Il Comitato Difesa Aeroporto di CONSITALIA interviene dopo l’analisi economico-finanziaria di Franz Cannizzo: dubbi sulla valutazione della SAC, sulle motivazioni della cessione e sulle garanzie per lavoratori e territorio. L’associazione sollecita trasparenza e invita gli organi di controllo a valutare eventuali profili di propria competenza.
CATANIA, 26 ottobre 2026 – La privatizzazione della SAC, società di gestione degli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso, continua a sollevare interrogativi che, secondo il Comitato Difesa Aeroporto di Catania costituito nell’ambito di CONSITALIA – Associazione dei Consumatori, non possono essere liquidati come una semplice contrapposizione tra favorevoli e contrari all’ingresso dei privati.
In gioco, secondo l’associazione, non vi sarebbe soltanto il futuro di due infrastrutture aeroportuali, ma anche la gestione di un patrimonio strategico, costruito e sviluppato attraverso decenni di investimenti, attività economiche e partecipazioni pubbliche.
A riaccendere il dibattito è l’analisi pubblicata il 25 ottobre 2026 dall’esperto economico-finanziario Franz Cannizzo, promotore del Patto per la Sicilia orientale, che richiama l’attenzione sulle condizioni della procedura di privatizzazione, sulle garanzie contrattuali e sulle responsabilità degli enti coinvolti.
Un’analisi che CONSITALIA ritiene meritevole di approfondimento e che pone interrogativi anche sul piano della tutela degli interessi pubblici.
UNA SOCIETÀ IN UTILE DA CEDERE AI PRIVATI: QUAL È LA CONVENIENZA PER I CITTADINI?
Secondo i dati riportati nell’analisi di Cannizzo, la SAC avrebbe chiuso il 2025 con ricavi pari a 112,2 milioni di euro, un margine operativo lordo di 20,8 milioni e un utile netto di circa 15 milioni di euro.
La società presenterebbe inoltre una posizione finanziaria netta positiva per 41,5 milioni di euro.
Se confermati dai bilanci ufficiali, questi dati descriverebbero una realtà economicamente solida, non una società in condizioni tali da rendere inevitabile una privatizzazione per ragioni di sopravvivenza finanziaria.
Da qui nasce il primo interrogativo del Comitato Difesa Aeroporto di CONSITALIA:
Per quale ragione una società pubblicamente partecipata, economicamente redditizia e strategica per l’intera Sicilia orientale dovrebbe essere ceduta, e quali vantaggi concreti e documentabili deriverebbero ai cittadini da questa operazione?
L’associazione evidenzia che la privatizzazione non è di per sé illegittima e può rispondere a obiettivi di investimento e sviluppo. Tuttavia, una scelta di tale rilevanza dovrebbe essere accompagnata da valutazioni economiche aggiornate, da un confronto tra le possibili alternative e da garanzie verificabili sull’interesse pubblico.
IL NODO DELLA VALUTAZIONE: DA UN MILIARDO A 400-600 MILIONI?
Un secondo elemento riguarda il valore economico della società.
Nell’analisi di Cannizzo viene richiamata una precedente valutazione di circa un miliardo di euro, a fronte di un valore di cessione atteso oggi compreso tra 400 e 600 milioni.
Si tratta di stime che necessitano di verifica, anche per comprendere se si riferiscano al medesimo perimetro societario, alla stessa quota di capitale e a criteri di valutazione comparabili.
Ma proprio per questa ragione CONSITALIA considera indispensabile conoscere le perizie, gli studi finanziari e le metodologie utilizzate per determinare il valore della partecipazione oggetto di cessione.
«Non possiamo permettere che un patrimonio strategico venga trasferito senza che i cittadini conoscano esattamente come sia stato determinato il prezzo e quali benefici economici siano previsti per la collettività», è la posizione espressa dal Comitato.
