Papa Leone XIV: gli auguri del Presidente Mattarella e la conferma di un pontificato che guarda al Sud del mondo Il nostro giornale l’aveva previsto: il nuovo Papa non sarebbe stato italiano

Papa Leone XIV: gli auguri del Presidente Mattarella e la conferma di un pontificato che guarda al Sud del mondo Il nostro giornale l’aveva previsto: il nuovo Papa non sarebbe stato italiano

Con una lettera intrisa di rispetto, speranza e solidarietà, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indirizzato i suoi auguri a Sua Santità Papa Leone XIV, eletto al soglio pontificio dopo la scomparsa di Papa Francesco. Un passaggio epocale, accolto con emozione dai fedeli di tutto il mondo e con particolare intensità dal popolo italiano, che si è stretto intorno alla memoria del predecessore e ora guarda con fiducia al nuovo inizio.

Il Presidente Mattarella ha espresso, anche a nome dell’intera Nazione, i “più fervidi auguri per un lungo e fecondo pontificato”, riconoscendo nella figura del nuovo Pontefice un faro di continuità con l’attenzione verso i poveri, i dimenticati e le periferie esistenziali che aveva caratterizzato il pontificato di Francesco. “Sono certo – ha scritto – che la lunga esperienza nel sud del mondo che Vostra Santità ha maturato anche in veste di missionario manterrà acceso quel faro”.

In un momento storico segnato da guerre e crisi globali, Mattarella ha riaffermato l’impegno dell’Italia per un rapporto saldo e proficuo con la Santa Sede, fondato su valori comuni come la pace, la dignità umana e la libertà.

Ma oltre al contenuto istituzionale, l’elezione di Papa Leone XIV conferma anche una tendenza che il nostro giornale aveva già anticipato alla vigilia del Conclave: non sarebbe stato un italiano a salire al soglio di Pietro. Nonostante le voci su alcuni cardinali italiani di primo piano, i segnali erano chiari – il vento della Chiesa soffiava altrove, verso realtà dove la fede è più vissuta che teorizzata, dove il Vangelo si tocca con mano nel servizio quotidiano agli ultimi.

Il nome di Leone XIV, ancora poco noto al grande pubblico fino a pochi giorni fa, è ora destinato a segnare un’epoca. La sua elezione, proveniente da contesti missionari e da una Chiesa in uscita, rappresenta un richiamo profondo alla responsabilità universale della fede cristiana e alla necessità di una Chiesa globale, vicina a tutti, ma soprattutto a chi soffre.

Come avevamo scritto, non sarebbe stato un papa italiano – e non perché manchino le figure, ma perché lo Spirito, oggi più che mai, parla le lingue del mondo intero.

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