CONSITALIA: «QUANDO LE ISTITUZIONI HANNO IL CORAGGIO DI INDAGARE ANCHE AL PROPRIO INTERNO, VINCONO I CITTADINI. ORA PIENA LUCE ANCHE SULLE DENUNCE RELATIVE ALLE ASTE GIUDIZIARIE IN SICILIA»
CATANIA – Quindici anni e tre mesi di reclusione.
È la pena richiesta dalla Procura generale di Potenza nei confronti dell’ex magistrato Michele Nardi, nell’ambito del processo d’appello relativo al presunto sistema di sentenze e procedimenti giudiziari pilotati al Tribunale di Trani.
Una vicenda giudiziaria che, indipendentemente dall’esito definitivo del processo e nel pieno rispetto delle garanzie riconosciute agli imputati, pone ancora una volta una questione fondamentale: la fiducia dei cittadini nella capacità della giustizia di controllare anche se stessa.
L’associazione dei consumatori Consitalia, attraverso il proprio Sportello Difesa del Consumatore, esprime apprezzamento per il lavoro di quei magistrati, investigatori e appartenenti alle forze dell’ordine che hanno consentito di portare davanti a un giudice fatti di tale gravità.
«Quando emergono ipotesi di condizionamento della funzione giudiziaria – sottolinea Consitalia – non viene colpita soltanto la singola persona che si ritiene danneggiata. Viene messa in discussione la fiducia di un’intera comunità nella giustizia. Proprio per questo accertare i fatti senza timori, privilegi o zone d’ombra rappresenta innanzitutto una forma di tutela della parte sana e largamente maggioritaria della magistratura».
IL CASO TRANI E IL SEGNALE CHE ARRIVA AI CITTADINI
Secondo quanto emerso nel processo, l’impianto accusatorio riguarda presunti favori giudiziari concessi all’imprenditore Flavio D’Introno attraverso una rete nella quale, secondo l’accusa, sarebbero entrati in gioco magistrati, avvocati, appartenenti alle forze dell’ordine e intermediari, con utilità che avrebbero compreso denaro e regali.
Si tratta di accuse sottoposte al vaglio della magistratura e sulle quali dovrà pronunciarsi la Corte d’appello di Potenza.
Per Consitalia il punto istituzionale è però evidente: nessuna funzione pubblica può essere considerata sottratta ai controlli previsti dall’ordinamento.
Ed è proprio partendo da questo principio che l’associazione torna a richiamare l’attenzione sulle numerose segnalazioni che cittadini e utenti stanno portando allo Sportello Difesa del Consumatore riguardo al settore delle esecuzioni immobiliari e delle aste giudiziarie in Sicilia, con particolare attenzione ai territori di Catania, Siracusa e Messina.
ASTE DESERTE, ANNI DI ATTESA E IMMOBILI VENDUTI A PREZZI FORTEMENTE RIBASSATI
Le vicende segnalate a Consitalia presenterebbero, secondo quanto riferito dagli utenti, alcuni elementi ricorrenti che l’associazione ritiene meritevoli di approfondimento da parte degli organi competenti.
Si parla di procedure esecutive protrattesi per molti anni, successioni di aste andate deserte, progressiva riduzione del prezzo degli immobili, vendite intervenute dopo lunghi periodi di tempo e contestazioni riguardanti perizie, valutazioni, attività dei professionisti delegati, custodi e altri soggetti coinvolti nelle procedure.
In alcuni casi gli utenti segnalano inoltre la ricorrenza di determinati operatori economici o professionali.
Consitalia non formula sentenze e non attribuisce responsabilità penali a nessuno. Chiede però che questi elementi, quando denunciati in maniera circostanziata e accompagnati da documentazione, vengano verificati fino in fondo.
Un’asta deserta non costituisce di per sé un’anomalia. Una vendita a prezzo ribassato può essere conseguenza dei meccanismi previsti dalla legge. Una procedura lunga non dimostra automaticamente l’esistenza di un illecito.
Ma quando un cittadino segnala una concatenazione di circostanze che ritiene anomala, secondo Consitalia la risposta dello Stato deve essere una sola: controllare i documenti, ricostruire i passaggi e stabilire con chiarezza se tutto si sia svolto nel rispetto della legge.
«I CITTADINI DENUNCIANO DI NON RIUSCIRE AD ARRIVARE ALL’ACCERTAMENTO DEI FATTI»
È soprattutto su questo punto che Consitalia intende accendere i riflettori.
Diversi utenti che si sono rivolti allo Sportello Difesa del Consumatore lamentano infatti di avere presentato esposti e denunce senza percepire, a loro giudizio, un’effettiva ricostruzione complessiva delle vicende segnalate.
