Dopo la recente decisione del Tribunale di Palermo che ha revocato un decreto ingiuntivo da oltre 110 mila euro per carenza di prova sulla titolarità del credito, torna al centro dell’attenzione il tema delle società di cartolarizzazione e della loro effettiva legittimazione ad agire nelle procedure giudiziarie.
Tra le società spesso citate nei procedimenti legati alla gestione di portafogli di crediti deteriorati figura la Fino 1 Securitisation S.r.l., società unipersonale con sede a Milano e capitale sociale di 10 mila euro. Dalla visura camerale non risultano dipendenti, ma la società risulta coinvolta nella gestione di portafogli di crediti per valori complessivi di decine di milioni di euro, spesso attraverso procedure esecutive immobiliari giunte alla fase finale dell’incasso.
In molti procedimenti la società agisce tramite la mandataria doValue S.p.A., operatore noto nel settore della gestione dei crediti deteriorati.
Negli ultimi anni diversi provvedimenti giudiziari hanno affrontato il tema della legittimazione delle società veicolo nelle cartolarizzazioni. In alcuni casi i tribunali hanno accolto le opposizioni dei debitori, ritenendo insufficiente la documentazione prodotta per dimostrare l’effettiva titolarità del credito.
Tra i precedenti citati vi è anche una decisione del Tribunale di Milano (sentenza n. 2776/2022), che ha rigettato un appello proposto nell’interesse di Fino 1 Securitisation, condannando la mandataria al pagamento delle spese di lite.
Molte contestazioni riguardano in particolare la prova della cessione dei crediti: secondo un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, la semplice pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito, se non accompagnata dalla documentazione che consenta di identificare con precisione il credito ceduto.
Il tema assume contorni ancora più delicati in alcune vicende giudiziarie locali. A Catania, ad esempio, una cittadina che da anni contesta la legittimità delle azioni esecutive promosse nei suoi confronti si trova tuttora coinvolta in un procedimento penale nel quale risulta parte offesa proprio nei confronti di Fino 1 Securitisation.
Nonostante le denunce presentate e la documentazione depositata, il procedimento – secondo quanto riferito da associazioni di tutela dei consumatori – procederebbe con estrema lentezza, sollevando interrogativi sull’effettiva volontà di accertare fino in fondo i fatti contestati.
Sul tema interviene anche Consitalia, che negli ultimi anni ha segnalato numerosi casi analoghi riguardanti società di recupero crediti e veicoli di cartolarizzazione, trasmettendo diverse segnalazioni anche al Consiglio Superiore della Magistratura.
Secondo l’associazione, la questione riguarda migliaia di cittadini coinvolti in procedure esecutive basate su crediti ceduti a società veicolo, spesso senza che venga fornita in giudizio una prova completa della catena di cessione.
Per questo motivo Consitalia auspica che l’orientamento giurisprudenziale che richiede una prova rigorosa della titolarità del credito diventi sempre più uniforme in tutti i tribunali italiani, garantendo maggiore tutela ai cittadini e piena trasparenza nelle procedure di recupero.
