Le donne democratiche siciliane dicono No al Convegno Sovranista di Verona, no al modello sovranista e patriarcale di donna, famiglia e società

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Le donne democratiche siciliane dicono No al Convegno Sovranista di Verona, no al modello sovranista e patriarcale di donna, famiglia e società

“Le Donne Democratiche Siciliane aderiscono agli Stati Generali delle Donne Democratiche che stanno organizzando un convegno e un flash-mob a Verona il prossimo sabato 30 marzo in contrasto al Convegno Internazionale delle Famiglie, organizzato da esponenti sovranisti. Siamo con loro idealmente nel contestare il modello di famiglia e di società sostenuto dai partecipanti a quel convegno, un modello chiuso, patriarcale, reazionario, discriminante, che propongono come unico, mettendo sotto accusa tutte e tutti coloro che non si adeguano alla loro concezione della donna e dei rapporti familiari.”

Inizia così un documento promosso da alcune donne democratiche siciliane, della politica, dell’associazionismo, delle professioni, della scuola o, semplicemente, donne che non si riconoscono nel modello proposto dal convegno sovranista a cui hanno aderito anche esponenti istituzionali del governo.

“In tutta Italia stanno crescendo le prese di posizione contro un clima culturale che non ci appartiene e noi, come donne democratiche siciliane, vogliamo far sentire la nostra voce e prendere posizione. Al nostro appello stanno aderendo in forma libera o come referenti di associazioni e parti politiche, tutte le donne che rifiutano il modello suprematista sulla famiglia. Noi siamo per un modello di famiglia diverso, positivo, paritario, inclusivo, che valorizzi l’ autodeterminazione della persona, non un ipotetico ruolo prefissato e imposto. Le posizioni dei partecipanti al Convegno le conosciamo già, oscurantiste e regressive, sia sul tema dei diritti delle donne, delle persone LGBT+,  sia in senso più ampio, sul tema del modello sociale chiuso.“

Tra le promotrici Mila Spicola, insegnante, già della segreteria nazionale del PD, Marika Cirone Di Marco, ex deputata regionale del PD, Milena Gentile, presidente di Emily, Simona Mafai, giornalista, componente del comitato di donne “Prendiamo la Parola”, la sociologa catanese Graziella Priulla, Valeria Militello, professoressa universitaria, e Adriana Palmeri, anche loro di Prendiamo la Parola, AnnaMaria Angileri, assessora del PD a Marsala, Antonella Monastra, ginecologa, Michela Giuffrida, parlamentare europea, Valentina Chinnici, consigliera comunale a Palermo per il movimento 139,Francesca Valenti, sindaca di Sciacca e Teresa Piccione, già parlamentare PD, e poi tante altre, insegnanti, amministratrici, pensionate, dottoresse,…che si sono raccolte intorno all’appello con uno spirito di coinvolgimento quanto più possibile trasversale, largo e inclusivo.

“Tante donne stanno aderendo da ieri, e in poco tempo abbiamo raggiunto le prime cento firme, anche se non conta quante (noi sappiamo tante), conta prendere posizione ostinata e contraria con quanti vogliono portare indietro le lancette sui diritti, sulla cultura  e sulla società. Invitiamo ad aderire tutte le donne che sentono la necessità di dare la propria voce.”

All’appello, che ha raccolto già quasi 100 firme di donne siciliane, tante professioniste, amministratrici, docenti, si può aderire anche su FB digitando “Le Donne Democratiche Siciliane contro il Convegno di Verona ( https://www.facebook.com/Le-Donne-Democratiche-Siciliane-contro-il-Convegno-di-Verona-365332310741310/?modal=admin_todo_tour )

“Sono in pericolo lo stato di diritto, la libertà delle persone, la garanzia del pluralismo politico e culturale, in più stiamo assistendo anche a una regressione economica che si accompagna a ricette inadeguate all’oggi e che, ad esempio riguardo la famiglia, non affrontano i temi concreti del sostegno al welfare della famiglia, per cui è solo retorica ed vecchia ideologia quella che vediamo sfilare a Verona. Dobbiamo difendere la libertà delle donne, la libertà delle persone LGBT+, la libertà dei più vulnerabili. Aggiungiamo, non solo i diritti, ma anche il lavoro, il welfare sociale, l’educazione come premesse di crescita culturale, civile ma anche economica e sociale”

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