Traffico, spaccio e detenzione di stupefacenti in via Piombai.

Alle 4 del mattino gli elicotteri dei Carabinieri hanno sorvolato a bassa quota Catania, i sobborghi e i paesi vicini. Chi si è svegliato per il gran rumore ha supposto che fosse in corso un blitz delle forze dell’ordine. Dopo qualche ora l’ANSA ha confermato: nel rione San Cristoforo i Carabinieri del Comando provinciale, coadiuvati da reparti specializzati dell’Arma (Compagnia di Intervento Operativo del XII Reggimento “Sicilia”, Nucleo Elicotteri e Nucleo Cinofili), hanno arrestato 25 persone, indagate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico, spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti (cocaina e crack).

Il blitz ha sgominato una ‘piazza di spaccio” che ‘fatturava’ diecimila euro al giorno. Undici degli odierni indagati sono risultati percettori o beneficiari del Reddito di Cittadinanza e pertanto verranno segnalati all’autorità competente per la conseguente sospensione del beneficio.

L’indagine, coordinata dalla DIA etnea e condotta dal nucleo Operativo della compagnia Piazza Dante, ha consentito di disarticolare il sodalizio criminale (famiglia Di Martino) che aveva come sua piazzaforte un plesso di case attorno ad un cortile, al quale si poteva accedere soltanto da due portoni blindati. Il cortile era costantemente sorvegliato da ‘vedette’, e protetto da cani di grossa taglia oltre che da un avanzato sistema di videosorveglianza attivato per allertare gli spacciatori dall’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

La strada degli arrestati è una traversa di via Plebiscito, la via Piombai, già assurta nel maggio del 2020 agli onori della cronaca nera per l’arresto di due giovanotti che tenevano a casa 36 candelotti esplosivi. Ancora prima, nel marzo 2019, due cani poliziotto avevano individuato droga nel controsoffitto di un garage ed arrestato una donna, già pregiudicata. Altre tre donne, variamente imparentate con i Di Martino, sono state arrestate oggi.

I fatti di cronaca non devono farci dimenticare che un tempo la via Piombai era al centro di ben altri traffici. La strada era tutto un susseguirsi di falegnamerie, negozi di prodotti coloniali, mobilifici, botteghe artigiane, stampatori e, ovviamente, officine di piombai; costoro adoperavano il piombo per fabbricare oggetti di uso domestico oppure per fare saldature. A causa del loro lavoro andavano incontro ad una malattia professionale chiamata “colica saturnina” o “colica dei piombai”.

In via dei Piombai vi era anche un teatrino di Opera dei pupi gestito da una donna, la signora Nunziatina Insanguine, sorella e moglie di pupari (sposò Nunzio Cifalà). Ma quella strada catanese fu soprattutto una via della solidarietà; il via Piombai trovarono rifugio una ventina di profughi del terremoto di Messina del 28 dicembre 1908.

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