In merito all’accordo tra Stato e Regione Siciliana sui fondi per le Città metropolitane e i Liberi consorzi comunali, interviene il sindaco della Città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese. 

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In merito all’accordo tra Stato e Regione Siciliana sui fondi per le Città metropolitane e i Liberi consorzi comunali, interviene il sindaco della Città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese. 

“Seppure non ancora quello decisivo, siamo pur sempre davanti a un segnale positivo, forse il migliore possibile viste le condizioni attuali, per rimettere in moto gli enti di area vasta e in particolare alle Città Metropolitane siciliane, restituendo almeno in parte la dignità istituzionale per troppo anni violata dalle pessime riforme Del Rio-Crocetta, da ingiusti prelievi forzosi operati dallo Stato sulle casse provinciali e da governance insoddisfacenti. Le rassicurazioni del presidente Musumeci e dall’assessore regionale dell’economia Gaetano Armao, sulla concreta possibilità di rimpinguare almeno parzialmente le esauste casse di questi enti, permettono quantomeno di riprendere un percorso di fiducia, presupposto indispensabile per rilanciare i livelli di governo intermedi realmente rappresentativi dei territori, sotto il profilo democratico e delle competenze. La possibilità di ricostituire, almeno in prospettiva, un adeguato assetto economico finanziario, oltre a garantire serenità ai dipendenti, infatti, consente di avviare, finalmente, un piano di riorganizzazione dei servizi per uscire gradualmente dal tunnel buio in cui i precedenti governi nazionali e regionali le avevano cacciate, lontane dai cittadini e senza possibilità di adempiere alle attribuzioni di legge. Si tratta ora di proseguire su questo primo passo e intraprendere, col sostegno della Regione, un virtuoso percorso sia di rinascita finanziaria e sia di un’adeguata rivisitazione delle attribuzioni. Solo in questo modo le ex Province potranno tornare a essere protagonisti del territorio; si potrà restituire dignità ai lavoratori da troppi anni ingiustamente mortificati; ma soprattutto si potrà assicurare agli ambiti territoriali di area vasta, quei servizi essenziali necessari a fare ripartire lo sviluppo delle comunità locali”.

 

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