Carte geografiche e visti d’ingresso per Alviero Martini

Nell’incantevole scenario naturale dei vulcani spenti che sembrano colline e che circondano Valverde, regalando al fortunato visitatore la vista mozzafiato del golfo di Catania da Aci Castello a Siracusa, si è svolta una insolita quanto gradevolissima manifestazione: Alviero Martini, il famosissimo stilista italiano inventore delle borse dipinte con carte geografiche antiche e con esse tutta una linea di oggetti per l’eleganza della donna, ha presentato in anteprima la sua nuova collezione di borse che sarà commercializzata a fine anno.

Vestito da “artista”, giacca a righe bianconere vistose e accattivanti, circondato da un crocchio di amici e di fan lo abbiamo avvicinato richiedendo una intervista, ci ha accolti come fanno “color che sanno” come va il mondo, a braccia aperte dicendoci: potete chiedermi di tutto. Non c’è che dire, una simpatica “captatio benevolentiae”.

Come nasce maestro?

Nasco a Cuneo, da una famiglia di contadini, ho studiato arte e mi sono specializzato come vetrinista-allestitore. All’età di quattordici anni imparai a tagliare e cucire diventando negli anni successivi costumista. Ho fatto anche l’attore in una compagnia teatrale. Nel 1976 recitai nell’opera Affabulazione di Pier paolo Pasolini, al fianco di Vittorio Gassman di cui fui grande amico.

Come partorisce l’idea della borsa con l’immagine della carta geografica?

Nel 1987 decorai una valigia attaccandogli una vecchia carta geografica, con la quale avevo allestito una vetrina a Roma. La valigia fu richiesta da centinaia di persone e da lì mi venne l’idea di produrre e lanciare una linea di borse e bagagli che hanno per motivo la carta geografica chiamata 1A Classe. Negli anni novanta la linea Prima Classe ottiene la notorietà internazionale, ed in particolare la stampa americana mi definì Style Maker, creatore di un nuovo concetto di viaggio.

Sappiamo che è coccolato un po’ da tutto il Jet Set internazionale.

Le confesso che è vero. Le faccio solo un nome: nel 1996 aprì la boutique in via Montenapoleone e Milano e lì ospitai Richard Gere con una sua mostra di venti fotografie scattate in Tibet, mi fu molto grato, siamo come fratelli.

Sappiamo che adesso punta fortemente su un’altra linea.

Sì, una linea di borse, accessori e vestiti, contrassegnati dalla riproduzione dei timbri dei visti d’ingresso del mio vecchio passaporto ed è contraddistinta dall’acronimo ALV (Andare Lontano Viaggiando).

Poc’anzi, l’abbiamo sentito accennare al destino, lei ci crede?

È vero, ne parlavo con Francesco Smiraldi, amico mio e imprenditore in questa vostra bella isola.

Ci dica

C’è un disegno che è prestabilito nel momento stesso in cui nasciamo e, nel bene o nel male, ci tocca seguirlo, se non lo seguiamo ci insegue lui.

Dunque è tutto scritto?

No, non tutto; molto dipende da come ci comportiamo. Le nostre azioni spesso modificano i tempi e la sostanza della nostra vita anche se il disegno si realizzerà in qualche modo.

È il nostro carattere a fare la parte del leone come mi insegna la qui presente psicologa Fernanda Falsaperla che mi ricorda ad ogni piè sospinto quanto ha detto Jung in proposito: il destino è il nostro carattere.

Ci siamo documentati, sappiamo che c’è un episodio nella sua vita che le ha suggerito codesta sua Weltanshaaung.

Sì, in effetti c’è. Da bambino, un giorno, accompagnai mia madre in casa del Conte per i quali i miei lavoravano e al quale ella faceva le punture quando ne aveva bisogno. Feci simpatia al Conte e alla fine del nostro breve incontro mi regalò una vecchia carta geografica. La perdetti insieme alla cartella scolastica durante un nubifragio che mi sorprese mentre ero in bicicletta sulla via di casa. Dimenticai la cosa, me ne ricordai nel 1987 quando mi venne l’idea di foderare quella valigia e di creare le borse con le antiche carte geografiche.

Racconto davvero affascinante.

Dimenticavo di dirle: il Conte, accarezzandomi il capo, mi predisse che sarei diventato importante, famoso e ricco facendo una cosa che nessuno aveva mai fatto! Era tutto scritto? Forse sì, anzi sì.

Maestro! Si faccia abbracciare, ecco il mio capo docile e canuto per la sua carezza; hai visto mai che un po’ di energia positiva del buon Conte contamini anche me.

Volentieri, ne ho tanta.

 

Matteo Licari Autore
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