Migranti: due manifestazioni per ricordare i morti del Mediterraneo

Home Cronaca Migranti: due manifestazioni per ricordare i morti del Mediterraneo
Migranti: due manifestazioni per ricordare i morti del Mediterraneo

CATANIA – Immigrazione, accoglienza e convivenza tra i popoli sono stati gli argomenti al centro di due incontri organizzati dall’Amministrazione in occasione della “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”. In mattinata, nel Palazzo della Cultura, coordinata dall’Ufficio Attività parascolastiche della Direzione Pubblica istruzione si è svolto un appuntamento articolato in diversi momenti con video, performance teatrali, musicali e artistiche curate dagli studenti per tramandare le storie di coloro i quali hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il nostro Paese, sfuggendo a guerre, persecuzioni e miseria.
Nel pomeriggio, nell’aula consiliare del Municipio si è svolta una manifestazione alla quale sono intervenuti con le loro testimonianze il contrammiraglio Nunzio Martello, comandante della Capitaneria di Porto di Catania che ha presentato anche un video sull’attività quotidiana di accoglienza, il vicario episcopale per la Cultura mons. Gaetano Zito, il vicepresidente della Comunità islamica di Sicilia Ismail Bouchnafa e le associazioni di volontariato impegnate nelle attività di accoglienza ai migranti.
A entrambe le iniziative erano presenti, con il sindaco di Catania Enzo Bianco, la presidente del Consiglio comunale Francesca Raciti e gli assessori Valentina Scialfa, Marco Consoli, Angelo Villari e Rosario D’Agata. Quest’ultimo, promotore dell’iniziativa del pomeriggio, ha ricordato come oggi si celebri la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita il 16 marzo scorso con un’apposita legge.
«La data – ha detto – è stata scelta poiché il 3 ottobre 2013 si è verificata una delle più gravi stragi di migranti: nel Canale di Sicilia, a largo delle coste dell’isola di Lampedusa, un barcone salpato dal porto di Misurata, in Libia, è affondato provocando la morte di 386 persone. La nostra Amministrazione ha voluto dunque organizzare una giornata di riflessione su questi temi».
Il Sindaco ha sottolineato da una parte la sottovalutazione iniziale del problema e dall’altra «l’atteggiamento umanitario straordinario del nostro Paese» grazie al quale sono state salvate, nel Mediterraneo, centinaia di migliaia di persone.
«Dovete essere orgogliosi di Catania – ha detto Bianco ai ragazzi delle scuole -, perché la nostra città ha mille problemi, ma in questi anni per ciò che ha fatto , per la sua generosità nei confronti di coloro i quali si trovavano in condizione di sofferenza, ha guadagnato rispetto e considerazione non soltanto in Italia ma in tutt’Europa».
Il Sindaco ha ricordato l’incontro con migranti, intere famiglie, provenienti dalla Siria, dall’Eritrea, dalla Somalia, dall’Africa sub-Sahariana. Ha ricordato i funerali interreligiosi, parlando del mausoleo dedicato ai migranti morti del cimitero di Catania, dove i cittadini non mancano mai di lasciare dei fiori. Ha ricordato infine l’istituzione da parte del Consiglio comunale, dove siede un rappresentante dei cittadini non comunitari, di un registro di “Catanesi per nascita”.
Nel Palazzo della Cultura – nell’auditorium Concetto Marchesi gremito in ogni ordine di posti – a presentare i lavori tematici realizzati dalle scuole Diaz-Manzoni, Fontanarossa, Parini e Pestalozzi, alla presenza del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di Catania Emilio Grasso, sono stati i dirigenti e i docenti di ciascun istituto.
«La manifestazione – ha spiegato l’assessore Scialfa – è stata caratterizzata dalla proiezione di un video con interviste degli allievi della scuola Diaz-Manzoni che hanno presentato anche una canzone. La Pestalozzi ha proposto invece un monologo tratto dallo spettacolo teatrale ‘E la pace verrà’ con filmati e musiche, mentre gli studenti della Fontanarossa e del Cpia (Centro provinciale istruzione adulti) Catania 1 hanno mostrato un grande dipinto su tela realizzato nell’ambito delle attività del Polo Catanese di educazione interculturale».

Condividilo:

Lascia un commento