Nella Z.I. di Catania dopo l’avvio dei lavori il nulla. E intanto continuano le brutte figure a livello nazionale e aumentano i pericoli.”

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Nella Z.I. di Catania dopo l’avvio dei lavori il nulla. E intanto continuano le brutte figure a livello nazionale e aumentano i pericoli.”

 

“Quella della zona industriale di Catania è ormai diventata la storia di un infinito degrado, che si colloca tra la tragedia e la farsa.” E’ questo il commento amaro dei segretari provinciali delle federazioni catanesi Ugl metalmeccanici e chimici, rispettivamente Angelo Mazzeo e Carmelo Giuffrida che da tempo denunciano le pessime condizioni in cui si trova l’area produttiva della città di Catania. “Avevamo accolto con interesse e speranza l’avvio del cantiere nell’ottava strada, con tanto di conferenza stampa da parte degli amministratori comunali e presenza dei componenti della cabina di regia del “Patto per Catania”, ma a distanza di 15 giorni dobbiamo registrare il nulla. Gli operai ed i mezzi che avrebbero dovuto ridare dignità ad una delle più trafficate arterie della zona, dal giorno successivo, non si sono più visti, mentre sono rimasti i buchi frutto della rimozione di alcune essenze arboree cresciute spontaneamente sul ciglio della strada. Dalla soddisfazione siamo passati alla depressione perché confidavamo in un rapido evolversi degli interventi, ed invece abbiamo assistito all’ennesima passerella! Nel contempo come realtà metropolitana stiamo continuando ad inanellare figure indegne a livello nazionale e non solo, a causa del profondo stato di abbandono in cui versano tutte le strade di quella che dovrebbe essere una delle aree industriali più importanti d’Italia. L’ultima in ordine di tempo – raccontano i sindacalisti – è stata quella di venerdì scorso, quando un jersey posto su una grata pericolante, da alcune settimane, faceva bella mostra di se proprio davanti alla sede della Pfizer dove era in programma una conferenza con autorevoli relatori compreso il primo cittadino di Catania. Non possiamo nascondere la vergogna che abbiamo provato di fronte ad una simile immagine, così come non riusciamo più a contenere la forte paura che abbiamo per i molteplici pericoli che, ogni giorno, rendono un’incognita la vita delle migliaia di lavoratori che operano nella zona industriale. Soprattutto adesso che la stagione estiva è alle porte ed il rischio incendi è sempre più elevato e la vicenda della carenza idrica non è stata ancora risolta. Ci sentiamo traditi, perché confidavamo nel tanto atteso inizio di quei lavori che avrebbero già potuto garantire il minimo indispensabile di sicurezza e di decoro, quantomeno alla porzione di competenza comunale in attesa di un cenno da parte della Regione in relazione all’area Irsap, ed esprimiamo tutto lo sconforto e l’indignazione che sta provando chi lavora in quei luoghi dopo quest’ennesima presa in giro.”

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