Da un sondaggio C.S.I.L i tempi di attesa per gli anziani sono ancora troppo lunghi

Un’ora scarsa per un codice rosso al pronto soccorso del Vittorio Emanuele, prima della sua chiusura; un’ora e mezza per un codice rosso al Cannizzaro; sale d’attesa “buone” solo per il 12 per cento dei pazienti.Sono alcune delle risposte fornite dai 1.792 pazienti intervistati con un questionario dalla Fnp pensionati Cisl di Catania, distribuito nei pronto soccorso cittadini e della provincia, tra i mesi di luglio e ottobre 2018. Una attenta analisi sullo stato di salute della sanità catanese in rapporto all’offerta dei servizi nel territorio.

I risultati dell’indagine sono stati resi noti, oggi, nel corso del consiglio generale del sindacato dei pensionati iscritti alla Cisl di Catania, alla presenza della segretaria nazionale Fnp Cisl Patrizia Volponi. Con lei anche Mimmo Milazzo, segretario generale Cisl Sicilia; Alfio Giulio, segretario generale Fnp Cisl Sicilia; Maurizio Attanasio, segretario generale Cisl Catania.

L’indagine è stata condotta nei pronto soccorso degli ospedali cittadini Vittorio Emanuele (prima della chiusura), Garibaldi e Cannizzaro; nei presidi ospedalieri di Acireale, Biancavilla, Bronte, Caltagirone e Paternò. Ai pazienti è stato somministrato un questionario in forma anonima, grazie alla collaborazione dei coordinatori per la sicurezza dei Pensionati CISL di Catania, dei segretari comunali Fnp e di alcuni circoli dell’ANTEAS Catania, l’associazione di volontariato promossa dalla Fnp.

In seguito a numerose lamentele, spesso gravi come calvari, registrati nei Pronto Soccorso della provincia, soprattutto nel periodo estivo, e per le lunghe liste di attesa per visite specialistiche o diagnosi strumentali, – spiega Marco Lombardo, segretario generale della Fnp Cisl catanese – abbiamo ritenuto necessario elaborare un’indagine conoscitiva che riflettesse la realtà del servizio sanitario nel nostro territorio.«I dati della ricerca sono indicativi – sottolinea ancora Lombardo – ma rappresentano la mappatura di una sanità locale con delle falle che devono essere urgentemente risanate. Ci preoccupa la sensazione che alcune di esse pare tendano a penalizzare la sanità pubblica a favore della privata».

La media di tutti i pronto soccorso evidenzia un tempo d’attesa negativo per un “codice rosso” di 1 ora e 11 minuti, dato che deve essere molto migliorato riducendosi a un’attesa inferiore a 20/30 minuti. Gli altri indici di attesa sono ancora più negativi, con una soglia di insoddisfazione che cresce passando dal “codice giallo” al “codice bianco”. Le lunghe attese in p.s. sono dovute quasi esclusivamente a carenza di personale medico e infermieristico e alla mancanza di filtro tra p.s. e reparti di degenza.

«Purtroppo l’apertura del pronto soccorso del Policlinico, pur se positiva, ma con la contemporanea chiusura di quello del Vittorio Emanuele – lamenta Lombardo – ha creato uno squilibrio per la parte sud della città, sovraccaricaricando le emergenze del Garibaldi centro e dello stesso Policlinico. Ecco perché si rende urgente l’apertura dell’ospedale San Marco».

Anche per Attanasio l’apertura del San Marco è una priorità. «L’ospedale finora è costato circa 400 milioni di euro – sottolinea il numero uno della Cisl etnea – di cui 190 da fondi europei che dovranno essere restituiti se non si inaugura entro il prossimo mese di marzo 2019. Ma lo studio della Fnp conferma che nella sanità catanese c’è più di un problema e non solo organizzativo. Ancora oggi, ad esempio, per una gastroscopia interna, un ricoverato attende anche 10 giorni, con un costo giornaliero di degenza che si aggira sui 500 euro. Consegneremo all’assessore Razza questa indagine perché ne tragga le dovute conclusioni»

Sulla qualità delle sale d’attesa di tutti i pronto soccorso di Catania e provincia, solo il 12,5 per cento degli intervistati esprime un giudizio “buono”. Scarsa è la conoscenza dei PTA, i presidi territoriali di assistenza, che se ben funzionanti alleggerirebbero il lavoro dei pronto soccorso: appena il 27 per cento degli intervistati li conosce; il rimanente 73 per cento non ne ha sentito parlare.

«È un dato – afferma Lombardo – che dimostra come occorra una maggiore pubblicità dei PTA, che costituiscono l’avamposto degli ospedali, e per quelli che sono attivi una implementazione dei servizi offerti, così da limitare l’accesso ai p.s. per patologie non d’emergenza».

Infine, la maggior parte degli intervistati (oltre il 94%) ritiene necessario creare un “Codice Argento” per pazienti anziani e persone fragili, con visita diretta al reparto Geriatria per effettuare alcuni esami e accertamenti che possano constatare la gravità del paziente. In Italia, il codice è già attivo in Veneto, Toscana e Lazio. In Sicilia, è già stato programmato ma non ancora funzionante.

 

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