Si è svolta il 28 luglio 2026 la presentazione ufficiale della squadra dei candidati e del programma di Magistratura Indipendente in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura, mentre alle ore 13 si sono chiusi i termini per la presentazione delle candidature.
L’appuntamento elettorale è fissato per il 25 e 26 ottobre 2026 e rappresenta uno dei momenti più significativi per il futuro dell’autogoverno della magistratura italiana.
Magistratura Indipendente, storico gruppo associativo della magistratura, si presenta con un programma fondato su dieci punti programmatici che pongono al centro la tutela dell’indipendenza della magistratura, la valorizzazione del merito, la trasparenza delle decisioni, la revisione delle valutazioni di professionalità, il miglioramento dell’organizzazione degli uffici giudiziari e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto all’attività del magistrato.
Per la Corte di Cassazione è stato candidato Salvatore Casciaro, consigliere della Suprema Corte. Per i collegi dei pubblici ministeri e dei giudici sono stati designati magistrati provenienti da numerosi uffici giudiziari italiani, tra cui Venezia, Caltanissetta, Milano, Roma, Genova, Benevento, Sassari, Palermo e Messina.
Nel documento programmatico, Magistratura Indipendente afferma di voler promuovere un modello di autogoverno fondato sull’autorevolezza dell’istituzione, sulla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, sulla trasparenza delle decisioni e sulla valorizzazione della professionalità dei magistrati.
Un dibattito che interessa anche Catania
Per i cittadini catanesi, tuttavia, il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura va ben oltre una consultazione riservata agli addetti ai lavori.
Il tema dell’efficienza della giustizia continua infatti ad essere uno degli argomenti più sentiti dall’opinione pubblica, soprattutto in una città che negli ultimi decenni ha vissuto importanti stagioni investigative e giudiziarie.
La percezione della giustizia, infatti, non dipende soltanto dalle sentenze pronunciate nei tribunali, ma anche dalla capacità delle istituzioni di trasmettere autorevolezza, imparzialità, equilibrio e vicinanza ai cittadini.
La scelta dei Procuratori è anche un segnale di credibilità dello Stato
Nel dibattito che accompagna queste elezioni emerge frequentemente una riflessione condivisa da molti cittadini.
La qualità della giustizia viene spesso valutata anche attraverso la credibilità delle figure chiamate a dirigere gli uffici delle Procure della Repubblica.
Per questo motivo, la scelta dei Procuratori della Repubblica rappresenta uno dei segnali più importanti che il Consiglio Superiore della Magistratura è chiamato a dare al Paese.
Anche a Catania molti cittadini ricordano con apprezzamento il lavoro svolto negli anni da Procuratori della Repubblica che hanno lasciato un’impronta significativa nella vita giudiziaria della città, come Giovanni Salvi e, successivamente, Carmelo Zuccaro, magistrati che hanno guidato l’ufficio requirente in momenti particolarmente delicati della storia del territorio.
Con riferimento all’attuale assetto della Procura della Repubblica di Catania, il dibattito pubblico resta aperto e le valutazioni sono differenti. Una parte dell’opinione pubblica ritiene che sia ancora necessario attendere per poter esprimere un giudizio storico sull’azione dell’attuale dirigenza, auspicando risultati sempre più percepibili in termini di efficienza, organizzazione e capacità di risposta alle esigenze dei cittadini.
CONSITALIA: “La fiducia non si vota, si conquista”
Sul tema interviene anche CONSITALIA – Associazione dei Consumatori d’Italia, che individua proprio nella fiducia dei cittadini la vera sfida che attende il prossimo Consiglio Superiore della Magistratura.
Secondo l’associazione, il rinnovo del CSM rappresenta un’importante occasione per riaffermare i principi costituzionali di autonomia, indipendenza, imparzialità e responsabilità della magistratura.
“La fiducia dei cittadini non nasce durante le competizioni elettorali interne né attraverso i referendum. È una fiducia che si costruisce ogni giorno, attraverso comportamenti concreti, provvedimenti comprensibili, tempi ragionevoli della giustizia, trasparenza amministrativa e capacità delle istituzioni di rispondere alle esigenze delle persone.”
CONSITALIA evidenzia come la credibilità della giustizia passi anche dalla percezione di una magistratura libera da ogni possibile condizionamento esterno e capace di decidere esclusivamente secondo la legge e la Costituzione.
L’opinione pubblica guarda oltre le correnti
Il confronto che accompagna il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura dimostra come oggi i cittadini siano sempre più attenti non soltanto ai programmi delle diverse componenti associative, ma soprattutto ai risultati concreti che il nuovo organo di autogoverno sarà chiamato a conseguire.
Tra le richieste che emergono con maggiore frequenza figurano procedure trasparenti per le nomine, valorizzazione del merito, responsabilità nell’esercizio delle funzioni direttive, riduzione dei tempi della giustizia, maggiore efficienza organizzativa degli uffici e piena tutela dell’indipendenza della funzione giudiziaria.
Le conclusioni
Le elezioni del 25 e 26 ottobre 2026 rappresenteranno certamente un momento importante per il futuro della magistratura italiana.
Ma, secondo molti osservatori e secondo CONSITALIA, la vera prova inizierà il giorno successivo allo scrutinio.
I cittadini non chiedono una magistratura semplicemente “indipendente” nel nome di una corrente associativa, bensì una magistratura che sappia dimostrare con i fatti la propria indipendenza da qualsiasi forma di pressione, di appartenenza o di interesse estraneo all’applicazione della legge.
Una magistratura capace di scegliere i propri dirigenti secondo criteri trasparenti e meritocratici, di garantire uniformità nell’azione giudiziaria e di assicurare che ogni cittadino possa sentirsi tutelato con imparzialità, senza differenze di trattamento.
Perché la fiducia nella giustizia non si misura nelle occasioni elettorali né attraverso i sondaggi.
Si misura, ogni giorno, negli uffici giudiziari, nella qualità delle decisioni, nella trasparenza delle istituzioni e nella capacità dello Stato di dimostrare, con i fatti, che la legge è davvero uguale per tutti.
È questa, probabilmente, l’aspettativa più forte che oggi proviene dall’opinione pubblica catanese: vedere una magistratura sempre più autorevole, efficiente, trasparente e realmente indipendente, affinché il Consiglio Superiore della Magistratura possa essere percepito non soltanto come l’organo di autogoverno dei magistrati, ma anche come uno dei principali garanti della credibilità della giustizia agli occhi dei cittadini.