L’associazione chiede inoltre di chiarire quale incidenza sia stata attribuita ai rischi operativi collegati all’attività vulcanica dell’Etna e se tali rischi siano stati valutati attraverso criteri tecnici oggettivi.
LA DELIBERA DEL 2019: SETTE ANNI DOPO, È ANCORA ATTUALE?
Uno degli aspetti più significativi evidenziati da Cannizzo riguarda la motivazione economica della cessione.
Secondo l’analisi, tra gli atti di riferimento figurerebbe la deliberazione della Giunta camerale n. 22 del 25 marzo 2019.
Un documento risalente a oltre sette anni fa, precedente alla pandemia, alla successiva ripresa del traffico aereo e alle trasformazioni economiche del settore.
CONSITALIA ritiene necessario verificare se quella deliberazione sia stata successivamente integrata da studi aggiornati e da nuove valutazioni sulla convenienza della privatizzazione.
Il richiamo al decreto legislativo n. 175/2016, relativo alle società a partecipazione pubblica, rende opportuno un approfondimento sulla disciplina concretamente applicabile alla procedura e sugli obblighi motivazionali degli enti interessati.
Una motivazione economica formulata nel 2019 può essere ancora sufficiente nel 2026 oppure è necessario un aggiornamento alla luce dell’attuale situazione finanziaria della società?
La risposta, secondo CONSITALIA, dovrebbe emergere dagli atti ufficiali e non soltanto dalle dichiarazioni pubbliche.
IL COMITATO CONSITALIA SI RIVOLGE ANCHE ALLA MAGISTRATURA CATANESE
È su questo punto che il Comitato Difesa Aeroporto intende richiamare l’attenzione delle autorità competenti, compresa la magistratura catanese.
CONSITALIA evidenzia come un’operazione economica di tale portata, riguardante partecipazioni pubbliche e infrastrutture strategiche, richieda la massima trasparenza amministrativa e contabile.
L’associazione pone pertanto alcuni interrogativi: gli organi di controllo hanno esaminato la documentazione relativa alla convenienza economica della cessione? Sono state verificate le valutazioni patrimoniali e finanziarie? Le procedure adottate rispettano pienamente la normativa applicabile?
E soprattutto, qualora emergessero anomalie documentate, quali autorità sarebbero chiamate a intervenire per tutelare gli interessi pubblici?
Il Comitato sottolinea che non intende attribuire responsabilità penali a soggetti determinati né sostenere l’esistenza di reati in assenza di accertamenti.
Ritiene tuttavia che il dibattito non debba restare confinato alla politica.
«Quando si discute della possibile cessione di un patrimonio pubblico di rilevanza strategica, è legittimo chiedere che ogni passaggio venga sottoposto ai controlli previsti dalla legge. Non si tratta di ostacolare gli investimenti, ma di garantire che l’interesse pubblico sia adeguatamente tutelato».
CONSITALIA richiama, in particolare, l’attenzione della Procura della Repubblica di Catania e della Procura regionale della Corte dei conti per la Sicilia, ciascuna nei limiti delle proprie competenze, affinché eventuali segnalazioni circostanziate e documentate possano essere valutate secondo le rispettive attribuzioni.
La Procura ordinaria interviene in presenza di possibili fatti penalmente rilevanti; la magistratura contabile può valutare eventuali ipotesi di danno erariale quando ne ricorrano i presupposti.
L’associazione precisa che l’assenza di notizie pubbliche su eventuali accertamenti non dimostra, di per sé, che gli organi giudiziari siano rimasti inattivi.
COMISO RISCHIA DI DIVENTARE L’AEROPORTO SACRIFICATO?
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il futuro dell’aeroporto di Comiso.
Nell’analisi di Cannizzo si sottolinea il rischio che un futuro gestore privato possa privilegiare gli investimenti su Fontanarossa, economicamente più redditizio, riducendo le prospettive di sviluppo dello scalo ibleo.
