Si amplia il dibattito sulle modifiche introdotte dal cosiddetto Decreto Sicurezza durante l’esame parlamentare. Dopo la presa di posizione della Giunta esecutiva centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha espresso “sconcerto” per alcune novità ritenute potenzialmente lesive del diritto di difesa, arriva anche il sostegno dell’Associazione Consumatori d’Italia Consitalia.
Nel mirino dell’ANM vi sono in particolare due aspetti: da un lato, il riconoscimento di incentivi economici legati all’esito delle procedure di rimpatrio volontario dei migranti; dall’altro, le limitazioni all’accesso al patrocinio a spese dello Stato in caso di impugnazione dei provvedimenti amministrativi di espulsione. Secondo i magistrati, tali misure rischiano di incidere sull’effettività della tutela giurisdizionale, introducendo elementi che possono compromettere l’equilibrio tra accusa e difesa.
L’ANM sottolinea come il diritto di difesa debba restare “pieno, libero e concretamente accessibile”, evidenziando una criticità di fondo: collegare incentivi economici all’esito di procedimenti che coinvolgono diritti fondamentali potrebbe, secondo l’associazione, entrare in contrasto con i principi stessi dello Stato di diritto.
A rafforzare questa posizione interviene Consitalia, che in una nota esprime “piena condivisione delle preoccupazioni manifestate dalla magistratura”, ribadendo la necessità di preservare un sistema di garanzie accessibile e imparziale.
“Il diritto di difesa – afferma Consitalia – rappresenta un pilastro imprescindibile non solo per i cittadini italiani ma per chiunque si trovi sottoposto a un procedimento nel nostro ordinamento. Qualsiasi intervento normativo che ne limiti l’effettività rischia di incidere sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella giustizia”.
L’associazione evidenzia inoltre come la tutela giurisdizionale non possa essere subordinata a logiche economiche o a meccanismi premiali che possano, anche solo indirettamente, influenzare l’esito o la percezione dei procedimenti.
Consitalia conclude riaffermando la propria vicinanza alla magistratura e il sostegno a ogni iniziativa volta a garantire il rispetto dei principi costituzionali, sottolineando che “la credibilità dello Stato passa dalla capacità di assicurare diritti uguali e accessibili a tutti, senza eccezioni né condizionamenti”.
Il confronto sul Decreto Sicurezza resta dunque aperto, con un crescente allineamento tra mondo della magistratura e associazioni civiche nel richiamare l’attenzione sulle possibili ricadute delle nuove norme sul sistema delle garanzie.
