Questa mattina la Federazione Armatori Siciliani ha incontrato gli armatori della pesca marittima professionale che operano nel Porto di Riposto, un tempo noto come “Porto sicuro”. Un sopralluogo e un momento di ascolto che hanno fatto emergere preoccupazioni, incertezze e richieste di chiarimento.
Area interdetta e bacino sotto sequestro
Interpellata la Capitaneria di Porto di Riposto, la risposta ufficiale riferisce che:
l’area portuale risulta interdetta a seguito dei danni causati dal ciclone Herry;
il bacino portuale sarebbe ancora sotto sequestro da anni.
Un passaggio che lascia spazio a interrogativi: quali siano le motivazioni attuali del sequestro e quali le tempistiche di soluzione. Domande che, secondo quanto riferito, non avrebbero ancora trovato risposte esaustive.
La Regione: “Ripristino imminente”
Dalla Regione Siciliana giungono rassicurazioni: attraverso propri portavoce si annuncia che il ripristino del porto sarebbe prossimo, con il ritorno alla piena disponibilità anche per i pescatori professionali.
Ma sul territorio prevale la prudenza. Gli operatori chiedono atti concreti, tempi certi e procedure chiare.
La testimonianza di Sebastiano Patti
Al centro del racconto la voce di Sebastiano Patti, armatore e pescatore di quarta generazione.
“La notte del ciclone ho rischiato la vita. Grossi massi hanno distrutto la mia auto mentre mi recavo al porto per controllare le mie barche.”
Una delle imbarcazioni ha subito danni gravissimi:
semiaffondata;
motore non recuperabile;
scafo compromesso, non più riparabile.
“Avevo recentemente effettuato lavori di ammodernamento. Oggi la barca è distrutta. Il danno supera i 500 mila euro.”
Promesse e attese
Patti riferisce di un incontro con l’Assessore regionale alla Pesca, Luca Sammartino:
“Ci sono stati promessi ristori immediati. Ma ad oggi non abbiamo nemmeno visto il modulo da compilare, né sono state effettuate perizie di stima.”
Una percezione condivisa anche da altri pescatori presenti:
“È vero che è stato pubblicato un bando, ma riguarda la programmazione ordinaria dei fondi europei. Non vi sarebbe nulla di straordinario o specificamente riferito ai danni del ciclone Herry.”
Sicurezza e responsabilità
Tra i temi più delicati emerge quello della sicurezza portuale.
“Quando ho segnalato che il ciclone aveva distrutto la mia auto,” racconta Patti, “mi è stato risposto che non avrei dovuto trovarmi con la macchina dentro il porto.”
La replica dell’armatore:
“Sono un pescatore professionale, armatore, rappresento la mia azienda. Quella mattina non c’era alcun divieto specifico di transito delle auto, né generalizzato né rivolto agli operatori.”
La Federazione: possibile azione collettiva
Il presidente della Federazione Armatori Siciliani, Natale Pipitone, annuncia:
“Oggi siamo convocati presso la Regione nell’ambito della Consulta regionale della pesca. Faremo sentire la nostra voce. In assenza di misure straordinarie specificamente dedicate ai danni del ciclone, valuteremo un’azione collettiva di richiesta risarcitoria.”
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Tra promesse e realtà
Il Porto di Riposto, simbolo storico per la marineria locale, resta oggi al centro di una vicenda che intreccia:
danni strutturali;
procedure amministrative;
attese economiche;
interrogativi sulla sicurezza.
Gli armatori e i pescatori chiedono chiarezza, tempi certi e risposte operative.
La Federazione conclude:
“Non si tratta solo di ristori economici, ma di tutela del lavoro, della sicurezza e della dignità di un intero comparto.”
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