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ZES, CGIL-CISL-Uil EPPUR SI MUOVE… QUALCOSA. MA URGE UN CONFRONTO CON IL COMMISSARIO

«Valorizzare la zona industriale e formare e potenziare il capitale umano lavorativo»

«Eppur si muove qualcosa nella ZES Sicilia orientale. Ma lo fa lontano dal confronto con le parti sociali e da luoghi ben diversi da quelli istituzionali. La notizia che ci siano in corso autorizzazioni per insediamenti commerciali ci sorprende favorevolmente, ma resta in campo la necessità di avere un quadro di insieme pluricomposto, che assommi la questione della concreta valorizzazione della zona industriale a quella dell’area retroportuale cuore pulsante della Zes. Riteniamo non oltre rinviabile un confronto che affronti il tema e costituisca una base permanente di confronto e di dialogo con le parti sociali».
Così intervengono i tre segretari generali di Cgil Cisl e Uil Catania, Carmelo DE Caudo, Maurizio Attanasio ed Enza Meli, alla notizia di possibili futuri insediamenti nell’area ZES di Catania.
«Finora sulle potenzialità e sulla progettualità che ruota attorno alla ZES – spiegano – il commissario, nella nostra provincia, ha tenuto incontri con associazioni datoriali, rappresentanti della politica e sistema bancario, parlando legittimamente di incentivi fiscali, credito di imposta, agevolazioni finanziarie e semplificazioni burocratiche. Ma ricordiamo che al centro di tutto ci deve essere l’idea di sviluppo che si vuole dare a Catania, alla sua zona industriale e al suo territorio, oltre al ruolo strategico della formazione e della riqualificazione per potenziare il capitale umano lavorativo».
Secondo DE Caudo, Attanasio e Meli «il tema fondamentale è come valorizzare la zona industriale catanese che dovrebbe essere tra le azioni prioritarie previste dalla Zona economica speciale. Mentre fino a poche settimane fa abbiamo assistito all’ennesima pantomima su ipotetici finanziamenti e interventi di manutenzione dell’area, peraltro sempre enunciati e mai concretizzati».
«Lo ribadiamo: la ZES offre non solo l’opportunità ma anche la necessità cambiare la zona industriale catanese, migliorandola prima di tutto per le infrastrutture e poi per nuovi luoghi tecnologicamente avanzati, perché così com’è non ci permetterà mai di trovare nuovi investitori, come nel caso di Intel, e allontanerà quelle aziende che necessitano di nuovi spazi, nuove e moderne aree di lavoro per i propri dipendenti».
«E proprio sulle diverse azioni previste dalla ZES Sicilia Orientale su area industriale – concludono i tre segretari generali di Cgil, Cisl Uil catanesi – assieme all’area retroportuale, e le relative ripercussioni su occupazione, legalità e sviluppo diventa fondamentale che il commissario Di Graziano faccia partire un confronto con le parti sociali del territorio».

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