Vivere in una società democratica, è un Diritto umano e civile:Petizione a favore di Behnam Fanaeyan

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Vivere  in una società democratica, è un Diritto umano e civile:Petizione a favore di Behnam Fanaeyan

Behnam Fanaeyan, è un cittadino iraniano che vive in Italia dal 1979, anno in cui è costretto a lasciare la sua terra, per sfuggire alle persecuzioni messe in atto dal regime islamico dell’ayatollah Ruhollāh Khomeyní nei confronti degli oppositori politici e delle minoranze etniche e religiose all’indomani della cacciata dello scià Reza Pahlavī.
In Italia Behnam Fanaeyan svolge l’attività di imprenditore nel campo della fabbricazione e della vendita di tappeti persiani, valorizzando le tecniche tradizionali di lavorazione dei tessuti legate all’antica cultura persiana ed introducendo, inoltre, importanti innovazioni dl punto di vista della colorazione e della figurazione.
Purtroppo il signor Fanaeyan è oggetto di un ordine di arresto internazionale da parte delle autorità iraniane per presunta «appropriazione indebita e truffa» con contestuale richiesta di estradizione in Iran, notificato dai Carabinieri lo scorso 06 Giugno qui a Catania, città dove risiede dal 1980; la motivazione è la seguente: Esiste il fondato timore che il Signor Behnam Fanaeyan subisca nel proprio paese una persecuzione personale lesiva dei propri diritti e della propria vita:
1) sia per amore di fede, in quanto egli professa la religione bahá’í, oggetto di gravi persecuzioni in Iran;
2) sia per il concreto costante sostegno dato ai giovani iraniani che, fuggiti dall’Iran per ragioni politiche, religiose e culturali, grazie a lui hanno trovato in Italia la possibilità di studiare, di trovare occupazione e di realizzarsi come persone, come studenti e come artisti.
La Convenzione di Ginevra, all’articolo 1, sancisce che è rifugiato chi «temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di ritorsioni». Inoltre alle alle Autorità italiane viene chiesta l’applicazione,
dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra;
delle Direttive Europee sul riconoscimento dello status di rifugiato alle persone che necessitano di protezione internazionale per regioni politiche e per amore di fede;
dell’art. 10, c. 3, della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge».
Le idee progressiste della religione bahá’í sui diritti delle donne, sulla ricerca indipendente della verità e sull’educazione, che hanno suscitato la riprovazione e la reazione violenta del clero musulmano e del regime iraniano, hanno nutrito e continuano a nutrire gli ideali e le aspirazioni del signor Fanaeyan.
Per quest’uomo di libertà e di bellezza, vittima per amore di fede e di verità della perfidia e della violenza di uno Stato totalitario che calpesta ed umilia la dignità e la vita di uomini e di donne, chiediamo a tutti coloro cui sta a cuore la bellezza, la libertà e la dignità della vita umana di firmare questa petizione. Nella città etnea dove risiede, in questi decenni Behnam ha apportato cultura, costume e tradizioni attraverso eventi straordinari realizzati con successo. Nel 2016 a Taormina la mostra intitolata: “I grandi di Persia” presso la fondazione Mazzullo, accolse le opere di quattro giovani artisti persiani, Amir Sabet Azar, Vishka Sabet Azar, Rasta Safari e Haniye Reyhani. Curata e presentata da Vittorio Sgarbi, la mostra si ripeterà nel 2019 anche Padova, nelle sale del Palazzo della Ragione, nell’ambito del festival Babele a Nord-Est, sempre curata da Vittorio Sgarbi, per l’evento “La condizione della donna in Iran e altrove”.
Nel 2018 a Catania, a Palazzo Platamone, in occasione delle festività agatine, alla presenza del Capitolo della Curia e delle istituzioni della Città di Catania, avviene la cerimonia di consegna del dipinto “Diva Agatha”, realizzato dall’artista iraniana Rasta in onore della Martire Agata, Patrona di Catania. L’opera viene donata da Behnam Fanaeyan alla Città di Catania. Mosso da una fervente fede religiosa, Behnam Fanaeyan non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla comunità bahá’í presente in Italia, in continua trepidazione per la sorte dei 1350.000 membri della comunità bahá’í che, in Iran, formano la minoranza più numerosa del paese e che sono perseguitati dal fondamentalismo islamico che ispira l’azione politica del governo iraniano unicamente per odio religioso.

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