Il Comitato CONSITALIA ritiene indispensabile che l’eventuale contratto di cessione contenga obblighi precisi, misurabili e verificabili riguardanti entrambi gli aeroporti.
In particolare, dovrebbero essere chiariti gli investimenti programmati, le garanzie occupazionali, gli obiettivi di traffico, gli interventi infrastrutturali e le conseguenze previste in caso di mancato rispetto degli impegni.
L’associazione chiede anche un approfondimento sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici destinati al sistema aeroportuale e sulle condizioni per assicurarne l’impiego conforme alle finalità originarie.
GOLDEN POWER, SICUREZZA E INFRASTRUTTURE STRATEGICHE
L’analisi pubblicata il 25 ottobre richiama inoltre la presenza, tra i potenziali investitori, di operatori internazionali provenienti anche da Paesi extraeuropei.
Per CONSITALIA è necessario chiarire tempestivamente se l’operazione rientri nell’ambito della normativa sui poteri speciali dello Stato, comunemente denominata Golden Power, e quali obblighi di notifica o autorizzazione possano trovare applicazione.
L’associazione evidenzia che la presenza di investitori esteri non comporta automaticamente irregolarità o divieti, ma può rendere necessarie specifiche valutazioni istituzionali.
La vicinanza dell’aeroporto di Catania alla base militare di Sigonella costituisce un ulteriore elemento del contesto strategico territoriale, senza che ciò consenta di presumere automaticamente l’applicazione di particolari misure restrittive.
IL 12 NOVEMBRE SI AVVICINA: CONSITALIA CHIEDE RISPOSTE PRIMA DELLE OFFERTE
Secondo la ricostruzione di Cannizzo, il 12 novembre 2026 rappresenterebbe una tappa significativa della procedura, con la presentazione delle offerte non vincolanti da parte degli operatori interessati.
Una scadenza che rende particolarmente attuale la richiesta di trasparenza.
Il Comitato Difesa Aeroporto ritiene che le istituzioni debbano chiarire, prima dell’avanzamento della procedura, quali condizioni intendano imporre agli investitori e quali strumenti saranno previsti per controllarne l’effettiva attuazione.
La visita del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a Fontanarossa, richiamata nell’analisi del 25 ottobre, rappresenta un momento di attenzione istituzionale. Ma per l’associazione il punto decisivo resta il contenuto degli atti.
Le dichiarazioni sul futuro ruolo di Catania quale hub del Mediterraneo dovrebbero tradursi in programmi industriali, investimenti, impegni contrattuali e risultati verificabili.
CONSITALIA: «IL SILENZIO NON DEVE DIVENTARE LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI»
Il Comitato Difesa Aeroporto conclude il proprio intervento con un appello rivolto ai rappresentanti degli enti pubblici partecipanti alla SAC, agli organi di vigilanza e alle autorità competenti.
«La privatizzazione di un’infrastruttura strategica non può essere affrontata come una semplice operazione finanziaria. È necessario comprendere chi vende, a quali condizioni, sulla base di quali valutazioni e soprattutto quali garanzie vengono offerte ai cittadini.
Il nostro Comitato ritiene indispensabile che ogni passaggio sia accompagnato dalla massima trasparenza e che eventuali criticità documentate siano attentamente esaminate dagli organi competenti.
Anche alla magistratura catanese rivolgiamo un interrogativo istituzionale: qualora siano state presentate segnalazioni circostanziate sulla procedura, sono state effettuate le verifiche di competenza?
Non chiediamo processi mediatici, né intendiamo sostituirci agli organi giudiziari. Chiediamo che nessuna eventuale anomalia documentata venga sottovalutata e che la tutela del patrimonio pubblico rimanga una priorità».
Per CONSITALIA, la questione non riguarda soltanto il futuro degli aeroporti di Catania e Comiso, ma un principio più generale: il patrimonio pubblico deve essere gestito nell’interesse della collettività, attraverso procedure trasparenti, valutazioni attendibili e responsabilità chiaramente individuabili.
