessanti possa gravitare nel tempo una cerchia relativamente stabile di professionisti e operatori.

Nel linguaggio comune alcuni cittadini arrivano a parlare duramente di una presunta “banda di professionisti e avvoltoi” che ruoterebbe intorno agli immobili più appetibili.

Consitalia precisa che si tratta di una percezione e di accuse che richiedono riscontri, non di fatti che l’associazione può dichiarare accertati.

Ma proprio per questo, secondo l’associazione, la risposta non può essere il silenzio.

I dubbi si eliminano con i documenti, con la trasparenza e con verifiche indipendenti.

Una vicenda che potrebbe andare oltre il singolo immobile

Secondo Consitalia, il caso potrebbe rappresentare l’occasione per verificare non soltanto una singola procedura, ma più in generale i meccanismi attraverso i quali vengono conferiti e mantenuti gli incarichi nelle esecuzioni immobiliari.

L’associazione ritiene di interesse pubblico conoscere, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, quanti incarichi siano stati attribuiti nel corso degli anni ai diversi professionisti, secondo quali criteri di rotazione, per quale durata e con quali sistemi di controllo.

Questo non significa accusare indistintamente magistrati, avvocati, custodi, delegati o aggiudicatari.

Significa invece chiedere che un settore nel quale case, risparmi e patrimoni familiari possono essere definitivamente trasferiti sia caratterizzato dal massimo livello possibile di tracciabilità e trasparenza.

Gli atti potrebbero finire anche nei procedimenti penali di Messina

La vicenda assume inoltre una dimensione ulteriore.

Consitalia riferisce che la documentazione richiesta al Tribunale sarebbe necessaria anche per finalità difensive e potrebbe essere prodotta nell’ambito di due procedimenti penali attualmente pendenti presso l’Autorità giudiziaria di Messina, nei quali sarebbero in esame fatti collegati, secondo la prospettazione dell’interessato, alla gestione della procedura esecutiva.

Sarà esclusivamente la magistratura competente a stabilire se le circostanze segnalate abbiano o meno rilevanza penale.

L’associazione chiede però che gli elementi documentali richiesti vengano messi a disposizione affinché tale valutazione possa avvenire sulla base degli atti.

Consitalia: «Non chiediamo verdetti, chiediamo risposte»

La posizione dell’associazione viene sintetizzata in una richiesta:

«Non chiediamo di dichiarare colpevole qualcuno e non chiediamo processi mediatici. Chiediamo risposte. Se i professionisti erano regolarmente iscritti negli elenchi, lo si attesti. Se le perizie del 2006 erano ancora utilizzabili nel 2024, si indichino gli atti sulla base dei quali furono utilizzate. Se esiste una stima più recente, venga resa conoscibile. Se la procedura è rimasta per anni senza nuovi esperimenti di vendita, si indichino gli atti intervenuti in quel periodo. La trasparenza tutela prima di tutto la credibilità della giustizia».

Per Consitalia, quindi, il caso catanese non deve diventare l’occasione per formulare accuse indiscriminate, ma per affrontare una domanda che riguarda l’intera collettività:

quanto è trasparente, verificabile e controllabile il sistema delle aste giudiziarie immobiliari?

Quando in gioco c’è la perdita definitiva della casa di un cittadino, conclude l’associazione, anche il dubbio merita una risposta documentata.

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