La Federazione Armatori Siciliani (FAS), organizzazione sindacale delle PMI della pesca marittima professionale costituita con atto pubblico il 15 luglio 1991, rappresenta da oltre tre decenni una delle principali realtà indipendenti del settore in Sicilia.
Fin dalla fine degli anni ’90, la Federazione ha raggiunto livelli di rappresentatività particolarmente rilevanti, arrivando a rappresentare oltre l’80% delle imprese della provincia di Catania, oltre a numerose marinerie dell’isola. Una presenza che, pur ridimensionata nel tempo, resta ancora oggi significativa grazie alla continuità associativa di molti operatori storici.
Il ruolo istituzionale e le prime fratture nel sistema
Per oltre vent’anni la FAS ha rappresentato ufficialmente il comparto pesca all’interno della Camera di Commercio di Catania, oggi Camera di Commercio del Sud-Est.
Una svolta si registra tra il 2014 e il 2015, quando la Federazione – attraverso il proprio rappresentante – deposita segnalazioni formali sulla gestione dell’ente camerale e su dinamiche ritenute anomale, incluse questioni connesse a processi di riorganizzazione e prospettive di privatizzazione di asset strategici.
Tali segnalazioni diedero origine a un procedimento penale iscritto presso la Procura della Repubblica di Catania (fascicolo n. 6971/2014), che nel tempo ha subito diverse assegnazioni tra pubblici ministeri, fino a concludersi, dopo anni, con archiviazione senza un accertamento pieno nel merito dei fatti originariamente denunciati.
In parallelo, si sono registrati commissariamenti dell’ente camerale, coincidenti con le fasi più delicate della sua trasformazione, circostanza che la Federazione ritiene meritevole di approfondimento storico-istituzionale.
Le grandi denunce: ambiente, risorse pubbliche e sistema pesca
Nel corso degli anni, la Federazione Armatori Siciliani ha promosso numerose iniziative e denunce su temi di interesse pubblico:
- la gestione delle quote tonno a livello nazionale, che ha segnato uno dei momenti più rilevanti di esposizione dell’organizzazione;
- le criticità ambientali dell’Area Marina Protetta Isole Ciclopi di Acitrezza, caratterizzata – secondo le segnalazioni – da carenze infrastrutturali e situazioni incompatibili con la tutela integrale;
- l’utilizzo dei fondi europei per la pesca, con riferimento a progetti finanziati per oltre 100 milioni di euro, spesso ritenuti non efficaci o sconosciuti agli operatori;
- la diffusione di marchi di qualità come “Pescato di Sicilia”, “Pescato dell’Etna”, “Pescato dello Ionio”, privi – secondo la Federazione – di reale incidenza sul mercato.
Tra le vicende correlate, anche l’operazione di polizia giudiziaria denominata “Poseidon”, conclusasi senza accertamenti definitivi per intervenuta prescrizione.
Un contesto complesso e gli episodi critici
Nel 2015, in un contesto già segnato da forti tensioni istituzionali e sindacali, il Presidente della Federazione subiva un grave episodio: l’affondamento della motonave “Polifemo”, iscritta nei registri navali al n. 4 CT 1131, avvenuto all’interno del porto di Acitrezza.
Un evento di particolare rilevanza, che si inserisce in un periodo caratterizzato da attività di denuncia e forte esposizione pubblica della Federazione.
Denunce, archiviazioni e richiesta di maggiore attenzione
Negli anni successivi, la Federazione ha continuato a depositare esposti e segnalazioni presso le Autorità competenti.
Tuttavia, si è registrata – secondo quanto rappresentato – una ricorrenza di archiviazioni senza approfondimento sostanziale nel merito delle questioni sollevate.
Un elemento che viene oggi evidenziato come criticità, in relazione alla necessità di garantire piena trasparenza e verifica dei fatti segnalati.
L’azione sindacale recente: crisi energetica e mobilitazione
Tra le più recenti iniziative, la FAS ha promosso una mobilitazione del comparto contro il caro gasolio, con una protesta programmata nello Stretto di Messina in occasione del 1° maggio.
L’iniziativa, che aveva raccolto un’ampia adesione, è stata sospesa a seguito di:
- interlocuzioni con il Vice Prefetto di Catania;
- rassicurazioni istituzionali da parte del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Parallelamente, sono emerse segnalazioni da parte di alcuni operatori circa pressioni dissuasive provenienti da altre sigle sindacali, elemento che, se confermato, aprirebbe interrogativi sul rispetto della libertà sindacale.
Presenza mediatica e attività editoriale
Nel corso degli anni, la Federazione ha partecipato attivamente al dibattito pubblico, intervenendo in trasmissioni televisive nazionali e regionali, tra cui programmi di approfondimento politico e sociale.
Dal 2017, la FAS è inoltre proprietaria ed editrice della testata giornalistica online “www.metroct.it”, regolarmente iscritta presso il Tribunale di Catania al n. 03/2017, contribuendo all’informazione indipendente sul territorio.
L’organizzazione garantisce inoltre occupazione stabile a tre dipendenti a tempo indeterminato, rappresentando una realtà attiva anche sotto il profilo economico e sociale.
Una realtà indipendente che continua a operare
La Federazione Armatori Siciliani si configura oggi come una realtà sindacale autonoma che, in oltre 35 anni di attività, ha affrontato temi complessi e spesso controversi, mantenendo una posizione indipendente rispetto ai grandi sistemi organizzativi.
Conclusione
La storia della FAS è quella di un’organizzazione che ha scelto di operare in modo diretto, spesso sollevando questioni rilevanti per il settore e per il territorio.
Un percorso che continua ancora oggi, con l’obiettivo di garantire:
- tutela degli operatori della pesca;
- trasparenza nella gestione delle risorse;
- attenzione alle dinamiche istituzionali;
- difesa dell’economia marittima siciliana.
