In Toscana due operazioni della Repressione Frodi smascherano olio ottenuto da scarti di lavorazione e partite di origine estera commercializzate con classificazioni non conformi. Consitalia: «I consumatori hanno diritto di sapere cosa portano sulle proprie tavole. Servono controlli, trasparenza e sanzioni efficaci».
Oltre 450 quintali di olio irregolare sottratti al circuito commerciale in pochi giorni. È il bilancio di due importanti operazioni condotte in Toscana, nell’ultima settimana di ottobre, dall’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF).
Una vicenda che riaccende i riflettori su un fenomeno particolarmente preoccupante: le frodi nel settore dell’olio d’oliva, uno dei prodotti simbolo della tradizione alimentare italiana e della dieta mediterranea.
L’Osservatorio di CONSITALIA – Associazione dei Consumatori d’Italia, Sportello Difesa del Cittadino richiama l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini sulla necessità di rafforzare la vigilanza lungo l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione fino agli scaffali della grande distribuzione.
Olio ottenuto da scarti e false classificazioni: cosa hanno scoperto gli ispettori
Nel primo intervento sono stati sequestrati 165 quintali di prodotto presentato come olio extravergine di oliva, risultato privo della necessaria tracciabilità e ottenuto, secondo quanto comunicato, da scarti di lavorazione.
Una circostanza che solleva interrogativi sulla provenienza delle materie prime, sui processi produttivi e sull’effettiva capacità di garantire ai consumatori informazioni corrette.
Nel secondo intervento, realizzato con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono stati bloccati circa 300 quintali di olio di origine estera, dichiarato extravergine e destinato all’esportazione verso Paesi extraeuropei.
Le analisi del Laboratorio ICQRF di Perugia hanno accertato che il prodotto non possedeva le caratteristiche organolettiche necessarie per essere classificato come extravergine, risultando invece appartenente alla categoria dell’olio vergine di oliva.
È importante chiarire che l’origine estera non costituisce di per sé un’irregolarità: la contestazione riguarda la classificazione non conforme e la corretta presentazione commerciale del prodotto.
CONSITALIA: «Non basta sequestrare. Bisogna capire chi controlla e come si prevengono le frodi»
Per l’Osservatorio Consitalia, le operazioni rappresentano un risultato significativo dell’attività ispettiva, ma impongono una riflessione più ampia.
Quante partite di olio non conforme riescono a raggiungere il mercato prima di essere individuate? Quanti consumatori pagano per un prodotto extravergine acquistando inconsapevolmente un olio di categoria inferiore?
Sono interrogativi che meritano attenzione e risposte concrete.
Il rischio delle frodi alimentari non riguarda soltanto il danno economico per chi acquista. Coinvolge anche la concorrenza tra imprese, la credibilità delle certificazioni, la reputazione delle produzioni italiane e la sopravvivenza delle aziende agricole che operano nel rispetto delle regole.
Un produttore onesto, che sostiene i costi della raccolta, della molitura, della conservazione e dei controlli di qualità, non può competere ad armi pari con chi ottiene vantaggi economici attraverso false dichiarazioni sulla qualità del prodotto.
Il prezzo troppo basso e le etichette poco chiare: i rischi per chi acquista
L’Osservatorio Consitalia invita i cittadini a prestare particolare attenzione alle informazioni riportate sulle confezioni.
Un prezzo particolarmente basso non dimostra automaticamente l’esistenza di una frode, ma può rappresentare un motivo per verificare con maggiore attenzione la categoria commerciale, l’origine dichiarata e l’identificazione dell’operatore responsabile.
È fondamentale distinguere tra olio extravergine, olio vergine e altre categorie commerciali, che rispondono a requisiti differenti.
La dicitura olio extravergine di oliva non è una semplice espressione pubblicitaria: identifica una categoria regolamentata, soggetta a specifici requisiti chimici e organolettici.
Vendere come extravergine un prodotto che non rispetta tali requisiti significa alterare la corretta informazione commerciale e può integrare violazioni amministrative o penali, secondo le circostanze accertate.
L’appello di Consitalia alle istituzioni: più controlli e maggiore trasparenza
CONSITALIA ritiene necessario che la tutela dei consumatori non si esaurisca con il sequestro delle merci irregolari.
L’associazione sollecita:
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Il potenziamento dei controlli presso frantoi, depositi, stabilimenti di confezionamento, intermediari e punti vendita.
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La verifica rigorosa della tracciabilità delle partite di olio, comprese quelle importate e destinate all’esportazione.
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L’applicazione di sanzioni effettive e proporzionate nei confronti degli operatori responsabili di frodi accertate.
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Una maggiore informazione pubblica sui risultati delle ispezioni e sugli eventuali richiami di prodotti già commercializzati.
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La tutela dei produttori agricoli e delle imprese che rispettano le normative sulla qualità e sull’origine degli alimenti.
Lollobrigida: «Controlli costanti, mirati e rigorosi»
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l’importanza del sistema di vigilanza dell’ICQRF, evidenziando che i controlli devono proteggere sia i consumatori sia gli operatori corretti.
CONSITALIA accoglie positivamente l’azione degli organismi ispettivi, ma sottolinea che l’efficacia della prevenzione deve essere misurata anche sulla capacità di impedire l’immissione in commercio di prodotti non conformi, e non soltanto sul quantitativo delle merci sequestrate.
CONSITALIA: «La sicurezza alimentare non può essere affidata alla fortuna del consumatore»
L’Osservatorio richiama infine l’attenzione su un principio fondamentale: il cittadino non dispone degli strumenti tecnici necessari per verificare autonomamente la composizione e la classificazione di un olio.
Chi acquista deve potersi fidare delle etichette, della documentazione commerciale e del sistema pubblico di vigilanza.
«Il consumatore non deve diventare un investigatore per capire se ciò che acquista è autentico. Il diritto a un’informazione corretta e a prodotti conformi deve essere garantito prima che la merce arrivi sulla tavola. Le frodi alimentari colpiscono le famiglie, penalizzano le imprese oneste e minano la fiducia nel mercato. Occorre prevenire, controllare e intervenire con determinazione».
È questo il messaggio che l’Osservatorio Consitalia intende rivolgere alle istituzioni, agli operatori economici e alla grande distribuzione organizzata.
L’associazione invita inoltre i consumatori a segnalare eventuali anomalie nelle etichette, nelle indicazioni di origine o nella commercializzazione degli oli alimentari, conservando confezioni, scontrini e documentazione utile alle verifiche delle autorità competenti.
Perché difendere l’autenticità dell’olio extravergine significa difendere contemporaneamente la salute pubblica, la trasparenza del mercato, il lavoro agricolo e i diritti dei cittadini.