Alcuni parlano di richieste di archiviazione; altri contestano la mancata acquisizione di documenti che ritengono decisivi; altri ancora sostengono che le singole anomalie siano state esaminate separatamente, senza verificare l’eventuale esistenza di collegamenti tra procedure, professionisti e soggetti aggiudicatari.
Sono contestazioni provenienti dagli interessati che devono essere verificate, non fatti che Consitalia intende dare per acquisiti.
Ed è proprio questo il punto.
«Non vogliamo sostituirci alla magistratura – evidenzia l’associazione – ma chiediamo alla magistratura di utilizzare tutti gli strumenti che l’ordinamento le attribuisce per verificare ciò che i cittadini denunciano».
CONSITALIA: «SUPERARE LA CULTURA DELL’ARCHIVIAZIONE PERCEPITA COME AUTOMATICA»
Particolarmente delicata è la questione delle archiviazioni.
Consitalia raccoglie il disagio di cittadini che affermano di sentirsi impotenti quando, dopo avere prodotto documenti e segnalato circostanze che reputano gravi, vedono concludersi il procedimento senza che, a loro giudizio, siano stati compiuti tutti gli approfondimenti richiesti.
L’associazione non mette in discussione il fatto che l’archiviazione costituisca uno strumento fisiologico e indispensabile del procedimento penale quando non esistono gli elementi per sostenere un’accusa.
Ciò che chiede è diverso: quando le denunce riguardano il funzionamento della stessa macchina giudiziaria, la trasparenza degli accertamenti assume un valore ancora maggiore.
Per questo Consitalia auspica che ogni segnalazione documentata relativa alle procedure esecutive venga valutata nel merito, acquisendo ove necessario i fascicoli delle procedure, le perizie di stima, la cronologia delle aste, i ribassi, i verbali di vendita, gli incarichi conferiti ai professionisti, le aggiudicazioni e ogni altro elemento utile a ricostruire l’intera vicenda.
DA TRANI ALLA SICILIA: NON GENERALIZZARE, MA NON AVERE PAURA DI CONTROLLARE
Il caso giudiziario di Trani non può essere automaticamente sovrapposto alle vicende denunciate in Sicilia.
Sarebbe scorretto farlo.
Ma quella vicenda dimostra un principio molto più importante: anche quando una denuncia investe persone appartenenti o vicine al sistema giudiziario, lo Stato dispone degli strumenti per accertare i fatti.
Ed è esattamente questo che Consitalia chiede per le segnalazioni ricevute a Catania, Siracusa e Messina.
Nessuna caccia alle streghe.
Nessuna condanna preventiva di magistrati, avvocati, custodi, delegati alle vendite, consulenti o aggiudicatari.
Ma neppure zone franche.
«LA MIGLIORE DIFESA DELLA MAGISTRATURA È FARE PIENA LUCE»
Consitalia ritiene che le eventuali condotte illecite di singoli soggetti non debbano essere utilizzate per delegittimare indiscriminatamente l’intero ordine giudiziario.
Al contrario.
Fare piena luce su eventuali irregolarità significa tutelare proprio i magistrati, gli avvocati, i professionisti e gli appartenenti alle forze dell’ordine che ogni giorno svolgono correttamente il proprio lavoro.
Per questo l’associazione esprime apprezzamento verso coloro che, nell’ambito della vicenda giudiziaria di Trani, hanno svolto e continuano a svolgere il proprio compito istituzionale senza fermarsi davanti alla delicatezza delle persone o delle funzioni coinvolte.
Ed è lo stesso rigore che Consitalia auspica venga applicato alle denunce provenienti dai cittadini siciliani.
L’APPELLO DI CONSITALIA
Lo Sportello Difesa del Consumatore di Consitalia continuerà a raccogliere documenti, testimonianze e segnalazioni riguardanti procedure esecutive e aste giudiziarie contestate dagli utenti.
L’obiettivo dichiarato non è quello di affermare anticipatamente l’esistenza di un sistema illecito, ma di chiedere alle autorità competenti di verificare se i singoli episodi denunciati siano indipendenti oppure se emergano eventuali elementi ricorrenti meritevoli di ulteriori approfondimenti.
«La giustizia – conclude Consitalia – acquista forza quando è capace di controllare se stessa. Il cittadino che denuncia deve sapere che i documenti saranno letti, i fatti verificati e le eventuali responsabilità accertate senza guardare al ruolo, alla professione o alla posizione di chiunque possa essere coinvolto. È questa la risposta che chiediamo anche per Catania, Siracusa e Messina».
