Debora Bernardi: non dimentichiamo chi e cosa hanno reso grande il Teatro Stabile di Catania

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Debora Bernardi: non dimentichiamo chi e cosa hanno reso grande il Teatro Stabile di Catania

<<Carissima Direttrice, Laura Sicignano.
E il “Carissima” e’ formale, dato che non la conosco, e solo perché non mi ha mai voluta incontrare, magari lo è pure carissima, ma io purtroppo non lo posso dire per esperienza personale, ma lo posso scrivere solo formalmente.
Ma torniamo all’ oggetto della lettera.
Qualche giorno fa, leggendo un articolo sul Corriere della Sera, – dove lei Sig.ra Sicignano, Direttrice del Teatro Stabile di Catania ha rilasciato un’ intervista -, mi è arrivato uno schiaffo, simbolico ovviamente, ma pur sempre doloroso. Ha presente quegli schiaffi che ti fanno fare quattro passi indietro e ti lasciano intontiti per qualche minuto? Ebbene l’effetto è stato quello e mi sono chiesta il perché.
Quale sia la storia, gloriosa, del Teatro Stabile di Catania molti di noi la conoscono, e ci sono personaggi più illustri e competenti di me che gliela possono raccontare. Io voglio invece parlarle della mia esperienza, cioè di quello che il Teatro Stabile ha fatto per me.
Mi limiterò a parlare delle donne, dato che a lei, giustamente, questo argomento la tocca da vicino, come a tutte noi del resto. Voglio parlare delle Attrici che hanno reso grande questo Teatro: IDA CARRARA, MARIA TOLU, FRANCA MANETTI, FIORETTA MARI, MARIELLA LO GIUDICE, ANNA MALVICA, ILEANA RIGANO, GUIA JELO, NELLINA LAGANA’ E TANTE ALTRE…
Quando ero giovane, (e per giovane intendo una giovane attrice alle prime armi), ho avuto la fortuna di lavorare con Direttori artistici che sapevano quanto fosse importante per una giovane attrice lavorare insieme a queste grandi Signore del teatro. Ricordo che mio padre Romano Bernardi, quando per la prima volta ebbi l’occasione di lavorare con la Signora Carrara, mi disse: “Debora stai sempre in quinta, non solo durante le prove ma anche durante tutti gli spettacoli, e “ruba” ogni parola, ogni pausa, ogni gesto, ogni respiro che Ida fa sul palcoscenico.”
Quanto aveva ragione! E negli anni a seguire questo è stato il mio motto, se cosi si può dire, perché questo, Direttrice Sicignano è un mestiere che si “ruba”. Da allora non ho mai smesso di rubare a queste grandi attrici: ho cercato di rubare la loro esperienza, osservandole, studiandole, amandole piu che potevo. E loro mi hanno dato tanto…
Oggi ringrazio queste Attrici, questi grandi donne, perché condividendo con me le tavole del palcoscenico hanno condiviso anche ansie e paure, gioie e soddisfazioni e grazie a questo, con alcune di loro, è nata una grande amicizia che neanche la morte può cancellare.
Generosamente hanno condiviso con me piccina la loro Arte. Tutto ciò mi ha insegnato che non esiste vecchio e nuovo, non esistono giovani o vecchi, ma il Teatro è proprio il luogo dello scambio di esperienze generazionali e dove tutto questo arricchisce; diversamente, Dottoressa Sicignano, ci si impoverisce… Per ciò, cara Direttrice, mi è arrivato lo schiaffo, perché definire “registri artistici fermi agli anni 50” il lavoro di tutta una vita, fa male come uno schiaffo.
E alla mia domanda “perché?”, ancora non ho dato una risposta, resta solo il dolore.
Infine, Carissima Direttrice, io non sono Siciliana ma amo questa terra profondamente, e con essa anche il suo popolo, pieno di contraddizioni, ma grande proprio per questo e le affermazioni “chiacchieroni e cerimonieri” non avrebbe dovuto farle perché risultano riduttive e stereotipate e lontane dal rendere giustizia a chi lo merita, dal momento che. come diceva Goethe “L’ Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto.”>>
Cordiali Saluti
Debora Bernardi

 

Ph di Vincenzo Graziano

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