La “Messa Arcaica” di Franco Battiato al Teatro Greco Romano

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La “Messa Arcaica” di Franco Battiato al Teatro Greco Romano

CATANIA – Franco Battiato torna, per una serata eccezionale che si terrà al Teatro Greco Romano di Catania il 17 settembre alle ore 21, su una delle sue creazioni musicali più intense, la “Messa Arcaica”, alla quale abbinerà, nella seconda parte del concerto, le più belle canzoni del suo repertorio.
Battiato si esibirà insieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Massimo Bellini. Si tratta di un atteso, autentico evento che chiude la lunga e ricca stagione estiva programmata al Teatro Greco Romano di Catania proprio dal Teatro Massimo Bellini: un cartellone aperto in giugno con le tre entusiasmanti serate di Carmen Consoli e proseguito con i concerti sinfonici e l’applaudito allestimento della “Tosca” di Puccini. Per finire con la performance del compositore e cantautore etno, che da decenni domina la scena internazionale.
Composizione per soli, coro e orchestra, “Messa Arcaica” è stata pubblicata originariamente su album nel 1994 dopo essere stata rappresentata l’anno precedente in due occasioni, un’anteprima nella Chiesa di S. Bernardino a L’Aquila e una prima ufficiale ad Assisi nella Basilica di San Francesco, in occasione della giornata mondiale della pace. Nonostante negli anni siano seguite altre rappresentazioni, “Messa Arcaica” rimane un momento molto particolare della produzione dell’artista catanese. Divisa nelle partizioni canoniche (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei), è probabilmente l’opera più tradizionale composta da Battiato, specialmente nelle parti corali e sinfoniche. Un lavoro che segnava l’approdo definitivo a una forma classica, riuscendo allo stesso tempo a conferire nella spazialità e nella cadenza il respiro di un portamento musicale aperto, rodato fin dai tempi dei dischi di ricerca degli anni ’70.
Nelle parole di Battiato “un’esperienza estremamente significativa nel mio percorso artistico”, fatta di “una ricerca costante della bellezza, dell’armonia, della fluidità delle soluzioni che si muovono all’interno di una Messa”, perché “per comunicare certi sentimenti, certe emozioni, certe opzioni del cuore, è necessario seguire strade ben definite”.
Battiato, alla voce, sarà affiancato dal mezzo soprano Carly Paoli, dal Coro e dall’Orchestra del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, con Gaetano Costa a guidare il Coro e il Maestro Guido Corti a dirigere l’Orchestra, ed i fidati Carlo Guaitoli e Angelo Privitera rispettivamente a pianoforte e tastiere/programmazione.
Quando è stata rappresentata per la prima volta e poi pubblicata “Messa Arcaica” arrivava a coronamento di un periodo in cui la ricerca spirituale di Battiato aveva già generato una serie di canzoni capolavoro, di grandissima intensità, ed in questo senso è consequenziale la seconda parte del concerto del 17 settembre che, introdotta dall’adattamento di Roger Quilter di Come Away, Death sulle parole di William Shakespeare, sarà dedicata ad alcune di queste canzoni, le più importanti, da “E ti vengo a cercare” e “L’oceano di silenzio” tratte da “Fisiognomica” del 1988, a “Le sacre sinfonie del Tempo” e “L’ombra della Luce” che spiccavano in “Come un cammello in una grondaia” del 1991, passando per “Sui giardini della preesistenza” e “Lode all’Inviolato” da “Caffè de la paix” del 1993, insieme a “Stati di gioia” dal più recente “Il vuoto” del 2007 e, a suggellare l’esibizione, altri classici come “Il re del mondo”, “L’animale”, “La cura”.
La “Messa Arcaica” e il suo seguito di canzoni della serata del 17 settembre al Teatro Greco Romano di Catania sono la perfetta prosecuzione per Battiato di una serie di esibizioni che si allontanano sempre di più dalla formula del concerto canonico, veri e propri eventi come il tour con Alice dell’anno scorso o quello con la Royal Philharmonic Orchestra dell’estate che volge al termine, momenti speciali di condivisione con il pubblico da parte di un artista che ha nella ricchezza di contaminazioni ed esplorazioni le più eclettiche e multiformi la cifra caratteristica di un’attitudine umana ancora prima che artistica. Nello specifico sarà l’occasione per entrare a contatto delle zone più alte della ricerca musicale di Battiato, frutto di anni di ricerca ed elevazione spirituale.

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