La sconfitta della Democrazia parlamentare

Scongiurata la deriva populista che con Salvini il Paese poteva prendere, questa coalizione anomala e malvoluta degli elettori P.D./M.5.S., superando tutte le inconcluenze di questo matrimonio, ha terminato il lavoro Parlamentare per abolire la rappresentanza Parlamentare di 345 parlamentari.
Ora il M5S ha voluto accelerare il provvedimento per propaganda elettorale, dato che è in forte calo nei sondaggi. Oggi La7 lo colloca al 18 %, in forte calo rispetto al 32% delle elezioni del marzo 2018, quindi un provvedimento simile ha una valenza più elettorale che di “ risparmio economico” era più conveniente dimezzare gli stipendi dei parlamentari, altro cavallo di battaglia Grillino che però è scomparso dal loro lessico. Un provvedimento imposto senza capire che il numero dei Parlamentari deve essere proporzionato agli elettori e funzionale al ruolo che svolge nel Parlamento, quindi se il Parlamento viene svuotato della sua centralità politica, come di fatto sta accadendo, delegando al Governo pieni poteri(decidere la politica attraverso i DL e gestire le scelte politiche) viene naturale chiedersi, perché tutti questi scalda sedie?.
Si è approvato in ultima lettura, il taglio dei parlamentari mettendo mano all’istituzione del Parlamento come garanzia della libertà e della democrazia, ma non tutti sanno che questo cavallo di battaglia grillino è dentro un pacchetto che prevede anche l’eliminazione del CNEL. Vi ricordate il famoso referendum costituzionale di Renzi? Quello che attentava alla Costituzione? Che aveva ottenuto anche il parere negativo della corte Costituzionale? Ebbene questi due provvedimenti che sono stati respinti dagli elettori,oggi stati votati da un Parlamento formato da nominati che fanno quello che gli dicono di fare il partito che li ha nominati, in Italia siamo alle comiche una norma bocciata dagli elettori rientra dalla finestra.
Cosa fa pensare allora questa storia? Che il M5S è incoerente lo si è capito, dall’opposizione contesta tutto, ma una volta al governo diventa casta dimenticando le promesse. In questa logica rientra anche il PD che ha il fine di mantenere questa maggioranza, quello che deve saltare agl’occhi invece è che il Potere Parlamentare è subalterno al Potere Esecutivo. Il Parlamento è diventato l’esecutore, il notaio di parerei espressi da altri poteri dello Stato (ministeri )perdendo la sua centralità politica.
Nei fatti non siamo più una Repubblica parlamentare ma una Repubblica partitica dove con il tempo, come disse Casaleggio in una intervista del 24 luglio 2018, “tra qualche lustro faremo a meno pure del Parlamento” quindi siamo in piena logica del carciofo, togliamo una foglia alla volta le garanzie costituzionali, oggi il CNEL (consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) classificato come ente inutile, domani togliamo il Senato come voleva fare Matteo Renzi. Addirittura si auspica una democrazia con il clik come fanno i Grillini con la Casaleggio associata, in pratica si vuole privatizzare la democrazia.
La cosa diventa pericolosa dato il silenzio assenso del PD e di quella componente di sinistra al governo la quale afferma “era nel programma di coalizione, se nò non sarebbe partito il Conti bis ed oggi saremmo in piena campagna elettorale rischiando di consegnare il paese ad un governo di estrema destra populista”. Ma il bello della retorica di questa sinistra è che si riconosce che non era una priorità per il Paese e che tutto ciò serve da alibi per allontanare l’interesse del cittadino dai veri problemi come la ricerca di un lavoro, i diritti civili, l’ambiente. Si riconosce che i grillini sono animali politici fuori dal comune ma questa sinistra buonista e Governativa ci sta assieme perché ha fiducia nel cambiamento di essi. In pratica si fa politica non con chi ha i nostri stessi valori ma con coloro che cerchiamo di farli pensare come noi, assurdo!!!, per concludere si è concesso questo attacco alla Democrazia in cambio di una vaga promessa di una riforma della legge elettorale e su altre garanzie Costituzionali, ma non si parla di un ritorno alle preferenze. L’importante che svuotiamo ancora di più la nostra libertà parlamentare.

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