Uil, brutti i dati della cassa integrazione a Catania

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Uil, brutti i dati della cassa integrazione a Catania

CATANIA – «Se il buongiorno si vede… dal primo bimestre di Cassa Integrazione, si può certo dire che a Catania stiamo messi male». Lo dichiara il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, commentando il Rapporto annuale Uil sulla Cassa Integrazione in Italia. Stando allo studio elaborato dal Servizio Politiche del Lavoro guidato dal segretario confederale Guglielmo Loy, nel periodo gennaio-febbraio 2017 le ore autorizzate di Cig – ordinaria, straordinaria e in deroga – hanno salvato 1873 posti di lavoro e superato “quota” 600 mila. Per l’esattezza, 636mila 935 contro le 396mila 575 registrate nello stesso periodo dello scorso anno.
«La deflagrazione della Cassa ordinaria, che schizza del 6138 per cento, è il dato-record più allarmante – commenta Parisi che aggiunge -. Questo aumento non si può soltanto spiegare con ragioni tecniche e burocratiche, legate a tempi di autorizzazione e nuove norme in materia di ammortizzatori sociali, ma rappresenta il segnale di un deciso aggravamento dello stato di salute dell’economia catanese. Rispetto al passato, molte più imprese stanno ricorrendo alla Cassa per affrontare situazioni di crisi. Anche la Cig straordinaria, d’altronde, ha realizzato un balzo in avanti doppiando le ore dello scorso anno con un incremento del 129,5 per cento. Il fatto, poi, che in Sicilia la Cigo sia mediamente lievitata del 316 per cento e la Cigs del 66.3, che in Italia le stesse percentuali si attestino al più 41.9 per la Ordinaria e al meno 55.2 per la Straordinaria, questo dimostra quanto profonde e gravi siano sofferenza e disagio a Catania».
«Solo la Cassa in deroga diminuisce – continua Fortunato Parisi – ma ciò è dovuto al fatto che questo ammortizzatore è ormai venuto meno per effetto del Jobs Act e “resiste” solo per effetto-trascinamento del 2016. Restiamo, intanto, in attesa di scoprire quale sia stato l’uso di un nuovo strumento, il Fondo di integrazione salariale-Fis, destinato alle aziende con più di 6 dipendenti che in passato non erano coperte dalla Cig ordinaria. Considerato quanto pesino medio-piccole imprese nel tessuto produttivo catanese, siamo davvero curiosi di conoscere quel dato. La Uil, con il segretario confederale Guglielmo Loy, ha già sollecitato l’Inps alla creazione di un osservatorio sul Fondo di integrazione per comprendere quante ore di questo ammortizzatore sociale sono state richieste e quanti lavoratori ne sono interessati».
Il Rapporto del Servizio nazionale Uil per le Politiche del Lavoro contiene anche i dati relativi al solo mese di febbraio 2017, nel confronto con il mese precedente: «A Catania – sottolinea il segretario della Uil etnea – le ore autorizzate di Cig in febbraio sono state 455 mila mentre in gennaio si erano attestate a 181 mila 190. Nel dettaglio, la Cigo cresce di oltre il 100 per cento e la Cigs supera il 192 per cento. Se si raffrontano questi numeri con le medie nazionali (più 29 per cento Cigo, più 13.2 Cigs), siamo di fronte a un’ulteriore dimostrazione di quanto siano fondate le preoccupazioni ripetutamente manifestate in questi anni dalla nostra organizzazione sindacale».
Parisi conclude: «Il Rapporto sulla Cassa integrazione rappresenta solo un riscontro a quanto amaramente constatiamo ogni giorno nelle sedi Uil, per le strade e nei luoghi di lavoro, svolgendo la nostra di attività di servizio a favore dei cittadini. Adesso, ancor più che in passato, siamo costretti a rivolgerci alle istituzioni politiche e urlare: “Fate presto”. Noi siamo sempre pronti a scommetterci su idee e pratiche di sviluppo, di contrasto alla disperazione, ma i sindacati non possono certo contenere da soli la piena del fiume. Si volti pagina, sbloccando incompiute e strumenti urbanistici. Non ne possiamo più di sentir parlare sempre e unicamente di possibili candidati per questa o quella poltrona, di ambizioni personali che nascono e muoiono all’interno dei Palazzi».

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