Debito cancellato dal Tribunale: stop alla richiesta di oltre 110 mila euro da parte di una società di recupero crediti

Debito cancellato dal Tribunale: stop alla richiesta di oltre 110 mila euro da parte di una società di recupero crediti

Una sentenza importante arriva dal Tribunale di Palermo, che ha revocato un decreto ingiuntivo da oltre 110 mila euro nei confronti di un imprenditore che nel 2012 aveva acceso un mutuo di circa 30 mila euro per tentare di salvare la propria azienda di serramenti.

Dopo undici anni, nel 2023, una società di recupero crediti – la Yoda SPV Srl, presunta cessionaria di un credito originariamente riconducibile a Intesa Sanpaolo – aveva notificato un decreto ingiuntivo chiedendo il pagamento di oltre 109 mila euro tra capitale, interessi e spese.

L’imprenditore ha però deciso di opporsi in tribunale, assistito dai suoi legali. Il giudice ha accolto il ricorso e ha revocato il decreto ingiuntivo, stabilendo che la società non ha dimostrato adeguatamente la propria legittimazione ad agire. In particolare, il tribunale ha chiarito che la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito, se non viene prodotto anche il contratto di cessione o la documentazione che dimostri l’effettiva inclusione del credito tra quelli ceduti.

Inoltre, i documenti depositati dalla società sono stati presentati tardivamente e non sono stati ammessi nel processo. Di conseguenza, la pretesa creditoria è rimasta indimostrata nel suo effettivo ammontare e il decreto ingiuntivo è stato revocato. La società è stata anche condannata al pagamento delle spese legali.

Su questa vicenda interviene anche Consitalia, che da tempo segnala casi analoghi in tutta Italia.

Secondo l’associazione, episodi simili non sono rari e negli anni sono stati segnalati numerosi casi in cui società di recupero crediti avrebbero agito senza dimostrare pienamente la titolarità dei crediti richiesti.

Consitalia sottolinea inoltre come, nonostante in molte procedure esecutive gli utenti abbiano fatto valere le proprie ragioni attraverso i loro legali, in alcuni tribunali – come quello di Catania – tali eccezioni spesso non trovano accoglimento, creando situazioni che destano forte preoccupazione.

Per questo motivo l’associazione afferma di aver già segnalato diversi casi anche al Consiglio Superiore della Magistratura, auspicando che l’orientamento giuridico espresso dal Tribunale di Palermo possa diventare un riferimento anche per altri uffici giudiziari, garantendo maggiore attenzione e rigore nella verifica della legittimazione delle società che agiscono per il recupero dei crediti.

Per Consitalia, la tutela dei cittadini e delle imprese passa anche da qui: trasparenza, rispetto delle regole processuali e piena dimostrazione dei diritti che si intendono far valere davanti ai giudici.

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