Al 75° congresso nazionale SINch a Catania oltre 700 studi e 95 sessioni scientifiche per fare il punto
su patologie del cervello e della colonna vertebrale e sulle nuove applicazioni tecnologiche
CATANIA (28 set) – Oltre 700 studi scientifici, 95 sessioni e più di 30 relatori internazionali da 19 Paesi i numeri del 75° Congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia (SINch): il principale appuntamento annuale della neurochirurgia, tornato a svolgersi a Catania dopo 41 anni, si è concluso con l’elezione del nuovo presidente, il prof. Giuseppe Catapano, direttore dell’UOC di Neurochirurgia dell’Ospedale del Mare di Napoli. Catapano subentra al prof. Domenico d’Avella alla guida della società scientifica che rappresenta i neurochirurghi italiani e che promuove la ricerca, la formazione e lo sviluppo della disciplina su tutto il territorio nazionale. Neurochirurgo con una consolidata esperienza clinica e scientifica.
Al centro dell’attenzione del prestigioso congresso, le patologie di cervello, midollo spinale, colonna vertebrale e nervi periferici, insieme alle innovazioni che stanno cambiando il lavoro del neurochirurgo come i sistemi di guida attraverso immagini, visualizzazione tridimensionale, chirurgia meno invasiva e le prime applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Il tema dell’edizione “Complessità e semplicità in Neurochirurgia: dall’anatomia alla tecnica chirurgica, alle tecnologie e all’intelligenza artificiale” ha richiamato la necessità di tradurre conoscenze e strumenti sempre più complessi in percorsi di cura efficaci, sicuri e costruiti sulle caratteristiche di ogni paziente.
“La neurochirurgia italiana ha raggiunto su tutto il territorio livelli di competenza riconosciuti anche fuori dai confini nazionali. Oggi disponiamo di strumenti che ci permettono di conoscere meglio l’anatomia, pianificare gli interventi con maggiore precisione e proteggere le funzioni neurologiche. La tecnologia, però, non è un fine: deve essere utilizzata quando può offrire un beneficio concreto al paziente”, ha detto Domenico d’Avella, presidente uscente della SINch.
Non soltanto chirurgia del cervello: La neurochirurgia comprende il trattamento dei tumori cerebrali e spinali, delle emorragie e delle malformazioni vascolari, delle patologie degenerative della colonna vertebrale, dei traumi cranici e vertebrali, dell’idrocefalo, dell’epilessia, dei disturbi del movimento, del dolore e delle malattie dei nervi periferici.
“Ogni indicazione chirurgica richiede una valutazione personalizzata – ha aggiunto d’Avella presidente Sinch – Il neurochirurgo deve considerare la natura e la posizione della patologia, l’età e le condizioni generali della persona, i rischi dell’intervento, i possibili benefici e le alternative disponibili”. Le innovazioni tecnologiche permettono al neurochirurgo di studiare con maggiore accuratezza i rapporti tra la zona da trattare e le strutture cerebrali da proteggere. Anche l’IA comincia a essere utilizzata nella ricerca per analizzare le immagini, riconoscere le caratteristiche di una lesione e aiutare a pianificare il percorso chirurgico. Si tratta di strumenti di supporto che non sostituiscono il medico e che devono essere verificati con studi adeguati.
“La vera innovazione non consiste nell’utilizzare la tecnologia più avanzata in ogni situazione ma nel saper scegliere lo strumento più adatto per quel paziente. Conoscenza dell’anatomia, esperienza clinica e capacità di valutare rischi e benefici rimangono centrali anche nell’era dell’intelligenza artificiale”, ha sottolineato Giuseppe Barbagallo, presidente del Congresso e segretario della SINch.
