Dopo il passaggio del ciclone Harry e il dramma di Niscemi, dove centinaia di persone sono state sfollate per il rischio idrogeologico, cresce una domanda che rimbalza ovunque – nei social, nelle piazze, tra associazioni e categorie economiche:
È davvero solo colpa del maltempo?
L’opinione pubblica punta il dito
Una parte sempre più ampia dell’opinione pubblica individua responsabilità politiche a monte, legate a anni di mancata prevenzione, scarsa manutenzione del territorio e assenza di piani strutturali di messa in sicurezza.
Nel mirino finisce l’ex presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, oggi Ministro, fondatore del movimento politico “Diventerà Bellissima”, che ha guidato la Regione proprio negli anni in cui — secondo molti — si sarebbe dovuto intervenire in modo decisivo sul dissesto idrogeologico e sulla sicurezza costiera e portuale.
Secondo i cittadini più critici, i disastri di oggi non sarebbero eventi imprevedibili, ma il risultato di rischi noti da tempo, segnalati da tecnici, associazioni, comitati civici e perfino da atti ufficiali.
Il paradosso politico
C’è poi un elemento che accende ulteriormente il dibattito: Musumeci oggi ricopre un incarico ministeriale in un settore che, proprio alla luce dei cambiamenti climatici e dei disastri ambientali, assume un peso strategico enorme.
Eppure — sostengono i critici — proprio la Sicilia, la terra dove ha costruito la sua carriera politica, è ora teatro di emergenze ambientali diffuse, tra:
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frane e crolli in aree abitate
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porti danneggiati e imbarcazioni affondate
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lungomari ceduti
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territori costieri erosi
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comunità isolate o evacuate
Un quadro che porta molti a parlare di “fallimento della prevenzione”.
Consitalia: “Non basta parlare di calamità”
L’Associazione dei Consumatori d’Italia – Consitalia ha fatto sapere che sta esaminando documenti e segnalazioni per valutare se esistano profili di responsabilità legati a omissioni o mancate azioni preventive nel tempo.
«Non possiamo continuare ad attribuire tutto al ciclone o al destino – è il ragionamento che circola tra associazioni e cittadini –. Se i rischi erano conosciuti, qualcuno doveva intervenire prima.»
La richiesta: chiarimenti o passo indietro
Non si tratta, in questa fase, di accuse giudiziarie, ma di una richiesta politica e morale che sta prendendo forma:
👉 Chi ha governato negli anni in cui questi problemi erano noti deve spiegare cosa è stato fatto e cosa no.
👉 In mancanza di risposte convincenti, cresce tra i cittadini la richiesta di un passo indietro.
Per molti siciliani, il punto non è lo scontro politico, ma un principio semplice:
“Se il territorio crolla, qualcuno deve assumersi la responsabilità di ciò che non è stato fatto.”
La Sicilia oggi conta i danni.
Ma, insieme alle macerie, emergono anche anni di domande rimaste senza risposta.
