Un folle artista chiamato, Totò Calì.

Quando all’alba del terzo millennio con la sue tecnologie moderne e la rountine frenetica che accompagna le nostre vite, spesso dettate dalle mode dei vari pseudo blogger, ormai consacrati dai media come icone da seguire, ecco imbattersi in un’artista che per scelta, per causa di dote innata verso il disegno, decide di fare il vignettista oltre a tutte le altre discipline d’arte e di mestiere che ha imparato tra studi e passioni personali. Parliamo di Totò Calì artista nato a Roma ma di origini catanesi ed è proprio qui a Catania che cresce per gran parte della sua infanzia ed adolescenza, fino ad approdare all’Accademia delle Belle Arti di Urbino, dove si laurea intraprendendo in modo professionale e talentuoso il suo lavoro di artista, pieno di sogni, ambizioni e sorprese. Il maestro Calì è impegnato in questi giorni con la rassegna, Corti in cortile che dal 20 al 22 Settembre prossimi darà il via all’ 11 edizione del Festival del cortometraggio internazionale. Al Palazzo della Cultura a Catania verranno proiettati dei cortometraggi in concorso e Totò Calì con la collaborazione di Enrico La Delfa, nella categoria: cinema e psichiatria il 20 settembre alle 9 e 30 presenterà: Diario di un capolavoro, prodotto da Casa Jonnhy e Mary, di Paliano in provincia di Frosinone. Ogni categoria dei filmati in concorso avrà un riconoscimento. Il Direttore di corti in cortile è Davide Catalano, mentre la giuria sarà composta da Enzo Stroscio giornalista per Globus Television , Giuseppe Raniolo psicologo e Luca Ciliberti Giornalista e presidente di giuria. Conosciamo meglio Totò Calì.

Domanda: Totò, com’era da bambino?
Risposta: Ero un bambino come tutti gli altri, vivace e curioso quello che definirei in termini catanesi: tosto.

D: Perchè era “tosto?”
R: Perchè, a scuola mi annoiavo da morire, ambiente per me e per gli altri bambini vivaci, troppo severo,noioso, dove il principio del premio se ti comportavi bene era uno degli aspetti predominanti. Mentre la creatività veniva messa da parte e non capita, rispetto allo studio tradizionale che doveva avere la priorità.

D: Come passava le sue giornate a scuola, oltre che a studiare altrimenti erano guai?
R: Disegnando, qualsiasi cosa per passare il tempo , poi pian piano la cosa mi piacque e cominciai a disegnare in forma di caricatura i miei compagni e gli insegnanti. Avevo trovato il modo per evadere dalla noia quotidiana della scuola. Tuttavia questo mio passatempo divenne ben presto un’amore che ho coltivato ed affinato fino a farne un mestiere.

D: Ci parli dei suoi studi.
R: Ho frequentato il Liceo Artistico qui a Catania e l’Accademia delle Belle Arti ad Urbino. Successivamente ho conseguito la Laurea di Scienze Psicologiche.

D: I suoi primi passi quali sono stati?
R: Ho cominciato come scenografo teatrale e pittore, ma la voglia di esorcizzare le mie nevrosi mi portava e lo fa ancora alle vignette satiriche.

D: Com’è nato l’amore per i disabili psichiatrici, tanto da decidere di avviare vari progetti da diversi anni dedicati e per loro?
R: Tutto nasce da uno spettacolo teatrale che trattava la follia, che mi fece riflettere molto, dandomi la spinta a creare qualcosa. La regola della non regola,la follia quel luogo che ci distingue l’uno dall’altro e non come si pensa generalmente che in realtà sia la ragione a contraddistinguerci. Per Pirandello ad esempio in molte opere scriveva della follia poichè in questa l’uomo era libero o comunque la persona “folle” poteva permettersi di dire ciò che gli passava per la testa e venire giustificato perchè non normale. In questi tre giorni di corti in cortile oltre i filmati, vi saranno performance di musica, teatro cosiddetto della spontaneità che metterà in scena le proprie emozioni, semplici ma complesse allo stesso momento.

D: Cinema e psichiatria, di cosa si tratta?
R: Non è altro che un contenitore o luogo dove i progetti delle Comunità terapeutiche psichiatriche, prendono forma e consistenza. Un progetto dove l’attività dall’interno di queste strutture vine finalmente fuori, facendo conoscere le potenzialità di tutti quei folli che possono esprimere i loro sentimenti attraverso l’arte, il teatro, la musica e tanto altro ancora.

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