La Federazione Armatori Siciliani esprime apprezzamento nei confronti della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Catania per la tempestiva adozione dell’Ordinanza n. 73/2026, emanata nella giornata di oggi a seguito del rinvenimento di un presunto ordigno bellico nello specchio acqueo antistante il porticciolo di Ognina.
Ieri mattina la Federazione aveva ricevuto la segnalazione da parte di un cittadino impegnato in attività di apnea nell’ambito del progetto di educazione ambientale promosso dall’associazione. Dopo avere verificato la presenza di un oggetto riconducibile ad un presunto ordigno bellico, situato a circa un metro di profondità e a brevissima distanza dalla costa, il Presidente Alfio Fabio Micalizzi aveva immediatamente allertato Guardia Costiera, Carabinieri, Digos e Polizia Municipale, chiedendo l’adozione di urgenti misure di sicurezza.
Nel corso della giornata la Federazione ha inoltre trasmesso una formale richiesta alle istituzioni competenti affinché venisse disposta la messa in sicurezza dell’area e la rimozione dell’ordigno.
Poche ore dopo, la Capitaneria di Porto ha emanato l’Ordinanza n. 73/2026, con la quale, in via precauzionale, è stato disposto il divieto di utilizzo dell’ancora e di svolgimento di qualsiasi attività subacquea entro un raggio di 150 metri dall’area interessata, fino al completamento delle operazioni di recupero da parte del personale specializzato del Nucleo SDAI della Marina Militare o di altro personale abilitato.
Si tratta di un provvedimento che la Federazione considera un importante segnale di attenzione verso la tutela della pubblica incolumità.
“Desideriamo ringraziare il Comandante della Capitaneria di Porto e tutto il personale della Guardia Costiera per la sensibilità e la rapidità dimostrate nell’adottare un provvedimento cautelativo a tutela dei cittadini e degli operatori del mare. La sicurezza viene prima di ogni altra considerazione.”
La Federazione osserva tuttavia che la sicurezza dell’area non può limitarsi esclusivamente allo specchio acqueo.
Secondo la Federazione, sarebbe infatti opportuno che anche il Comune di Catania adottasse analoghe misure di competenza per la parte terrestre, prevedendo, ove ritenuto necessario dalle autorità competenti, l’interdizione o comunque una regolamentazione degli accessi lungo la scogliera prospiciente il punto interessato dal rinvenimento, così da evitare che cittadini e curiosi possano avvicinarsi inconsapevolmente ad un’area ancora oggetto di verifiche.
La vicenda, inoltre, riporta all’attenzione un tema più ampio.
Negli ultimi anni sono infatti state segnalate, anche da cittadini e operatori del mare, altre possibili presenze di residuati bellici nei fondali di Ognina. Per tale motivo la Federazione Armatori Siciliani rinnova l’invito alla Capitaneria di Porto, alla Marina Militare e alle altre Autorità competenti affinché venga programmato un monitoraggio sistematico dell’intero porto di Ognina e delle aree limitrofe, mediante personale specializzato e moderne strumentazioni di ricerca subacquea.
L’obiettivo è duplice: verificare se vi siano ulteriori ordigni inesplosi ancora presenti sul fondale e, in caso affermativo, procedere alla loro bonifica definitiva, eliminando ogni potenziale rischio per cittadini, pescatori, diportisti, subacquei e bagnanti.
“La sicurezza del mare non può essere affidata al caso. L’ordinanza emanata oggi rappresenta una risposta concreta e responsabile, ma auspichiamo che costituisca anche l’inizio di un più ampio programma di ricognizione e bonifica dei fondali di Ognina. La prevenzione è sempre l’investimento più importante per la tutela della vita umana.”
La Federazione Armatori Siciliani continuerà a collaborare con le istituzioni nell’ambito delle proprie attività di monitoraggio ambientale, mettendo a disposizione ogni utile segnalazione nell’interesse della sicurezza collettiva e della valorizzazione del mare di Catania.
