Università di Catania: Brutta, Sporca e Cattiva?

Che l’Università di Catania non goda ormai da tempo di buona salute né di buona fama è cosa ampiamente risaputa. Basterebbe vedere le classifiche nazionale degli atenei per appurare che la nostra Università naviga da molti anni all’ultimo posto delle varie graduatorie.

Basterebbe notare la costante diminuzione degli studenti, perché molti, soprattutto quelli provenienti da altre provincie, preferiscono spendere le somme necessarie alla frequentazione dei corsi di altri Atenei come Roma, Bologna,Padova, Venezia, Torino e Milano ( in particolare i Politecnici delle ultime due ). Cosa dire di molti docenti del nostro Ateneo che preferiscono far frequentare ai propri figli i corsi universitari in altre città? Se qualcuno fosse scettico, basterebbe fare una piccola inchiesta per rendersene conto.

Cosa dire che i migliori docenti, appena ne hanno la possibilità, preferiscono insegnare in altri Atenei?

Cosa succede da più di 15 anni in questa Università, che fino a non molto tempo fa godeva di prestigio nazionale e internazionale? E’ diventata in alcuni casi soltanto un parcheggio per privilegiati? Come mai non esiste un progetto concreto per risollevare le sorti dell’Ateneo, come è avvenuto nell’Ateneo di Palermo? Quando la società civile di Catania, Siracusa, Ragusa, Enna e , in parte, Caltanissetta esigeranno di poter usufruire di una cultura efficiente in grado di poter competere nel campo professionale? (questo non significa che non vi siano significative eccezioni ). Forse mai: coloro che possono sostenere le spese avviano i propri figli altrove. In altri termini, continuando con questo andazzo, l’Università di Catania è destinata a diventare l’Università dei poveracci.

A questo si aggiungano strane situazioni che potrebbero diventare incontrollabili.

Sembra che da un pò di mesi circoli tra gli studenti di un Dipartimento ubicato nei pressi di Piazza Dante uno strano documento, di pare siano a conoscenza anche i docenti, nel quale vengono portati alla luce fatti e gravi violazioni di legge ben datate, che dovrebbero far rizzare i capelli a chiunque. Nonostante ciò, pare che non sia stato preso alcun provvedimento. Si ha l’impressione di essere davanti ad una giungla inestricabile, dove si siano verificati gravissimi fatti che i docenti cercano di nascondre o mettere dosso la cenere invece di risolvere alla radice il problema. Non risulta che sia stata istituita una commissione di verifica di quanto accaduto.

La nostra serietà ci ha sempre indotti a verificare voci e documenti prima di procedere alla pubblicazione, attendendo ulteriori verifiche attraverso un attento esame del documento.

Voci provenienti da alcuni ambienti sembrano suggerire che sia stata avviata una denuncia presso l’autorità giudiziaria. Nel caso queste voci si dovessero rivelare reali, cosa si attende a fare pulizia? Qualora la notizia dell’esistenza di un’inchiesta giudiziaria dovesse rivelarsi vera, cosa aspetta la magistratura a procedere per ripristinare la legalità e punire eventualmente chi si è reso responsabile di reati? O l’Università è una zona franca dove si può impunemente fare ciò che si vuole? Di quali protezioni eventualmente godrebbero certe persone? Cosa aspetta il Rettorato nel richiamare alla legalità qualche Direttore e i docenti, prendendo, se nel caso, i dovuti provvedimenti? O forse ci si muoverà solo quando lo scandalo potrebbe rischiare di varcare i confini dell’isola? Si spera che i fatti acquistino smentite o conferme.

Nell’attesa su avrà modo di capire meglio

 

Claudio Samuele Schillaci
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