Ma ‘cchi iè stu ciauru di muttadella? … … Ficarra e Picone nel programma della Sala Harpago

“Ma ‘cchi ià stu ciauru di muttadella? mi chiedeva un’anziana signora che attraversava la strada nei pressi di via Vittorio Emanuele 67 a Catania, “ma cchi sacciu” le ho risposto; “veni ro putticatu fa lei, chi cc’è u depositu ra muttadella”? Entriamo incuriositi e l’odore si fa sempre più forte fino al disvelamento finale: nella sala Harpago si stava svolgendo la conferenza stampa di presentazione del cartellone 2019 – 2020 della compagnia del Gattoblù! Uno spettacolo al limite dell’O Sceno! Gino Astorina, Francesca Agate, Nuccio Morabito e Luciano Messina   con le mani impastate di mortadella descrivevano ai cento giornalisti presenti, che non potevano prendere appunti per via della mani occupate da mafalde fumanti di mortadella, ma avevano i volti sereni e gli occhi puntati sulle parole di Gino Astorina, che spargeva sulla prima fila molliche e fili di mortadella ad ogni labiale.

La signora accanto a me sviene di colpo con un gemito sussurrando: “cchi ciauru!”, Gino accorre e mortadella alla mano la passa sulle narici della signora che rinviene e lo morde sul dito pensando che non volesse lasciarle la mortadella. Gino con un salto all’indietro grida: “Signoraa! Mi lassassi u itu, cinnè ottu chila dabbanna!”. Di contro la Signora: “Aiai, a cipudda mi pistaauuu! …Vi dico uno scompiglio degno dei gattiblù.

Ritornata la calma, il serafico Gino Astorina ci informa che fuori cartellone ci saranno pure FICARRA E PICONE . “Gli amatissimi attori e registi, lasciate per un po’ le scrivanie di “Striscia la notizia”, torneranno a teatro scegliendo proprio  Catania e la Sala Harpago per portare in scena a marzo prossimo lo spettacolo nuovo di zecca”, continua Gino, “Si tratta di un omaggio e un riconoscimento proprio a un teatro che fra i primi, ospitò la giovane coppia palermitana ai più ancora sconosciuta. “Un luogo che oggi è diventato un pezzo della memoria della città“.

Al sentire la bella notizia alla signora di prima ci vinni u trimulizzu dalla gioia e ci iu na muddica ‘ndo cannarozzu fausu. Prontamente le viene praticata una manovra lips to lips del medico Luciano Messina e si riprende. Rinvenuta professa il suo amore per il medico e ascolta in silenzio l’elencazione di un cartellone fatto con la ‘nnocca!, dal titolo “Venti di Prima”, sotto la “responsabilità artistica” proprio di Gino Astorina, che si preannuncia dunque già ricca di novità e vedrà salire per primi sul palco i padroni di casa della sala Harpago, gli attori del Gattoblu che porteranno in scena dal 24 ottobre al 3 novembre il nuovo spettacolo autobiografico dal titolo “Quattro Gatti”.  In cartellone, dal 21 novembre all’1 dicembre, sarà la volta dell’attore Dario Cassini, già protagonista di “Zelig”, “Colorado cafè” e del “Maurizio Costanzo Show” che torna a Catania, con uno spettacolo inedito, mentre dal 23 gennaio al 2 febbraio del prossimo anno l’attore romano Alessandro Di Carlo divertirà il pubblico catanese con le sue famose dissertazioni mostrandosi al suo pubblico come un folletto capace di regalare tanta allegria, sogni e divertimento. Reduce dal debutto sul grande schermo con il film “TuttApposto”, girato tra Catania e Acireale, l’attore palermitano Roberto Lipari, della scuderia di Salvo Ficarra e Valentino Picone, sarà protagonista dal 13 al 23 febbraio con i suoi esilaranti monologhi. Chiuderà la rassegna, con uno spettacolo in scena dal 16 al 26 aprile, ancora una volta la scuderia al completo del Gattoblu che diventerà l’occasione per celebrare insieme con il pubblico i trent’anni di passione e impegno. Consuetudine conclamata nel fuori abbonamento delle Officine Gattoblu la musica di Francois e le Coccinelle e gli stand- up degli ospiti d’onore che si alterneranno fino a febbraio; nello spazio della Sala Harpago dedicato alle Officine, dal 14 al 17 novembre, Marta e Gianluca, dal 9 al 12 gennaio, Giovanni Cacioppo e dal 27 febbraio al 1 marzo, Maria Pia Timo.

Alla Fine il collettivo Gattoblù ha annunciato prossimamente una no stop di 30 ore di fruizione della Sala Harpago da parte della cittadinanza e delle eccellenze catanesi e no, per assistere a diverse performance di artisti  catanesi illustri, in una Agorà di classiche reminiscenze per il bene di Catania e di tutta l’Umanità. Nell’udire ciò, la Signora sussulta “illagrimata speme” fra gli applausi dei giornalisti sempre più numerosi, attirati dall’odore olimpico delle mortadella e ci dice a Gino con tono tribunizio: “su non mi fa truvari a muttadella no ‘mmegnu!

Matteo Licari Autore
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