CONSITALIA: “ESPERTO DEL SINDACO? IL DEJÀ-VU DELLA POLITICA CATANESE” L’associazione dei consumatori attacca sul caso La Greca: “Altro che rinnovamento: sembra il ritorno della Prima Repubblica in versione deluxe”

CONSITALIA: “ESPERTO DEL SINDACO? IL DEJÀ-VU DELLA POLITICA CATANESE” L’associazione dei consumatori attacca sul caso La Greca:  “Altro che rinnovamento: sembra il ritorno della Prima Repubblica in versione deluxe”

Catania – Consitalia – Sportello Difesa del Cittadino interviene con durezza – e con una buona dose di ironia – sull’interrogazione presentata in Consiglio comunale riguardo al recente conferimento dell’incarico di “Esperto del Sindaco in materia di pianificazione urbanistica e territoriale” all’ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica, prof. Paolo La Greca, dimessosi solo poche settimane prima per “sopravvenuti impegni accademici”.

Una vicenda che, secondo l’associazione, “se non fosse reale, sembrerebbe scritta da un nostalgico sceneggiatore della Prima Repubblica”.


🔍 Il caso: dimissioni, avviso pubblico e ritorno in scena

I fatti sono chiari:

  • il professore si dimette dall’incarico politico per mancanza di tempo;

  • il Comune pubblica un avviso per un “esperto estraneo all’amministrazione”;

  • pochi mesi dopo, magicamente, il nome dell’ex assessore ricompare proprio per quel ruolo;

  • compenso previsto: € 25.700,81 per 12 mesi;

  • funzione principale: supporto nella redazione del PUG.

Una sequenza “perfetta”, commenta Consitalia, “che neanche nel Manuale Cencelli – Edizione Aggiornata per gli Appassionati di Urbanistica si sarebbe potuta orchestrare meglio”.


📌 Il nodo del conflitto e della continuità

L’interrogazione depositata in Consiglio comunale solleva molte questioni giuridiche, tra cui:

  • il rispetto del D.Lgs. 39/2013 sul divieto di incarichi a ex membri di giunta;

  • la possibile “continuità funzionale” con il ruolo politico precedente, ricordata anche dalla Corte dei Conti;

  • il principio di “estraneità all’amministrazione” prescritto dall’avviso pubblico;

  • la necessità di dimostrare l’indispensabilità dell’incarico esterno e l’assenza di professionalità interne.

Insomma, non dettagli di contorno: punti che decidono la legittimità stessa dell’affidamento.


🎯 Consitalia: “Domande semplici, risposte speriamo non fantasiose”

L’associazione pone alcune domande nette:

  • È normale che un ex assessore, dimessosi da poche settimane, rientri dalla porta principale con un incarico retribuito sullo stesso settore?

  • È effettivamente un soggetto “estraneo all’amministrazione”, come richiede l’avviso?

  • Quante candidature sono arrivate e perché proprio questa?

  • Perché non sono bastate le competenze interne? Esiste un atto che lo dimostra?


🗣️ “Il Sindaco? Un politico moderno… con nostalgie vintage”

Consitalia non nasconde il suo stupore – condito da un filo di sarcasmo – verso il comportamento dell’amministrazione comunale.

In particolare, l’associazione si interroga su alcune dichiarazioni del Sindaco in aula, secondo cui l’ex assessore “avrebbe anche potuto chiedere qualcosa in più”.

Per Consitalia, “quando un avviso pubblico viene descritto come se fosse un buffet dove ognuno può scegliere la portata preferita, forse qualcosa non quadra”.

E aggiunge:
“Si aveva grande fiducia nel nome e nella storia politica del Sindaco, ma certe dinamiche ricordano più i metodi d’antan che la buona amministrazione del XXI secolo.”


⚠️ “Rischio di crollo politico? Non lo diciamo noi, lo dice la città”

Secondo l’associazione, parte dei cittadini già percepisce un clima di disillusione:
“Si sente dire in giro che alle prossime elezioni qualcuno potrebbe pagare caro queste scelte, e non parliamo certo di spiccioli”.

Consitalia sottolinea che non spetta a lei fare previsioni, ma rilevare un dato:
“Quando i cittadini iniziano a parlare di politica come se fosse un supermercato dove ognuno prende ciò che è consentito prendere, forse l’amministrazione dovrebbe farsi qualche domanda seria.”


🧭 La conclusione di Consitalia

“Chiediamo trasparenza, chiarezza e rispetto delle norme.
Nulla di rivoluzionario. Solo ciò che ogni cittadino – e ogni città – merita.”

E con una punta finale di ironia:
“Se davvero volevano innovare, potevano almeno evitare il remake di un film politico già visto troppe volte.”

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